Leggere la Storia

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Mi sono rimesso a leggere un’opera in 4 volumi intitolata “La seconda guerra mondiale” edizione italiana del 1963-64 diretta da Enzo Biagi riveduta e corretta di una precedente edizione tedesca del 1962. Consiglio vivamente di leggere l’introduzione, scritta dal nostro grande giornalista, avente titolo “Vent’anni fra due guerre”. Riporto qui alcuni stralci illuminanti :”La seconda guerra mondiale non comincia il 1° Settembre 1939. C’è un lungo prologo che inizia vent’anni prima : è infatti il trattato di Versailles che crea i presupposti del futuro grande conflitto…..Un mondo era crollato, ma i politici che si sedettero attorno ad un tavolo per decidere le frontiere degli Stati e il destino di milioni di uomini, non seppero guardare lontano…..Hitler, nel 1936 si accorda finalmente con l’Italia, e dà vita all’Asse Roma-Berlino, poi firma col Giappone il patto anti-Komintern, per costruire – così afferma – un solido baluardo contro il comunismo” . Consiglio vivamente di leggere l’intero articolo e di meditarci sopra. Che il trattato di Versailles abbia scontentato vincitori e vinti, è cosa risaputa, ma è stato anche il tavolo dove il ministro francese Clemenceau scatenò il suo desiderio di vendetta nei confronti della Germania creando molti presupposti del desiderio di rivalsa dei tedeschi. Il balletto di Hitler dinnanzi alla Tour Eiffel, dopo aver sconfitto la Francia nel 1940, è più che eloquente. Il patto anti-Komintern è una moneta a due facce. Da un lato creava “Il nemico”, vedi G. Le Bon, ove focalizzare gli asti e le difficoltà interne, dall’altra si assicurava l’appoggio e, di certo, la compiacenza delle democrazie occidentali. Questi stati, USA, G.B., Francia ed altri, avevano inviato proprie truppe in Russia, dal 1918 al 20, per combattere i bolsevichi  al fianco delle truppe controrivoluzionarie. Sarà questo un episodio di intromissione negli affari interni della futura URSS che incrinerà parecchio i rapporti tra le potenze occidentali ed il governo di Stalin ed anche dei suoi successori. Bisogna dire che il mondo capitalista vedeva con profonda preoccupazione la nascita di un governo “Comunista”, ovvero di una gestione dello Stato in mano alle classi subalterne e non più in quelle delle elites finanziarie ed economiche. Un esempio che poteva essere esportato creando sconquassi sociali in paesi sino allora gestiti in maniera oligarchica. Il tempo, la dittatura staliniana ed i suoi successori fecero poi naufragare tale utopico sogno, riconosciuto dalle stesse autorità politiche dell’URSS, che finirono per definire il loro modello politico ed economico, Socialismo Reale. Lo stesso Giappone era in conflitto con l’URSS sui confini della Manciuria, dove, tra l’altro, prese una batosta militare. Molti paesi furono affascinati dal modello dittatoriale Nazifascista . Anche in paesi quali G.B., Francia, Belgio,Spagna, Portogallo, Ungheria, Romania ed altri, non solo furono fondati partiti fascisti con le loro esibizioni pubbliche, ma in vari casi, presero il potere. Qui faccio una mia chiosa. Stalin, che si era allarmato della potenza militare germanica, inviò in due riprese il suo ministro degli esteri Litvinov in G.B. ed in Francia al fine di creare un fronte unico anti Hitleriano. Detto ministro non fu neppure ricevuto. Il dittatore georgiano, già individuo estremamente diffidente di suo, ebbe il fondato sospetto che l’URSS fosse l’agnello sacrificale per le mire espansionistiche naziste con l’avvallo dei paesi occidentali. Da qui il patto Molotov-Ribentropp di non aggressione. Patto, poi, totalmente disatteso da Hitler. Ritorno ai 4 volumi. Interessante leggere le vicissitudini della Polonia per capire anche la gestione politica di questo paese. Paese che potremmo definire Fondamentalista Cattolico. La sua storia, ed il suo nazionalismo, si possono comprendere essendo, per secoli, compresso tra il mondo Riformato luterano ad ovest e quello ortodosso ad est. I paesi baltici, per secoli inseriti nell’impero zarista, con una parentesi tra il 1920 ed il 1945 di autonomia, per poi ritrovarsi all’interno dell’URSS e nuovamente indipendenti dopo il 1990. La stessa Ucraina, con spostamenti di popolazioni russe, tatare, minoranze germaniche con l’aggiunta di Cattolici, Ortodossi, Uniati, questi ultimi di diverse etnie : greci, armeni, caldei, copti di rito ortodosso ma che riconoscono l’autorità del pontefice. Un discreto calderone che la lettura degli avvenimenti della II G.M., fatta con senso critico, guidati dalla perizia di Enzo Biagi, può iniziare ad illuminare. Buona lettura

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