Parecchi anni i fa, i miei genitori avevano un vicino che, uscendo di casa, girava con il bastone bianco dei ciechi, veniva accompagnato dal figlio e dall’intera famiglia, stante le sue precarie condizioni fisiche ben manifeste da un vistoso paio di occhiali neri. Sopra e di fianco all’appartamento dei miei, proveniva spessissimo un rumore di motori elettrici in funzione, di macchinari ed altro. Deciso di chiarire il mistero, mi inoltrai nel sottotetto, sempre di nostra proprietà, per scoprire l’arcano. Bisogna dire che per accedere a tale sottotetto, piuttosto alto, necessitava salire per una scaletta ripida ed accedere tramite una botola. Cosa che le persone anziane avrebbero avuto difficoltà a compiere . E così, entrato nel sottotetto, vidi che nella parte relativa a detto vicino, non vi erano muri divisori, solo bassi muretti limitanti le proprietà, vi erano : una sega a nastro, una sega circolare a banco, una fresatrice, ed altri macchinari elettrici da falegnameria. Stando in agguato, scoprii che, dopo poco, il cieco, senza occhiali scuri, si arrampicava su per una scaletta , ed iniziava una serie di lavori da falegname operando disinvoltamente alla sega a nastro ed ad altri macchinari piuttosto pericolosi. L’impianto di illuminazione era efficiente. E così. Oltre a trasportare nel sottotetto tavole di legno, iniziava una lavorazione da esperto falegname dotato di una vista piuttosto acuta operando con macchinari di una certa pericolosità. Essendo al buio , non ero visto, ma potevo osservare le varie lavorazioni. Successivamente vidi il “Cieco” , accompagnato dal figlio e da altri familiari, con gli occhialoni neri ed il bastone bianco, a spasso per Bologna. Un bel giorno salii nel sottotetto con una torcia elettrica e, mentre il “Cieco” operava ai vari macchinari, stando in piedi e, camminando da trave a trave, resi evidente la mia presenza. Il “Cieco” spense subito il macchinario e si precipitò giù per la scaletta scomparendo alla mia vista. Dopo poco il “Cieco” con l’intera famiglia ed il macchinario traslocarono. A completamento delle capacità visuali del “Cieco” bisogna precisare che parte del pavimento del sottotetto era fatto di arelle, ovvero di un impasto di gesso e cannucce non assolutamente adatto a sostenere qual si voglia peso, fissate a travi lignee di ottima portanza distanti fra di loro un certo spazio . Il “Cieco”, quando si voleva spostare lungo il sottotetto saltava tranquillamente da trave a trave.
Domanda : Come ha fatto un simile personaggio ad avere una certificazione di invalidità tale da portare benefici a lui ed alla famiglia ? La risposta ? Siamo in Italia, bisogna avere i dovuti agganci con chi si deve . Se si hanno tali agganci si potrebbe avere anche la pensione di invalidità alla età di 40 anni per le ferite riportate nella prima guerra d’Indipendenza (1848) .

