Considerazioni storico-sociali

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La Primavera del Botticelli

 

Ho ripensato a lungo alla manifestazioni di alcuni/e ambientalisti che si sono fatti incollare ai vetri di protezione de La Primavera di Botticelli nella Galleria degli Uffizi di Firenze. A mio avviso è una piramidale dimostrazione di mancanza di analisi e conoscenze sociali e storiche. E’ sì vero che detta opera d’arte è l’esaltazione dell’ambiente naturale e dei loro protagonisti mitici, ma NON è assolutamente l’espressione di una contestazione alla degradazione dell’ambiente. Chi si è incollato ai vetri del capolavoro ha fatto la peggior opera pubblicitaria nei confronti dei movimenti ambientalistici. Meglio sarebbe stato indire una manifestazione pubblica in qual si voglia piazza, giardino e parco cittadino al fine di promuovere un maggior rispetto dei singoli ma, maggiormente, delle istituzioni verso il mondo nel quale viviamo. Presentare un programma di attività finalizzate alla fruizione dell’ambiente da parte della collettività e chiedere a chi siede in Alto Loco una risposta ed, eventualmente, le ragioni della enorme inerzia istituzionale verso queste problematiche, sarebbe stato certamente più proficuo, anche a livello pubblicitario. Così, come si è agito, si è portato acqua ai mulini di chi giudica i movimenti ambientalistici una manica di personaggi poco affidabili e meritevoli di scarsa fiducia e, conseguentemente, di guadagnare consenso da parte di coloro che considerano l’ambiente una fonte di lucro, anche a fronte di pesanti devastazioni.

In parallelo, molto più drammatico e criminale, vi furono le uccisioni di D’Antona e Biagi da parte di presunti “Rivoluzionari sociali”. Questi due atti criminosi dimostrarono, oltre ogni dubbio, la povertà culturale di chi li fece. Pensare che uccidere due Juslavoristi avrebbe innescato o una rivoluzione sociale e proletaria o un cambiamento di rapporti di forza tra lavoratori e grande padronato, ha significato l’assoluta assenza di qual si voglia analisi e critica sociale. Questi due omicidi hanno, in realtà, portato acqua, e parecchia, ai mulini di quella classe industrial-finanziaria di stampo reazionario se non “schiavistico”che oggi vediamo imperare nella nostra società con forte riduzione dei diritti delle classi più umili, messa in discussione il diritto di uno stipendio dignitoso, smantellamento della Sanità Pubblica che sta trasformandosi in un privilegio per chi può pagarsela, incertezza del posto di lavoro e tanto altro. L’uso della colla e delle pistole hanno dimostrato che la strada per avere una migliore analisi della società, dei suoi problemi e delle sue, possibili, risoluzioni su determinati argomenti, è, per diverse persone, una strada molto difficile da percorrere.

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