ARTEFIERA 2026 – Prepariamoci per tempo

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Ciò che vado a scrivere dovrebbe essere uno stimolo alla Pubblica Amministrazione di Bologna al fine di migliorare l’informazione ed i servizi per raggiungere la Fiera ove si svolgerà la manifestazione artistica. L’esperienza mia, e credo di varie persone, per recarmi dal centro della città a tale avvenimento, è stata negativa proprio sotto l’aspetto della informazione e dei servizi. Ero andato in Internet per sapere quali fossero le linee di trasporto pubblico per raggiungere la Fiera. La ragione era data dalla presenza dei cantieri per il Tram Elettrico che, indubbiamente, avevano scombussolato i percorsi di tale trasporto. In via informatica si erano mantenuti gli stessi percorsi e le stesse fermate come se detti cantieri non fossero mai esistiti, cioè Via Ugo Bassi, Via Indipendenza . Recatomi da Via Nosadella all’inizio di Via Ugo Bassi per vedere se vi fossero cartelli esplicativi dei nuovi percorsi, scoprii che non vi era alcuna informazione. Mi recai al servizio Tper all’angolo di Via delle Lame per avere lumi sulla possibilità di utilizzare un mezzo pubblico per tale tragitto . Buio assoluto, non sapevano nulla di nulla. E così, utilizzando la mia auto e la moglie quale conducente, riuscii ad arrivare alla Fiera ove, come mi immaginavo, non vi erano adeguati parcheggi per auto e così la moglie se ne tornò a casa. Lascio perdere la possibilità di fare il biglietto che, qualche fanatico di informatica nella pubblica amministrazione aveva dato quale prioritaria solo quella fatta via computer. Nessuna informazione sul trasporto ma biglietti telematici. Attesa che aprissero le biglietterie per potere accedere a detta Artefiera. I distributori automatici di biglietti non sono ancora stati inventati ? E sì che per fare benzina, prendere bibite, cibi ed altro basta disporre di una carta di credito per fare qual si voglia operazione, ma non i biglietti per una manifestazione culturale. Fra trasporti pubblici e biglietti diciamo che vi è un certo strabismo amministrativo. Ovviamente il ritorno a casa è stato possibile grazie all’auto guidata dalla consorte richiamata via cellulare. E’ mia opinione che la Pubblica Amministrazione di Bologna si attivi sin da ora, i tempi burocratici sono, spesso, biblici, affinché dal centro della città si possa prendere facilmente un mezzo pubblico per giungere a detta Fiera e così per il ritorno con le dovute informazioni. Eventualmente anche un distributore, o più di uno, automatico di biglietti non guasterebbe. Vedremo cosa verrà fuori dal cappello a cilindro amministrativo. Un ultimo consiglio, quello di piantarla di continuare a consigliare di fare viaggi e trasporti con la bicicletta, forse non si è ancora capito che a causa delle condizioni climatiche, dell’età o di altri impedimenti, molte persone non sono eredi di Coppi e Bartali. E’ vero che in caso di mal tempo, o anche per comodità, si può tranquillamente viaggiare in bici sotto i portici, ma non mi sembra, questa, una manifestazione di elevata civiltà, anche se tranquillamente accettata.