Letto oggi dell’UNICA opera in Italia del celebre architetto finlandese Alvar Aalto si trova a….Riola, lungo la valle del fiume Reno direzione Porretta . Mentre questo CAPOLAVORO è noto in manuali di architettura è quasi dimenticato qui, nella provincia di Bologna. Più esattamente non si mettono in moto tutti quegli argomenti e veicoli pubblicitari e di conoscenza atti a far di richiamo per un consistente flusso turistico . Flusso turistico che può fungere da volano economico e non trascurabile. Non c’è paese o borgata che racchiuda un consistente patrimonio storico . Patrimonio storico spesso trascurato o non valorizzato come meriterebbe. Pensiamo di proporre sia in Italia che all’estero una frequentazione di questi siti. Ovviamente necessita, in molti casi, una ristrutturazione o sistemazione di : chiese, oratori, luoghi storici . Si tratterebbe di lavori che, oltre a dare lavoro a maestranze locali, finirebbero per valorizzare questo capitale storico. Dovrebbe essere dato per scontato che il fine di questi appalti sia l’esecuzione di corretti lavori, fatti sotto l’occhio vigile di persone competenti a livello storico, architettonico e conclusi in tempi ragionevoli. Dico questo perché, spesso, i lavori pubblici hanno altre finalità e ci si trova a cantieri tirati per le lunghe senza alcuna ragione se non il sospetto di riversare pubblico danaro a chi di dovere. Una volta elencate queste emergenze storico-culturali necessita una doverosa campagna pubblicitaria e di ampia conoscenza in diversi paesi. Dico questo perché talvolta, in paesi esteri a noi vicini, dialogando con persone dedite a trascorrere i periodi di vacanza in Italia, di ciò che è conservato , parlo della vallata del Reno da Casalecchio sino al Corno alle Scale, affluenti compresi, non ne erano a conoscenza. Ciò significa che non si è fatto a sufficienza per farsi conoscere. Un proverbio dice che la pubblicità è l’anima del commercio. Ma questa pubblicità, specialmente quando tratta di un patrimonio storico-culturale, deve essere intelligente e documentata. Chi sa, tanto per dare un esempio, che nella chiesa della frazione di Gabba (Lizzano in Belvedere) vi sono affreschi della scuola di Giotto ? Se si facesse un’indagine solo a Bologna, non credo che lo sappiano più di qualche decina di persone. Se poi andassimo ad indagare su chi sapesse perché nell’abside della stessa chiesa, ed in quella del Santuario di Madonna dell’Acero, in alto, vi sono due minuscole finestrine, si tratta di edifici del 1300, saremmo ad un numero di conoscitori miserrimo. Perché questo ? Perché non si è fatto nulla o quasi per illustrare e fare conoscere questi patrimoni. Sono aspetti che possono fungere da interesse e richiamo per molte persone. Tra l’altro, per scendere nel quotidiano, vicino alla chiesa di Gabba ed al Santuario vi sono due ristoranti, capita l’antifona ? Ho citato solo due esempi, ma ve ne sarebbero un sostanzioso numero da descrivere in tutto l’intero comprensorio che ho accennato. Vogliamo valorizzare il nostro Appennino ? Incominciamo, come si dice in campagna, “A tiraci sù le braghe”, incominciando dagli enti pubblici ed amministrativi.

