Da diverso tempo, girando sotto i portici di Bologna, mi è successo di notare delle crepe nelle pavimentazioni, specialmente in quelle chiamate “Alla veneziana” . Mi sono chiesto a cosa imputare tali fratture piuttosto diffuse . Sia per le mie, modeste, conoscenze idrogeologiche e sia, specialmente per la rilettura di vari testi in merito a tali problemi, già evidenziati in una importante pubblicazione del 1977 a firma di Stephen H. Schneider intitolata “La Strategia della Genesi, modificazioni climatiche e sopravvivenza globale” nella quale puntava il dito su dati che dimostravano come vi fosse in atto una Crisi Climatica . In tale libro viene evidenziato come la pavimentazione impermeabile, asfalto ed altro, faccia scorrere via l’acqua piovana impedendole di scendere nel sottosuolo nella così detta Falda freatica . In un centro urbano, povero di aree verdi e con una enormità di superfici impermeabili, è inevitabile che si abbia un certo abbassamento della falda freatica ed un conseguente abbassamento del piano stradale evidenziato specialmente lungo le vie di transito che, parlo di Bologna in particolare, in passato erano quasi tutte con piani di acciottolato , i famosi “Sassi del Reno” , che consentivano alle acque di pioggia di scendere nella falda . Molte strade, parlo di almeno 80 e più anni fa, specialmente nella immediata periferia, erano ancora strade bianche, ovvero senza manto di copertura e quindi con facile drenaggio delle acque meteoriche verso il basso .

Vari corsi d’acqua provenienti dalle immediate colline, quali il Rio Vallescura ed il Rio Ravone scorrevano a cielo aperto nei loro alvei circondati da terreni ad orto e con case ad una certa distanza . Alcuni di questi torrenti sono stati “Tombati” ovvero fatti scorrere in un alveo costruito in muratura o in cemento armato di dimensioni non certo abbondanti dal momento che gli orti posti attorno ai vecchi alvei erano stati urbanizzati, ovvero occupati da fabbricati residenziali sin sull’orlo del nuovo alveo di muratura . E così questi torrentelli, così trasformati, se in passato , a seguito di precipitazioni violente, avevano la possibilità di scaricare parte delle acqua nel sottosuolo ed, eventualmente, espandersi in aree verdi , adesso si trasformano in veri e propri supercannoni alluvionali . Ho saputo che, per evitare altre alluvioni in centro città causate dal Torrente Ravone, si stia progettando la costruzione di un grosso “Tubo” di circa tre chilometri di lunghezza al fine di captare le acque di tale corso d’acqua a monte e poi scaricarle a valle oltre le zone abitate . Pensare di farle defluire, in parte, in zone verdi al fine di non impoverire la falda freatica delle zone interessate ? Di certo, con la massiccia urbanizzazione post bellica, anche in campo di aree artigianali ed industriali, non si è andato tanto per il sottile, si è finito per edificare anche in prossimità se non dentro ad alvei fluviali . Un attento esame delle piene decennali, secolari o millenarie, ci sono i documenti, avrebbe fatto prendere decisioni più prudenziali . Certo ci sarebbe stata meno “Speculation” edilizia, ma più sicurezza e meno danni per il futuro . Oggi poi, visto che ci troviamo dentro sino al collo in una Crisi Climatica , cosa ancora non presa in considerazione dal mondo politico-amministrativo, in tutt’altre faccende affaccendato (A. Manzoni) , con violente bombe d’acqua, crollo delle precipitazioni nevose invernali in Appennino che con il loro lento discioglimento contribuivano alla corretta irrigazione delle campagne , problema serio purtroppo sottovalutato (leggere lavoro scientifico sull’ultimo numero de Le Scienze in merito al bacino del Po) . Chiudo queste mie righe citando l’opinione di un Maitre a penser dell’Alto Appennino Bolognese alcuni anni fa in un convegno “Nevica poco perché ci sono poche seggiovie” . Qualcuno in Alto Loco deve averlo preso in parola .
Non si pensi che dette crepe avvengano solo sui pavimenti alla veneziana, avvengono anche in pavimenti a piastrelle o a lastre . In questi ultimi casi, talvolta le piastrelle, oltre a spaccarsi, emergono dal piano di calpestio creando potenziali rischi di cadute o di infortuni . Bisogna pensare che transitano bambini, mamme con carrozzine e persone anziane . Ovviamente anche le case possono avere piccoli spostamenti, specialmente ai piani alti . So di piastrelle a muro crepate ad un quarto piano . Ovvio, si tratta di spostamenti millimetrici, ma le piastrelle con la loro rigidità, se non cede il legante al muro, si crepano.

