Preoccupazione infondate

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Ho letto di preoccupazioni in merito al collegamento Doganaccia-Corno con impianto funiviario della sig. Evangelisti . In Italia, quando si dà il via a lavori dove girano molti soldi, non possono esserci dubbi : si va sino alla fine anche se l’opera fosse inutile, mal congegnata, devastante per l’ambiente ed altro . Basta guardarsi attorno : Civis, costato una valanga di milioni, criticato all’inizio da persone esperte che ne avevano sottolineato la non congruità con la città di Bologna . Si è andati sino alla paralisi finale . People mover collegamento Stazione centrale-Aeroporto Marconi, giudicato dai soliti competenti, lavoro di giostrai . Si è fatto ed è più il tempo passato, dopo, in sistemazioni, riparazioni ed altro . Per chi ha avuto la disavventura di viaggiare su tale mezzo di trasporto, il mal di mare in una imbarcazione in preda ad un tifone tropicale è roba da ridere al confronto degli sballottamenti sul People mover . Mi fermo su questi due lavori, ce ne sarebbero degli altri da riempire una enciclopedia . Chiudo solo ricordando che dinnanzi al numero 223 di Via Saragozza furono posizionati, mesi e mesi fa se non anni , alcune transenne che bloccarono una delle due corsie del traffico di tale importante arteria impedendo, praticamente, di svoltare sulla destra in via Irma Bandiera congestionando così tutta Via Saragozza . In tutto quel tempo non si è visto un solo operaio al lavoro di non si sa quale lavoro, visto che non si è fatto nulla in tutto quel tempo . Poi, poco tempo fa, tali transenne sono state tolte . Di queste trovate con lavori mai fatti o tirati per le lunghe con disagi per l’intera cittadinanza, e dintorni, ve ne sono parecchie . Tanto paga Pantalone sia tali pseudo lavori che i relativi disagi . Sig.ra Evangelisti , se frequenta la SS64 Porrettana, un Km prima di Marzabotto, salendo, sono in corso lavori a non finire per bloccare una montagna di calanchi sopra un tratto della statale . L’ingegnere J.L. Protche nel 1860 , invece di avventurarsi sotto il Monte Calanco , costruì un breve viadotto che congiungeva una zona solida prima con Panico evitando anche le piene del Reno . Perché non affiancare un ulteriore viadotto stradale a quello ferroviario evitando la messa in sicurezza, si fa per dire, gli incombenti calanchi ed evitando infiniti disagi al traffico ? Una risposta tecnica è difficile riceverla . Vi sono sostanziosi appalti .