Mi ero più volte chiesto dove fosse nata , nel Belvedere, l’idea di un futuro Paese delle Meraviglie specialmente focalizzato sul reddito e sull’occupazione grazie a costruendi impianti a fune sul comprensorio del Corno alla Scale che sulla dorsale appenninica . E così mi è ritornato in mano un piano, penso stilato dalla Regione Emilia-Romagna, intitolato “Doganaccia Corno alle Scale Piano di sviluppo “ . Detto piano fatto, penso, nel 2016 , contemplava che grazie alla nuova costruenda seggiovia Tavola del Cardinale-Lago Scaffaiolo più una funivia Cutigliano-Lago Scaffaiolo si sarebbe creato una vera rivoluzione economico-occupazionale di incredibile valenza per il Comune di Lizzano in Belvedere . In soli tre anni si sarebbe passati da 525 occupati diretti ed indiretti a 1250 per raggiungere, dopo solo due anni, i 1450 . Andiamo a vedere quante sono le persone in età lavorativa in detto comune . Dai 18 ai 54 anni sono in tutto , maschi e femmine , 896 . Vi sarebbero poi da togliere coloro che dai 18 ai 24 anni frequentano corsi di studio superiore . Ad occhio e croce ci troveremmo ad avere tra i 780 e gli 800 possibili lavoratori . Vi sono , poi , coloro che un’occupazione l’hanno già : operatori commerciali, dipendenti pubblici, dipendenti di aziende fuori del comune : Gaggio, Porretta ed altrove , artigiani ed altri . Ma allora tale numero, partiamo dai 525 da dove salterebbero fuori ? O quasi tutti coloro che hanno già un’occupazione si licenziano o cambiano mestiere o tale numero finisce per sommarsi a quello delle persone già occupate . Il bello arriva , nel grafico, se guardiamo i dati per il 2022 . In tale data ci sarebbero già 1450 occupati, quasi il doppio degli abitanti in età lavorativa . Nello scritto si evidenzia come dette cifre siano molto prudenziali e che vi saranno “Numeri ben maggiori” . La ragione principale : “Lo sviluppo del comprensorio la sua destagionalizzazione “ . In breve non ci saranno più autunni con piogge e vento , inverni con nebbie e visibilità a pochi metri per settimane e mesi, primavere flagellate da piogge e vento come in autunno, ma una perenne estate con giornate sempre serene, senza vento e un clima da perenne scampagnata . Insomma, nello spazio di 5-6 anni il comune di Lizzano in Belvedere si troverà ad un raddoppio della popolazione in gran parte dipendente economicamente da due impianti a fune . Un esame un po’ più attento, potrebbe formulare alcuni dubbi . Il primo, visto che il turismo proveniente dal bolognese è quello che è, non credo si dia adito a folle desiderose di andare a Cutigliano, anche se, a ben vedere potrebbero apportare benefici agli amici toscani . Ugualmente in senso inverso . Un’esame che non compare è quello relativo ai giorni dell’anno nel quale sia possibile far funzionare detti impianti a fune. Dai primi di Dicembre 2025, giorni di gran festa e tripudio per una modesta nevicata, mi sa che le giornate afflitte da brutto tempo siano state la maggioranza sino ad oggi . E poi, tutto questo traffico turistico potrebbe, nella migliore delle ipotesi, esservi nei fine settimana, salvo che non si pensi che il popolo italiano sia un popolo di perenni vacanzieri con un portafogli da Paperone. E qui ritorniamo al possibile utilizzo di tali impianti : alcuni fine settimana dai primi Dicembre a metà Aprile se vi è neve e condizioni climatiche favorevoli al Corno . Vari fine settimana o qualche ponte, sempre che il clima lo consenta, da metà Aprile a fine Giugno e poi il periodo di Luglio-Agosto – primi Settembre sempre che le condizioni climatiche non siano di ostacolo . Ricordo qui, onde non ci si dimentichi, che sul crinale appenninico delle nostre zone sono stati misurati venti di oltre 236 Km/h i più violenti MAI REGISTRATI IN ITALIA con punte a 270 Km/h . Da metà Settembre ai primi di Dicembre si tornerà ad un utilizzo fine settimana o qualche ponte sempre con le condizioni di cui sopra . Che un comprensorio turistico condizioni il proprio sviluppo grazie a due impianti a fune è, per me, roba da Paese delle Meraviglie . Sono molto più propenso a pensare che l’utilizzo dell’enorme patrimonio storico, culturale ed ambientale del Belvedere possa apportare benefici per 365 giorni l’anno se ben valorizzato . Come mi sono già espresso, una Via di visita e frequentazione degli edifici sacri del comprensorio : Santuari, Chiese, Oratori e Maestà , prendendo spunto ed idee dalla Via degli Dei . In aggiunta una valorizzazione delle antichissime vie di transito da e per la Toscana che ci hanno lasciato memorie sia dal Mesolitico con frequentazioni Etrusche, romane e di altre culture e popoli . Queste ultime in connubio con le Vie dei Luoghi di Culto . Frequentazioni , aperte anche a scolaresche, dei resti lasciatici dal Glacialismo Wurmiano unici della provincia di Bologna : Morene frontali e laterali, circhi glaciali, emergenze lacustri, marmitte dei giganti, massi erratici , flora e fauna residuali ecc . Le Chiese, i Santuari, gli Oratori possono essere visitati anche se piove o c’è nebbia e vento . Ed ammirare le opere artistiche custodite all’interno può essere di supremo interesse per molte persone . Ricordo qui che accanto alla maggioranza dei nostri Luoghi di Culto vi sono : ristoranti, bar e negozi . Capita l’antifona ? Chiudo la cicalata ricordando qui che il 46% del turismo attuale è motivato da : bellezze storiche, patrimonio architettonico, bellezze ambientali e manifestazioni culturali ed artistiche . Posso però concordare che per attivare dette iniziative che potrebbero, loro sì, apportare sostanziosi benefici alla comunità Belvederiana, sia sotto l’aspetto economico che per quello culturale, non necessitano sostanziosi appalti . E questo, lo riconosco, è un grave handicap .

