Risparmio energetico

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In questi mesi è tutto un proliferare di allarmi, consigli, idee sul risparmio energetico causato dal boicottaggio delle forniture russe da parte della UE. Sembra però che metà del mondo continui ad approvvigionarsi da tale venditore, ma questo è un altro discorso. Come, almeno a me, risulti strana la storia del grano ucraino quando detto cereale, ed anche altre graminacee provenienti da detto paese sono gestite da tre multinazionali USA e da una cinese. Strani giri di roba da mangiare che ha finito per innescare una serie di aumenti e di barzellette sui generi più strani provenienti, a quanto si racconta, tutti dall’Ucraina, dai datteri agli ananas fino alla carne di struzzo. Misteri della globalizzazione ! Ritorniamo all’argomento del titolo : il risparmio energetico. Affronto detto tormentone da una visuale un po’ anomala : gli alimenti . Partiamo da un cibo che è emblematico dell’umanità : il PANE . Persino Omero definì l’uomo “Mangiatore di pane”. Ebbene, anni or sono vi fu chi analizzò il contenuto dei cassonetti di un quartiere di Milano scoprendo che vi erano tonnellate, ripeto TONNELLATE, di pane scaraventato in detti contenitori di immondizie. Il pane ha una caratteristica, specialmente quello comune o toscano, ma anche altre varietà, che se non viene consumato fresco ma lasciato seccare, in luogo che non sia un’umida cantina, ma in una normale credenza di qualsivoglia abitazione, può essere l’ingrediente per una quasi infinita serie di ricette e gustosissimi piatti. Ne elenco alcuni . Se il pane è ancora semi-secco si può tagliare a fette e fare crostoni con salsa di pomodoro, mozzarella e qual si voglia ingrediente da pizza e metterlo per alcuni minuti nel forno. Se è ben secco ci si ricava il “Pane grattugiato” con cui confezionare cotolette di qual si voglia carne. Oppure un piatto che è l’orgoglio della cucina romagnola : i passatelli . Pane grattugiato+ formaggio ugualmente grattugiato, parmigiano o pecorino e quello che piace, sale, noce moscata a chi piace, uova e con un comunissimo attrezzo schiaccia patate si ottengono dei serpentelli da immergere in un brodo, anche di dado. E con il pane secco fatto a pezzetti si può fare il celeberrimo Pancotto. Una volta cibo povero, ma oggi con le risorse di formaggio, pezzetti di carne tritata, avanzi del lesso o di un arrosto, brodo, ed altro ancora, si ottiene un piatto più che decoroso. Ma poi vi sono ricette regionali italiane che fanno del pane secco la base di piatti sublimi. A me piacciono moltissimi i pomidoro al gratin . Ingredienti ? Pomidoro ricci, il top, per me, prezzemolo, aglio a chi piace, capperi, pane grattugiato, olio EVO e una bella cottura nel forno. Perché questo argomento del pane in riferimento al risparmio energetico ? Si è mai fatto due conti cosa costi, a livello di energia, produrre del pane ? Il contadino ara, semina, miete e compie tutte le operazioni per la coltivazione del grano consumando ENERGIA con i suoi macchinari. Il mugnaio aziona le macine per trasformare il grano in farina ed anche lì vi è un consumo di ENERGIA. Il trasporto sia del grano che del macinato. Il fornaio che trasforma la farina in pane e lo cuoce. Altra ENERGIA impiegata. E poi ? E poi si scaraventa il tutto nei cassonetti dell’immondizia. Non bastasse, c’è chi ha fatto un’ulteriore analisi sulle immondizie scoprendo che una congrua percentuale è fatta di scatolame o alimenti secchi tipo biscotti o assimilati. In dette confezioni vi è scritto : “Da consumarsi PREFERIBILMENTE  entro il xxxxxx”. PREFERIBILMENTE non significa che il bene, dopo tale data, diventi immangiabile, ma che perde soltanto alcune caratteristiche organolettiche, tipo profumo o poco più avvertibili, eccezionalmente, da palati  raffinatissimi ! Anche qui, per produrre tali beni, trasportarli ed altro, si è utilizzato una considerevole quantità di ENERGIA che finisce nelle immondizie. Sembra che la nostra società si sia ubriacata di benessere, o presunto tale, di consumismo di bassa lega, si interessi del condizionatore e non consideri tanti beni che vengono buttati senza far mente al loro costo energetico. Ci si è mai domandato quanta energia e quanto derivato dal petrolio venga sperperato per fare confezioni di biscotti, o di altro bene, al fine di gratificare l’occhio o per dare un’impronta di “preziosità” ad un normalissimo oggetto ! Vaschetta di plastica con separatori di plastica, dentro ad un contenitore di plastica il tutto in una busta di plastica per gr 100 di biscotti ! Totò diceva “Alla faccia del bicarbonato !” Oggi ci sarebbe da dire “Alla faccia del risparmio energetico !”. Cerchiamo di stare con i piedi per terra e vediamo di evitare inutili e dannosi, per l’ambiente, sperperi di materie prime aventi, comunque, un loro contenuto di ENERGIA . Da parte istituzionale si veda di premiare quelle aziende che utilizzano beni riciclabili o riciclati ed a basso o nullo impatto ambientale. Ed anche i cittadini facciano la loro parte !

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