Incidenti prossimi venturi

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Adesso che molte strade e piazze hanno la sede occupata dalle rotaie del tram elettrico, a me, che già da ragazzino, giravo con la mia biciclettina per il centro e dintorni di Bologna ove, parlo degli anni 1946 in poi, vi erano le rotaie degli allora tramway (tranvai in bolognese) ed avevo imparato a destreggiarmi onde non finire con una o ambedue le ruote dentro la rotaia medesima con il risultato di finire lungo e disteso nella strada e storcere una o ambedue le ruote. Il trucco, teoricamente assai semplice, ma in pratica bisognoso di una certa pratica, consiste nel disporsi trasversalmente alla direzione delle rotaie stesse, meglio a 90 gradi. Ovvio che in condizioni di traffico nullo o quasi di quegli anni, la manovra di un tale scarto non aveva particolari rischi, ma oggi, con il traffico che c’è, fare una sbandata con la bici al fine di non finire dentro l’incavo di una rotaia, potrebbe dare luogo ad incidenti. E’ vero che a Bologna la ragione è sempre dalla parte dei ciclisti visto che possono transitare tranquillamente sotto i portici, viaggiare contromano, passare con il rosso, girare di notte senza luci ed altro, ma finire per sbattere contro un veicolo a motore, tipo auto, anche se si è l’utente più ecologico nel traffico cittadino, potrebbe causare danni fisici non trascurabili. Danni sia fisici che materiali se si finisse con le ruote dentro alla rotaia medesima. Il rimedio, meglio prevenire che curare, è quello di disporre di bici con ruote e relativi pneumatici della larghezza dai 10 cm in su . Bisogna poi stare attenti, specialmente in caso di pioggia, che finire anche con pneumatici extra large sul ferro delle rotaie è un attimo finire lunghi e distesi sul piano stradale dato il bassissimo coefficiente di attrito fra pneumatico e acciaio. A questo punto bisogna vedere il lato positivo di questi futuri incidenti. E’ evidente che gli ospedali di Bologna, Maggiore, Sant’Orsola e Ortopedico Rizzoli, avranno un notevole aumento di ricoverati per traumi legati alla presenza delle rotaie nelle strade della città e, quindi, avranno tutto un materiale umano con cui fare profonda e proficua esperienza. Comunque, fin quando non si deciderà di far transitare i tram elettrici sotto i portici e, conseguentemente, posizionare anche lì le opportune rotaie, i ciclisti potranno viaggiare tranquillamente, come hanno fatto sinora, sotto i nostri portici. In caso di scontro con qualche pedone sarà quest’ultimo a dover ricorrere alle cure degli ospedali di cui sopra.