Un radioso futuro

Torna "Di casa in casa", il cartellone di visite alle Case della Memoria regionali

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Un paio di giorni fa un tecnico del riscaldamento è venuto, per un lavoretto, nella mia casa di Pianaccio. Proveniva dalla provincia di Modena e non era mai giunto in queste contrade. La prima cosa che l’ha colpito è stato il rumoreggiare delle acque del Rio Bagnadori che scorre a poca distanza dalla abitazione. E così l’ho accompagnato a vedere detto Rio . “Ma quant’acqua che c’è ! Ma se non piove da tempo !” E’ stata la sua prima esclamazione. Poi l’ho accompagnato a vedere, a poca distanza, nel sito chiamato “Le arine” , lo scorrere delle acque de “La Sela” ( Silla per i non storici) . “Ma come ! Tanta acqua !” E’ sbottato l’ospite. Allora non mi sono più trattenuto e l’ho accompagnato a vedere le varie sorgenti che fuoriescono dalla montagna nello spazio di poche centinaia di metri dalla piazza del paese . Abbiamo incominciato da quella de “La peschera” ( La peschiera dove secoli addietro mettevano i pesci per il venerdì e dove le donne del quartiere andavano a lavare i panni. Un cannone d’acqua da fare invidia ai vigili del fuoco ! Poi un paio di sorgentine di fianco a casa e vicine al seccatoio del vicino. Quindi siamo saliti verso la chiesa vedendo uscire acqua da sotto al fabbricato. Strada facendo, lungo la via principale che attraversa il paese, vi è una cospicua fuoriuscita d’acqua dalla strada che finisce in una proprietà privata. “Cos’è, un’altra sorgente ?” Mi ha chiesto l’ospite “Nooo è una delle perdite dell’acquedotto vecchio di quasi cento anni e marcio . Molti si lamentano del putridume che esce dai rubinetti, ma sembra che sia un putridume disinfettato”. Sbalordimento dell’ospite . E così, giunti al Pianaccio ( Pianaccio antico, dal medioevo) abbiamo potuto vedere l’edilizia del tempo di Matilde di Canossa e dei Cavalieri Templari ed una ulteriore sorgente che alimentava un cospicuo lavatoio. Poi siamo andati alla parte alte del paese, fabbricati del 1500 se non prima, con altre fuoriuscite d’acqua dalla montagna e, sempre, accompagnati dal piacevole borbottio del Rio Bagnadori. Ho fatto osservare al tecnico come, per compensare le perdite dell’acquedotto, si sia provveduto a chiudere le fontane, storiche, del paese. Taccio i commenti, tecnici, della persona sull’argomento. Ritornati alla mia casa, ho mostrato il patrimonio lasciatomi dai miei nonni, pastori. Mastelloni di rame per fare formaggio e ricotta, forbici di varie dimensioni per tosare le pecore, bilance e stadere di varia portata per pesare lana, animali ecc ecc e tanti altri oggetti compresa una stufa economica tedesca liberty con tanto di decorazioni e firma della fabbrica per non citare una stufa molto particolare di metà del 1800 con stampigliato sopra Reinhboellen , un gioiello . Ovviamente ho anche gli stampi per fare “ciacci” e “patolle” (schiacciate di farina di castagne) , fornelletti a carbonella e tutto un armamentario di cucina vecchio di oltre 100 anni. Un vero e proprio museo. A questo punto l’ospite mi ha chiesto :”Ma perché non sistemano questo marcescente acquedotto ?” La mia risposta è stata lapidaria “Vi sono problemi politico-economici” A questo punto ho visto un guizzo di luce negli occhi del tecnico ed una repentina soluzione :”Voi avete in mano l’asso di briscola ! Se qui vi organizzate, vista l’odierna passione per il tempo passato, e per il Medioevo in particolare, e proponete dei fine settimana con ritorno al tempo di Matilde di Canossa e del frate Pietro da Monteacuto (legale difensore dei Cavalieri Templari a Parigi) e di altre emergenze storiche, come mi hai detto sin dal Mesolitico, potrete avere una frequentazione turistica particolare per dodici mesi l’anno ! Mi spiego meglio ! L’acqua la si va a prendere alle sorgenti con la mastella che mi ha mostrato e la si distribuisce con mestoli agli avventori, tutto va cotto sulle braci o sulla carbonella, visto che hai tanti fornelli ad hoc, i cibi, dato il fatto che so che sei un cultore della antica gastronomia, sono la riproposizione di ciò che mangiavano in quei tempi. I vini, rossi toscani, in orci . E poi un po’ di musica del Dolce stil Novo non guasterebbe. Sai cosa significherebbe per molte persone ritrovarsi a pranzo o a cena in luoghi frequentati dai Cavalieri Templari e da mercanti del tempo di Dante ? Il fatto, poi, che il mondo politico impiegherà decenni per sistemare l’acquedotto, per tutto questo tempo le donzelle (cameriere) in abito del tempo, si recheranno alla vicina sorgente ad approvvigionarsi d’acqua purissima, senza disinfettanti, non ce n’è bisogno, per bere e per i lavacri delle mani ! Se organizzate e pubblicizzate un simile avvenimento sarà un avvenimento storico !” Ho pensato :”Mica tutti i mali vengono per nuocere ! Pensare che il mondo politico si interessi di acquedotti marcescenti in Appennino è illusorio, ma cogliere la palla al balzo di una riproposizione del mondo nel quale vivevano i nostri antecedenti, pensiamo a Dante, Cino da Pistoia, Pietro da Monteacuto e tanti altri che per secoli hanno gravitato sui nostri paesi, sarebbe un richiamo storico-turistico unico !” Grazie Marco, è il nome dell’ospite-tecnico, vado a rileggermi alcuni volumi della mia nutrita biblioteca dedicati alla cucina medioevale e a rimettere ordine ai vari utensili dai  fornelli a carbonella ai tegami di rame ed altro ancora.