Enzo Biagi e il Giro d’Italia

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Sabato 28 Febbraio vi è stato un incontro presso la Sala consiliare del Comune di Lizzano in Belvedere avente quale argomento “Un incontro tra memoria, sport e libertà” focalizzato sulla attività del giornalista Enzo Biagi anche quale cronista al seguito del Giro ciclistico d’Italia. Di certo, tutta l’attività di Enzo Biagi, sia professionalmente che di vita, è stata focalizzata sul concetto di LIBERTA’ . Sin dalla sua partecipazione alla Resistenza che alla sua opera di giornalista, il concetto di vera ed onesta libertà è stato il suo motivo conduttore. Non è stato casuale che si sia trovato in disaccordo con politici ed editori aventi concetti molto più disinvolti nella gestione dell’informazione. Il tutto culminò nel famoso Editto Bulgaro di un politico che fece estromettere Enzo Biagi dalla TV di Stato (si fa per dire) per le opinioni non servili del nostro giornalista. Già questo episodio certifica in modo inoppugnabile come la così detta TV di Stato, ovvero di patrimonio e gestione dei cittadini e posta al servizio di una corretta ed obiettiva informazione, sia in realtà una struttura di proprietà di segreterie di partito e gestita anche da politici di scarsa moralità fornendo, spesso, una subdola disinformazione. Confesso che mi sarebbe piaciuto partecipare a detto incontro, però sono stato frenato da alcune considerazioni sia di carattere familiare, aiutare moglie e figlia nella gestione di due nipoti, e sia di valutazione della nullità dell’importanza della partecipazione dei cittadini, o sudditi, a scelta, ad incontri, assemblee e convegni organizzati e gestiti dal mondo “politico” . E così mi sono dedicato alla rilettura di un libro di Enzo Biagi “I libri della memoria” edito nel 2006, che percorre tutta la sua vita ed i suoi rapporti con la società sin dall’infanzia . E’ un volume di 1038 pagine, indice compreso, ma di agevole lettura, Enzo Biagi scriveva in una maniera dannatamente piacevole ! E così ho ripreso visione dei vari aspetti, anche profondamente sgradevoli, del mondo politico italiano. Non credo di essere l’unico, in Italia, che prova repulsione per detta Casta degli Intoccabili visto che oltre il 60% degli elettori non si reca alle urne ! Essendo anch’io legato affettivamente, come Enzo Biagi, al paese di Pianaccio ove ho trascorso estati a fare il pastore , inverni in casa dei nonni e tanti giorni a compiere escursioni nei meravigliosi dintorni con osservazioni sulla storia del paese e del suo circondario con scoperte piuttosto importanti sul suo passato. Ho anche ereditato la casa costruita da mio nonno Domenico Miglianti nella quale riusciamo a trascorrere giorni felici con la moglie, la famiglia della figlia ed i due nipoti. Da non trascurare che talvolta amici ed ex colleghi di lavoro mi vengono a trovare e banchettiamo assieme secondo lo spirito della tipica ospitalità pianaccese. A questo punto vorrei fare un’osservazione su una o varie iniziative tese al ripopolamento dei borghi in Appennino . Anche Pianaccio, come Monteacuto ed altri paesi ha vissuto e vive il fenomeno dello spopolamento . Per contrastare tale negativo aspetto della nostra società si richiedono, a mio avviso, alcuni parametri : profonda conoscenza della cultura e della storia dei luoghi, delle sue emergenze ambientali e del patrimonio che può essere di stimolo e di utilizzazione per iniziative atte anche ad un modesto ripopolamento. Ma ciò fa a pugni con ciò che si è portato innanzi da vari decenni nel comprensorio del Belvedere con cancellazione di quasi tutte le iniziative culturali, sportive ed economiche che non fossero finalizzate agli appalti degli impianti a fune del Corno alle Scale. Mi sa che se le iniziative di tale ripopolamento vengano decise da segreterie di partito o centri politici, il risultato non potrà essere che negativo . Le ragioni sono semplici : difficilmente tali centri hanno il bagaglio culturale atto a portare innanzi tali iniziative ed inoltre, essendo un mondo chiuso che non accetta opinioni ed idee che non collimino con i propri interessi, sarà difficile impostare un piano di lavoro avente quale primario obiettivo il bene delle popolazioni di montagna . Un esempio per tutti : alcuni anni fa , non so quale ente pubblico, per sistemare i propri arredi decise di saccheggiare quelli del Centro Visite di Pianaccio oggi Centro Documentale Enzo Biagi . Dovette intervenire la popolazione per impedire tale saccheggio . Questo deve rendere evidente come vengano considerati i beni ed il patrimonio anche turistico e culturale dei paesi “emarginati” . Se il “Ripopolamento” di questi borghi ha quale fondamento una simile “Filosofia” è meglio andarci piano . D’altronde non è che neppure in città le cose vadano, quando si tratta di pubblici appalti, tanto meglio . Si pensi al Civis , al People Mover da qualcuno definito “Cesso Mover” ed a tanti cantieri impostati non si sa se per creare ostacoli alla vita ed alla economia degli abitanti o per altri reconditi fini. Ma la città ha spalle economiche e sociali molto più larghe di tanti paesi di montagna ed anche la chiusura di diverse attività economiche causate da tali lavori ed appalti non porta al collasso come potrebbe essere la chiusura di un unico ristorante o negozio in un paese delle nostre montagne. Che Dio ce la mandi buona ! Diceva quel contadino vedendo avvicinarsi nere nubi temporalesche .

 

nella foto Enzo Biagi