Note a margine dell’articolo “Letture intelligenti ed istruttive”

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La parte finale del libro di Luca Mercalli “Breve storia del clima in Italia” elenca la serie di avvenimenti climatici nefasti avvenuti nel Bel Paese negli ultimi decenni post II Guerra Mondiale. Ciò che si ricava, specialmente nel leggere disastri con decine se non centinaia di morti per alluvioni e frane causate dagli agenti atmosferici, è la quasi totale impreparazione dell’apparato politico-amministrativo italiano a gestire avvenimenti ben prevedibili a livello scientifico. Non si pretende che un amministratore sia un meteorologo o un geologo ma che abbia il buon senso di rivolgersi a dette categorie di persone o centri di studio per pianificare : nuovi insediamenti abitativi o strutture pubbliche quali ospedali ed altro ed edificare in luoghi il più sicuri possibili; avere lumi sulle previsioni meteo al fine di avvisare o allarmare le popolazioni affinché si pongano al sicuro; mettere in opera tutte quelle strutture atte a contenere o limitare i danni e le perdite umane. Purtroppo il nostro apparato politico-amministrativo esce dalle sedi di partito nelle quali parlare di scienza è peggio che bestemmiare in Chiesa, sono ben altri gli interessi cui focalizzare le menti. I risultati e disastri sono sotto gli occhi di tutti e l’Italia ha il triste primato europeo e quasi mondiale della fragilità idrogeologica con conseguenti morti e sperperi economici. Intanto, dinnanzi alla Crisi Climatica, sentiamo le solite litanie dal tale mondo Politico-amministrativo del tipo ” Il riscaldamento c’è sempre stato, le alluvioni ci sono sempre state e chi abita in pianura deve fare una buona assicurazione e via di questo passo.” Così si creano i presupposti di future disgrazie, ma a pagare il conto di tale incompetenza concettuale sono i cittadini con morti e distruzioni spesso facilmente evitabili quando si desse ascolto al mondo scientifico.