Due settimane in alto Appennino bolognese

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Avendo la casa dei nonni a Pianaccio (Lizzano in Belvedere) dove ho trascorso varie estate a fare il pastore con un gregge di 150 pecore e due cani, Zara e Black, con zio a fare da docente in merito, dove ho imparato a tosare, fare il formaggio e tante altre cose compresa la conoscenza della natura, quest’anno, avendo due nipoti uno di 6 anni ed uno di 9 , stiamo trascorrendo il mese di Luglio nell’ameno paesello pieno di emergenze storiche veramente uniche. Non essendoci i campi estivi per ragazzini/e a Lizzano, ci siamo orientati a quelli di Gaggio, comune ad alcuni Km da qui dove sono organizzati detti campi e dove i fanciulli sono contentissimi di recarsi. Alcune settimane or sono abbiamo avuto, quali ospiti, due amici di Milano con i quali ci siamo recati al Lago Scaffaiolo. L’esperienza è stata traumatica. Mountain Bikers che scendevano ad elevata velocità giù per la stradetta di servizio del rifugio del lago. Bisognava salire a due metri da detta via pena scontri con gravi conseguenze. Gli amici hanno apprezzato le bellezze naturali ma mi hanno detto che si guarderanno bene da ritornare a fare escursioni in zona, preferiscono non finire all’ospedale o al cimitero. Adesso i sentieri, le mulattiere e le strade di penetrazione forestale sembrano siano di dominio esclusivo di tali ciclisti. E’ mia opinione che questa esaltazione biciclistica sia una derivazione (coloniale ?) da Bologna. Là, oltre ad esserci il regno dei lavori per il tram elettrico che hanno semi paralizzato l’intera città da tempo e non si sa quando ce ne uscirà, vi è il vero culto, amministrativo, per la bicicletta. A questo veicolo è consentito viaggiare speditamente sotto i portici, a titolo informativo sono stato centrato da un veloce ciclista sotto il portico di via Nosadella al N° 43 con la conseguenza di 5 ore in sala operatoria all’Istituto Ortopedico Rizzoli e perdita di parte delle mie capacità deambulatorie, ed il ciclista si era eclissato. Non solo dette biciclette possono viaggiare contromano, in sensi vietati, attraversare con il rosso, sulle strisce pedonali anche quando vi è il segnale rosso per gli stessi pedoni, andare di notte a luci spente e tanti altri privilegi di profonda inciviltà. Qualcuno ha definito questa cecità nei confronti di una particolare categoria di utenti della strada e dei portici una forma ideologica, mutatis mutandis, alla Pol Pot . Quindi anche qui in Appennino sarà meglio agli escursionisti andare a camminare altrove se non vogliono rischiare gravi impatti con le dovute conseguenze. Ma sembra che spediti via, illesi, gli escursionisti grazie ai mountain Bikers si faranno tanti soldi. Tanti soldi che si faranno grazie alle nuove seggiovie dopo aver chiuso i campi solari per bambini portatori di chiasso e di corse. Diciamo che qui è il regno della tranquillità, basta non andare a girare per sentieri, mulattiere e strade varie per le ragioni dette prima. Per rendere più tranquilla la vita dei turisti si è provveduto a cancellare i corsi di musica, anche i concerti nelle chiese sono stati eliminati, anche il parco avventure è stato eliminato, vi era una sala da concerto Il Cristallo chiuso da anni, ed altre opportunità che hanno deciso di cancellare. L’unico grave inconveniente, per me, è che dovendo scrivere articoli di ricerche storiche e scientifiche per due riviste a diffusione internazionale e per un museo, spesso, qui a Pianaccio, mi trovo a non avere collegamento Internet quando : piove, c’è vento, vi è una pesante copertura nuvolosa e, d’inverno, snevicchia o c’è brutto tempo. Da più di una generazione di parla di Banda Larga che adesso è definita Panzana Lunga. Penso che la cosa sia vista in maniera positiva dalla comunità belvederiana, quella nell’asse Lizzano-Cavone. Così, infatti, la gente non si distrae, deve continuare ad avere una sola idea, un solo pensiero : le Seggiovie. E’ questo il pensiero dominante, l’idea fissa dell’intera comunità : avere tante seggiovie. Sembra, come detto da due Maitres a penser del luogo che 1° siamo all’inizio di una nuova era glaciale e quindi, grazie alle seggiovie, si faranno viaggiare decine di migliaia di sciatori 2° Nevica poco perché ci sono poche seggiovie. Penso che in Alto Loco abbiano fatto tesoro di queste analisi scientifiche, vista la valanga di danaro pubblico stanziato per gli impianti a fune. Comunque, ieri sera, qui in paese, si è parlato delle condizioni delle strade che risultano con un manto pieno di pericolose buche con avvallamenti e vari ostacoli ad una sicura viabilità. Vi è stato anche l’argomento delle forniture idriche, non tanto qui, ma in varie zone del Comune, capoluogo compreso. La ragione è assai semplice : l’impianto di distribuzione idrica è obsoleto e più simile ad un colabrodo, gran parte dell’acqua immessa finisce persa. Qualche acuta mente ha avuto la brillante idea di proporre di chiudere le fontane ed immettere la loro acqua nelle condutture colabrodo che non riescono a portare acqua ove necessario. Per queste menti la fisica, anche elementare, deve essere un optional. Se in una tubazione fatiscente con perdite attorno all’80%, si immette una sostanziosa quantità di acqua con aumento della pressione, detta conduttura va al collasso e c’è la quasi garanzia che le perdite raggiungano il 100% .  Mettere a posto gli acquedotti ? Troppo difficile da pensare e da realizzare. Comunque , termicamente e come qualità dell’aria, stiamo meglio che a Bologna. Poi, data l’assenza di qual si voglia distrazione, come detto sopra, e che a me delle seggiovie non importa un accidente, posso dedicarmi alla lettura di libri, suonare lo strumento che imparai da ragazzino : la fisarmonica, fare un po’ di gastronomia, coltivare alcune piante nell’orticello e nei vasi, ospitare qualche sabato amici ed ex colleghi di lavoro che non possono venirmi a trovare a Bologna non essendoci parcheggi. Purtroppo risulta difficile venire dalla provincia di Modena o dalla montagna in bicicletta e ritornare a casa a notte inoltrata specialmente quando c’è brutto tempo come auspicato in Alto Loco. E’ quindi più facile venire a Pianaccio, stare in lieta compagnia e rimettersi in viaggio tranquillamente.