In casa ho una raccolta piuttosto nutrita di nastri di film fra i quali l’intera opera di Charlie Chaplin . E così, abbastanza spesso, mi diletto a rivedere dei capolavori quali Febbre dell’oro , Tempi moderni, e, recentemente, mi sono goduto per ben due volte il Grande dittatore. Giudico tale film un assoluto capolavoro, non solo per aver messo in ridicolo le megalomanie di uno squilibrato mentale, Hitler, ma per aver mostrato come i popoli si lascino condurre al disastro, dalle chiacchiere e dagli isterismi di capi popolo palesemente disturbati cerebralmente . Certo, dietro alla macchina bellica si muovono interessi di soldi, di potere, di disprezzo della vita umana . Un grande filosofo italiano, G.B. Vico, fece luce su quelli che lui definì “Corsi e ricorsi storici” , ovvero il ripetersi, a varie distanze temporali, di avvenimenti analoghi . Si pensi solo alle migrazioni di popoli che, nel corso di vari millenni, hanno portato intere popolazioni da una capo all’altro di interi continenti spesso distruggendo preesistenti civiltà e culture . Spesso, nel passato, tali migrazioni erano motivate da gravi crisi climatiche che avevano messo in forse la sopravvivenza di popoli mettendo questi in condizioni spesso disperate e nell’obbligo di trovare luoghi ove potersi insediare . Talvolta, però, la motivazione poteva essere data dalla smania di potere di un re o di una classe dirigente decisa a sottomettere altri popoli per la propria grandezza e ricchezza. Anche oggi assistiamo alla fuga di intere popolazioni da luoghi in cui infuriano guerre, genocidi, leggi razziali o religioni intolleranti gestite in maniera dittatoriale e, spesso, terroristica e criminale da una minoranza al potere. Oggi, però, vediamo che i conflitti sono motivati dal Dio Pluto, quel Dio del danaro delle commedie di Aristofane . E così dobbiamo assistere a conflitti, mascherati sotto le più misere foglie di fico, dove però dietro vi sono pozzi petroliferi, miniere di metalli strategici ed altre motivazioni strettamente legate al potere economico. Ritorniamo al film di Charlie Chaplin “Il grande dittatore” ove vediamo l’attore nei panni di Hitler giocare con un pallone gonfiato rappresentante la terra con i suoi continenti ed i suoi oceani. Charlie Chaplin fa rimbalzare detto pallone dalle sue mani in piena soddisfazione di delirio di possesso . Ad un certo punto il pallone scoppia . Disperazione di Charlie-Hitler . Siamo proprio sicuri che questo delirio di potere e di smodato possesso- ricchezza non abbia afflitto vari guerrafondai del passato ed anche del presente ?

