Il futuro di un fiume

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E’ questo il titolo di un articolo apparso sull’ultimo numero de Le Scienze . Nello specifico si parla del Po , il nostro maggior fiume vittima, da vari anni, di persistenti siccità ed altri malanni anche legati alla attività umana . Questo lunedì, 25 maggio, nello scendere da Pianaccio a Bologna, mi è caduto l’occhio sull’alveo del fiume Reno . Confesso che non l’avevo mai visto così povero d’acqua in questo periodo, siamo ancora in primavera, anche se verso la fine . E così ho fatto alcune considerazioni su ciò che avevo visto il giorno prima relativamente alla montagna più elevata della prov. di Bologna il Corno alle Scale . Due o tre baffetti neve residua verso l’alto , una vera tristezza . Il vero serbatoio estivo per i nostri fiumi sono le nevi depositate in quota che, con il progressivo discioglimento, contribuiscono a mantenere una sufficiente portata . Ai primi di dicembre 2025 vi era stata una modesta nevicata sulle piste del Corno con partecipazione di persone del mondo politico ed amministrativo per il festeggiamento di tale avvenimento . Taluni si erano andati a ottimistiche previsioni parlando di un ritorno alle cospicue nevicate del 1985 con metri del manto bianco anche a bassa quota . Purtroppo tali speranzose previsioni sono andate deluse . Quando da ragazzo, dai sei agli undici anni, portavo le pecore del nonno a pascolare sul Fabuino (1650 metri) e su La Nuda (1850 metri circa) dai primi di giugno a fine agosto , le condizioni di innevamento erano ben differenti ! La parte nord de La Nuda era un nevaio fino alla strada Bagnadori-Madonna dell’Acero . La così detta Valle del Silenzio era colma di neve e così i canalini che scendono lungo la parete Nord del Corno . Persino il Monte Gennaio mostrava una grande e lunga lingua di ghiaccio verso nord . Solo verso la fine di Agosto tali coperture nivali si riducevano sensibilmente per scomparire in prossimità dell’inverno . Per dire come ci fosse neve nella Valle del Silenzio (Cavone) nel mese di Agosto, anni 60, con mio cugino Paolo Miglianti , decidemmo di fare una cosa fuori del comune . Con gli sci da sci alpinismo in spalla arrivammo nei pressi del passo del Vallone , quello che separa il Corno da La Nuda , e, calzati gli sci scendemmo fin quasi al laghetto del Cavone . Ho nel mio patrimonio di diapositive, un certo numero di immagini della parete est del Corno relative al mese di Luglio con i canaloni pieni di enormi masse di neve ghiacciata con la fuoriuscita di acqua alla base tipo ghiacciai alpini.  In dette cavità, scavate dalle acque di scioglimento, entrai e feci varie foto . Altri tempi, altre nevicate e altri fiumi un po’ più ricchi di acqua .