Serpenti e goliardia

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Ho letto di quella signora che nel Veneto ha in casa circa 100 serpenti . Non ho mai avuto repulsione o timore per qual si voglia animale, da ragazzino, in quel del Belvedere, mi sono trovato faccia a faccia con bisce d’acqua, vipere ed altro , rispettando loro e facendo gli affari miei . Però qui voglio raccontare una colossale goliardata fatta in coppia con l’amico Kikko , tralascio nome e cognome, scrivo solo il soprannome . Ciò che ci univa, parlo fine anni 50 del secolo scorso, era la musica, Kikko suonava, bene, il banjo, io la fisarmonica e da poco ero passato al sax alto, il jazz ed altro. Passavamo le estati a Lizzano in Belvedere dove, mio padre, che aveva acquistato un Galletto, lo scooter della Guzzi, mi consentì di imparare a guidare un motociclo che, diventò, il mio principale mezzo di trasporto per vari decenni. Io abitavo in Nosadella e Kikko in Via De’ Marchi, a quattro passi e così, spesso, andavamo in giro in coppia sul mio Galletto. Avevamo preso l’abitudine di recarci sul greto del fiume Reno a Panico, in quel di Marzabotto. Un giorno, in un’ampia pozza del fiume, scorgemmo alcune bisce d’acqua di varia lunghezza. Ci balenò in testa ad ambedue l’idea di una singolare goliardata. Tornammo a Bologna, ci procurammo un adeguato recipiente e tornammo a Panico nel fiume Reno. Con ratta manovra catturai un biscia lunga circa 60-70 cm che mettemmo nel recipiente con un po’ d’acqua. Tornammo a Bologna e, di soppiatto, era domenica e, poco dopo, nella chiesa di San Francesco, sarebbe iniziata la Messa, infilammo la serpe nell’acquasantiera che, allora, conteneva una certa quantità d’acqua. La biscia non poteva uscire, date le pareti lisce dell’invaso. Ci appostammo, io a guardare le opere d’arte della Chiesa e Kikko, subito fuori, con il recipiente ben nascosto, in attesa degli eventi. Ed infatti iniziò la processione delle persone che si recavano a Messa. Le donne più anziane e di più bassa statura mettevano una mano nell’acquasantiera finendo per sentire la presenza di un corpo estraneo in movimento. Altre persone, più alte, videro appunto la presenza del rettile. Urla e strepiti a non finire ! Arrivò un frate, un piccoletto un po’ datato, che rimase sbalordito della presenza del serpente . Tutti ad urlare “C’è una vipera !” . Facendo finta di essere un partecipante alla funzione religiosa dissi che mi sarei impegnato a risolvere il problema in poco tempo. Uscii, mi accordai con Kikko, rientrammo, acchiappai il rettile e lo rimisi nel contenitore. Applausi della folla all’EROE . Riportammo l’animale a Panico nel suo ambiente naturale. Anche tempo dopo, visto che giocavamo a calcio nella piazza antistante l’ingresso della Chiesa di San Francesco , chi mi riconosceva per l’atto eroico, veniva a complimentarsi con me.