Crisi dell’Arte

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Ho letto da qualche parte che il mondo dell’arte è in crisi. In detto scritto si evidenzia come il mercato delle opere d’arte sia in sofferenza e, di sfuggita, si accenna al fatto che le opere d’arte, da molto, anzi, troppo tempo, siano state viste quali investimenti finanziari al fine di lucrare al momento della loro rivendita. Ovvio che gli operatori in detto settore abbiano più puntato sul solo aspetto economico che sulla validità artistica delle opere trattate. Da qui un bombardamento mediatico ed espertise dei guru di tale settore culturale al fine di convincere gli acquirenti, spesso ricchi di soldi ma poveri di cultura, all’acquisto di oggetti più da scherzi goliardici che da opere d’arte. Una vera inflazione di robaccia da discarica con prezzi stratosferici e dove la Dea Arte era totalmente assente. Ovvio che quando un settore di mercato viene finalizzato al solo giro di soldi, spesso, la qualità ed il valore intrinseco della merce tende a precipitare in basso. Avviene anche che artisti contemporanei di buon valore ma non partecipi del business finanziario e non introdotti nei retrobottega del giro di soldi, siano emarginati e poco noti deprimendo così, ulteriormente, il livello culturale del prodotto “Arte”. E così, quando si eccede nel considerare e valutare un’opera artistica solo su quanto c’è nel cartellino del prezzo e non sulla sua reale validità artistica, prima o poi la cosa diventa insostenibile. Il mercato dei “gonzi” che si sono lasciati convincere a spendere centinaia di migliaia di € per acquistare un bidet di produzione industriale da mettere nel salotto buono o un barattolo di merda d’artista a fare bella mostra nella raccolta d’arte, a poco a poco si riduce. Certo che riempire un piano di scaffale di barattoli di merda d’artista, eventualmente accompagnati da bottiglie di Urina di genio del disegno e di altri escrementi la dice lunga su due piani, il primo è quello di quanti soldi abbiano questi “Investitori” in abbinamento al livello culturale, il secondo è se l’opera d’arte è frutto dello sfintere anale o della muscolatura vescicale significa una sola cosa, che non ci trova in una raccolta d’arte ma in un letamaio. E così si arriva alla saturazione del mercato per la semplice ragione che il numero dei ricchissimi che si lasciano convincere dagli incantatori di serpenti finanziari non è infinito e che l’immagine che si è data di tale mercato è talmente cattiva da far fuggire possibili acquirenti nauseati dal puzzo di escrementi= soldi di tale mercato.