Una visione di sviluppo per la Ferrovia Porrettana

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161° anniversario della Ferrovia Porrettana. Un traguardo storico ! Si parla e si è scritto del potenziale che tale linea ferroviaria ha in un comprensorio con un notevole capitale storico. E’ indiscutibile che a poca distanza dalle stazioni di Marzabotto o di Riola e di Porretta vi siano  siti di notevole valore . Pensiamo a Kainua (la Marzabotto etrusca), Riola con la Rocchetta Mattei e la chiesa di Alvar Aalto , Porretta con terme pluri millenarie, un edificio dedicato alla patrona del basket con dipinti di Alessandro Guardassoni per tacere di edifici storici ed altro ancora. Ma qui siamo lungo l’asse ferroviario, ma dei dintorni non se ne parla ? Purtroppo, per varie ragioni i comprensori di Castelluccio, Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano ed altri non vengono quasi mai evidenziati e pubblicizzati . Faccio solo una osservazione : chi sa che nella chiesa di Gabba (Lizzano in Belvedere) vi sono affreschi della scuola di Giotto ? Tanto per restare in detto comune, vi sono siti con presenze etrusche, resti del mesolitico, e tanto altro di storico ! Purtroppo manca un piano di valorizzazione storico-culturale dell’Appennino . Per varie ragioni, ciò che viene pubblicizzato è solo dove gli enti pubblici organizzano sostanziosi appalti ove riversare fior di milioni dei contribuenti. Tutto il resto è lettera morta. Un episodio che mi ha sconcertato è stato quello legato alla corsa per tornare ad intonacare il Santuario di Madonna dell’Acero. Detto edificio era stato ripulito da precedenti, ed ormai collabenti, intonacature. A questo punto si sarebbe dovuto prendere il dovuto tempo per effettuare un approfondito studio sulla vita di tale edificio. E’ poco credibile che la parte più antica del Santuario, edificata nel 1300, non fosse stata sistemata su di una preesistente struttura o con l’utilizzo di materiali di reimpiego il cui studio ed esame avrebbe potuto evidenziare precedenti frequentazioni del sito. E’ mia opinione che, un’area con resti del mesolitico, toponomastica etrusca e romana con due importanti passi appenninici a monte, in una piana con ampie sorgenti, non fosse stata utilizzata come base per effettuare i valichi da e per l’Etruria. Questo è solo un piccolo particolare di come il patrimonio storico-culturale ed ambientale dell’Appennino non sia adeguatamente studiato, pubblicizzato e valorizzato. Certo, la Ferrovia Porrettana porta, più esattamente, porterebbe alle stazioni di Sasso Marconi, Marzabotto, Riola, Silla, Porretta Terme,  ma da lì ai luoghi del nostro Appennino che ci porta ? E poi, chi ci ha resi noti i beni da andare a visitare ? Siamo poi sicuri che i vari piccoli musei, ferriere ed altro di storico siano visitabili ? Ciò che manca sono gli strumenti della conoscenza, ovvero tutto ciò che oggi si può utilizzare per rendere noto al grande pubblico questo patrimonio ed organizzarsi al fine di renderlo fruibile. Anche chi si muove con la propria auto ben poco conosce di questo enorme patrimonio tenuto accuratamente nascosto, non fruibile e, spesso, lasciato in totale abbandono.