Mountain bike e turismo

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Essendo a Pianaccio ho visto passare l’elicottero del soccorso e sentito le sirene delle ambulanze per soccorrere un mountain biker caduto in un dirupo nei pressi del rifugio della Donna Morta, zona  Corno alle Scale-Monte Gennaio. La cosa non mi meraviglia, avendo visto, poche settimana fa, scendere detti appassionati della Mountain Bike e del rischio, scendere a velocità notevole, lungo la strada-mulattiera-sentiero che dal Lago Scaffaiolo conduce al Cavone. Ero con la consorte e con due ospiti provenienti da Milano. Abbiamo dovuto salire al rifugio di detto lago, camminando a circa due metri da detta via a causa di mountain bikers discendenti a velocità elevata ed occupanti, di conseguenza, la sede “stradale”. A scanso di gravi disgrazie, anche il ritorno è stato fatto a debita distanza da detta via. I due ospiti sono rimasti meravigliati della cosa e mi hanno detto che la prossima volta sarebbe meglio andare a camminare altrove. A mio avviso, il fatto che i sentieri o le mulattiere del comprensorio del Belvedere sia diventate il regno incontrastato di spericolati mountain bikers sia legato ad alcune considerazioni, documentate, di come si consideri il turismo in tale zona. Partiamo da un concetto di base: come viene considerato l’escursionista, ovvero colui che, pedibus calcantibus, viene a vedere le nostre montagne, apprezzarne le bellezze ed altro con il minimo impatto ambientale ? Riporto la definizione istituzionale di tale persona “Quello che ha in tasca il panino e la bottiglietta dell’acqua”, in breve, se non viene qui sarebbe meglio. D’altro canto vi è l’elevata speranza che l’intero crinale appenninico dal Corno alle Scale all’Abetone con le dovute diramazioni, venga ricoperto da una ragnatela di impianti a fune. In Alto Loco questa speranza viene vista con occhio favorevole : sai quanti appalti ! Diciamolo chiaramente, vi è un pensiero dominante che la meccanizzazione del comprensorio appenninico sia fonte di incommensurabili guadagni! Ho qualche dubbio che le comunità del comprensorio siano quelle che faranno tanti soldi, ma è una mia opinione. Torniamo alla meccanizzazione di base : chi è il turista ben visto ? Lo sciatore che utilizza gli impianti, meccanici, di risalita. Essendo il comparto sciatorio, per varie ragioni, in una certa contrazione, bisognerà dare spazio ad altre meccanizzazioni. La prima è la mountain bike cui dare in uso strade di penetrazione montana, mulattiere e sentieri. A questo punto sarebbe da consigliare alla pubblica amministrazione di affiggere cartelli in ogni dove con l’avviso, per chi gira a piedi, che tale attività la farebbe a proprio rischio e pericolo essendo le vie e sentieri di percorrenza di utilizzo esclusivo di mountain bikers . A mio avviso, potrei considerare quello della mountain bike solo il primo approccio al completamento della meccanizzazione appenninica della zona. Secondo logica anche il motocross dovrebbe entrare di diritto in tale filosofia. A seguito, ovviamente, anche le auto fuoristrada dovrebbero avere il diritto di scorrazzare per strade, mulattiere e campi o prati . Mi sorge il dubbio che un simile programma otterrebbe ampio consenso dalle comunità locali specialmente se si dicesse loro che, grazie a tale meccanizzazione ambientale, faranno tanti soldi. D’altronde non ci sarebbe da meravigliarsi se con la costruzione di una nuova seggiovia in sostituzione di una perfettamente funzionante, si avrà la possibilità di ritornare al 1960, come asserito istituzionalmente, in pieno periodo della motorizzazione di massa in Italia ! Quando a questa seggiovia verranno affiancati altri impianti a fune, dovremmo trovarci immersi, con l’apporto di mountain bike, motocross e fuori strada, nel paradiso della meccanica, del motore e di lauti guadagni degli operatori turistici del Belvedere. Per ora sarebbe opportuno consigliare agli escursionisti, di andare altrove, sarebbe un consiglio prudenziale atto ad evitare gravi impatti con mountain bikers smaniosi di scendere a valle ad alta velocità. Ci sono tante zone e vie di percorrenza, sentieri, mulattiere con annessi servizi ed attività commerciali atte ad accogliere coloro cui piace girare a piedi nella natura senza impianti a fune, mezzi meccanici, rombi di motori ed altro di “Civile”.