I lettori di Renonews si saranno accorti, e da tempo, come il sottoscritto sia un appassionato lettore di libri e riviste aventi argomenti scientifici e culturali. Questa mia “mania”, trasmessami dai genitori e dal nonno materno sin dalla mia infanzia, mi ha, quasi sempre, consentito di non credere ad inverosimili panzane raccontate su giornali ed in TV . Una per tutte che mi è rimasta particolarmente impressa nella mente : analisi del crollo del ponte Morandi a Genova con 43 morti. Ebbene ? Dopo una campagna denigratoria nei confronti del progettista per scoprire, poi, che costui aveva consigliato una costante manutenzione del viadotto, cosa mai fatta (costa), si è andati a cercare altre scappatoie di cui una da far ridere anche i sassi. Quale era una di quelle bufale ? Il filmato di un autotreno carico di profilati di ferro che, in transito sul manufatto, aveva frenato. In parole povere, quando si viaggia su viadotti e ponti, in Italia, non bisogna frenare altrimenti crolla tutto. Il filmato è stato ripresentato in TV almeno due volte. Lascio a voi pensare come venga considerato il livello mentale del cittadino italiano nelle alte sfere della “comunicazione”. Come si dovrebbe sapere, l’Italia è il paese europeo più disastrato nel comparto idrogeologico con frane ed alluvioni a non finire ed anche uno dei cinque paesi messi peggio nel mondo. Le ragioni di questo dissesto sono diverse, alcune però legate alla attività umana ed al disinteresse politico nella gestione del territorio. Ne cito alcune di queste disgraziate attività : una legge della fine 1800 che consentiva il disboscamento al di sotto dei 700 metri al fine di ricavare terreni coltivabili ; un’ampia concessione alle attività estrattive negli alvei fluviali con relativi sconvolgimenti dei corsi d’acqua con gravissime ripercussioni sia a valle che a monte con crolli di sbarramenti e ponti ed avvio di movimenti franosi ; cave e miniere in zone di elevato valore storico e paesaggistico trasformate in discariche a cielo aperto con conseguenti crolli di zone collinari e montane , e via di questo passo. Oggi, a questo panorama di dissesti che, per il loro contenimento e riduzione, richiederebbero competenze, fondi economici e tempi piuttosto lunghi, uno sconvolgimento di un corso fluviale e relativi affluenti non si risolve in pochi anni, richiede parecchi decenni e con opere consigliate da centri di studio geologici ed ingegneristici e agrari di alto livello. Ma qui toccheremo il tasto dolente della competenza, anche superficiale, del mondo politico, ben noto per le esternazioni storico-scientifiche da libro di barzellette. Oggi ci troviamo dinnanzi ad un ulteriore problema : la Crisi Climatica . Crisi assolutamente non citata a livello politico, le immondizie vanno nascoste sotto il tappeto, se non negata. Purtroppo detta Crisi Climatica opera su un terreno, quello italiano, già funestato da una secolare incuria. Diciamo che piove sul bagnato . Negare detta evidenza non la si risolve, si illude, o si tenta di illudere, la comunità che il mondo scientifico sia formato da terroristi incompetenti. Arriviamo al nocciolo, cosa consiglio di leggere al fine di farsi un minimo di cultura scientifica al fine di non farsi menare per il naso su argomenti di fondamentale importanza per la nostra vita e quella dei nostri figli e successori . Partiamo da molto vicino , l’Appennino bolognese e romagnolo. Vi è una pubblicazione degli anni 70 , un estratto dal volume “Cave e assetto del territorio” di due docenti dell’Università di Bologna in ambito geologico: Carlo Elmi e Gian Battista Vai “Le attività estrattive nell’appennino bolognese e romagnolo” arricchito da alcune foto che mostrano alcuni dei danni di queste attività. Una passeggiata all’Istituto di Geologia e, gratuitamente, si può prende copia di tale lavoro e, in breve tempo, si tratta di poche pagine, farsi una cultura scientifica sull’argomento. Onde documentarsi un po’ sulle variazioni climatiche, una lettura sulla rivista Le Scienze del mese di Settembre di un articolo “Il fragile ghiaccio dell’Artico” che esplicita come stia cambiando la conoscenza scientifica della calotta glaciale della Groenlandia ed i rischi connessi ad una sua vulnerabilità legata al cambiamento climatico. Ultima lettura che ci interessa proprio in casa nostra, è il libro di recente pubblicazione di Luca Mercalli “Breve storia del clima in Italia” – dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale. E così si impara, anche, come i flagelli delle pesti, delle carestie e del crollo di imperi e potentati avessero, dietro, alcuni cambiamenti climatici con conseguenti mancanze di raccolti, alluvioni ecc ecc . Come diceva mio nonno Domenico Miglianti “Ad essere ignoranti c’è sempre tempo”. Che sia questa una delle ragioni che mi impediscono di credere che il ponte Morandi di Genova sia crollato perché un automezzo ha frenato ?

