Recentemente ho letto che oltre 100.000 persone hanno abbandonato le città per risiedere in paesi della montagna italiana. Che molte città italiane siano diventate quasi invivibili è cosa nota. Abitando a Bologna, da tempo una delle più gravi pecche sia per i residenti e sia per chi abbia necessità di accedere al centro, è la quasi totale mancanza di parcheggi. Ovvio che ciò comporta la conseguenza di fare un notevole numero di contravvenzioni per divieto di sosta, in parole povere Fare Cassa per la Pubblica Amministrazione. Ciò che è irritante è la più assoluta mancanza, da parecchi decenni, di un piano per ridurre questo grave inconveniente. Si sono trovati soldi del contribuente per fare lavori pubblici di nessuna utilità, vedi Civis, oppure per altri di discutibile esecuzione, vedi People Mover cui è stato affibbiato il titolo di Rottam Mover, ed adesso di un fantasmagorico e futuribile mezzo di trasporto definito Tram Elettrico con semi paralisi del traffico sia in città e dintorni a causa di lavori stradali che da mesi e mesi occupano molte arterie stradali. Chi ha la possibilità di allontanarsi da un simile inferno, recarsi a risiedere e lavorare in un paese montano è una soluzione ottimale. Però qui intervengono vari fattori che possono limitare o impedire questo spostamento residenziale. Ne accenno alcuni in ordine sparso : collegamento internet affidabile e sicuro, oggi molte attività dipendono da tale servizio; molteplicità di opportunità di lavoro, cultura, sport, istruzione, efficienza dei trasporti, presenza di servizi essenziali di vita quali Sanità, negozi e centri commerciali, assistenza informatica e di altro genere ecc . Ovviamente l’accesso a detti servizi fondamentali non debbono richiedere spostamenti chilometrici eccessivi, altrimenti si finisce in un disagio continuo. Diamo un esempio : un comune ha finalizzato tutti i suoi interessi nel tennis. Dispone di campi ben attrezzati, gare, pubblicità, manifestazioni adeguate a detto sport. Tutto è organico a tale sport, non vi sono altri servizi ad esempio centri culturali, concerti, opportunità di lavoro, fornai ed altro. E’ evidente che chi non pratica oppure opera in detto settore in tale comune eviterà di andarci a risiedere. Quindi sono avvantaggiate quelle comunità che possiamo definire polivalenti, ovvero offrono la più ampia gamma di opportunità. Già sei di persone di mia conoscenza si sono trasferite in un comune appenninico uscendo da Bologna. Essendo innamorato sin dall’infanzia della zona del Corno alle Scale, proposi ad una coppia se fosse loro gradito trasferirsi nel comune di Lizzano in Belvedere. La risposta fu semplice, dissero che i loro interessi di lavoro e culturali non collimavano con quelli di detta comunità. Trovavano che tale comune fosse orientato in una sola direzione : impianti a fune (seggiovie) e cannoni sparaneve dal momento, tra l’altro, che quando vi sono articoli relativi a tale zona nei media è l’unica o quasi voce che viene trattata. Si erano poi documentati sul trend di imprese artigianali, economiche ed altro che hanno fatto loro decidere di recarsi in altro comune dove hanno, credo, acquistato la loro abitazione. A questo punto, avendo la casa dei nonni a Pianaccio, in quel di Lizzano in Belvedere, abbia mai un senso non avere agito per tempo onde offrire ad una più fetta di popolazione un servizio FONDAMENTALE quale il campo estivo per ragazzini/e ? Tale servizio richiama un notevole numero di persone : nonni, genitori, parenti, amici , tutta gente che, a ben considerare sono dei CONSUMATORI e quindi in grado di riversare danaro nelle attività commerciali del posto. Avendo due nipoti li abbiamo iscritti al campo estivo di Gaggio, comune limitrofo. Così l’intero mese di Luglio lo trascorreranno dal mattino al tardo pomeriggio, là. Essendoci andato an paio di volte, ho visto una marea di bambini lì alla piscina e dintorni. Ho visto alcuni genitori e nonni che so aventi la casa nel Belvedere. Con un paio ho fatto alcune chiacchiere imparando che la spesa la fanno a Gaggio essendoci a portata di mano fornai, negozi di alimentari, macelleria, ferramenta ed altro . Mi chiedo : richiedere alla Regione, che ha in programma investimenti multimilionari in impianti a fune e seggiovie nella zona del Corno alle Scale, di investire una modestissima somma nel preparare e fornire accompagnatori per i campi estivi sarebbe stato così arduo ? Questi giovanissimi, oltre a fare spendere soldi in gelati, pizzette, oggetti vari e, talvolta, per stare in compagnia di altri nonni e genitori con relativi fanciulli, passare qualche serata in un ristorante del luogo, finiscono per essere il motore trainante di una certa economia. Capisco che il mondo partitico-politico italiano non è, da molto tempo, al servizio delle necessità e dei bisogni dei cittadini ma a ben altri interessi, ma sta alle amministrazioni locali formulare le dovute richieste coinvolgendo la popolazione locale al fine di avere quei servizi da paese civile e che, in ultima analisi, sono apportatori di vantaggi economici e sociali da non sottovalutare.

