Mi sono rifatto ad una frase del grande filosofo G.B. Vico per commentare il parcheggio a pagamento al Cavone (Corno alle Scale ) . Non so quanti si ricordino che alla fine anni 80 e per un certo numero degli anni 90 del secolo scorso, per parcheggiare oltre il ponte del Cavone , in inverno, fosse necessario pagare una tassa di parcheggio ad impiegati siti in apposite edicole di ingresso . La cosa si protrasse per vari anni, poi, complice il calo degli appassionati dello sci in connubio con le manifestazioni della Crisi Climatica, tale balzello, assieme alle edicole, fu tolto . A questo punto vorrei raccontare cosa è successo a me, a mia moglie ed ai due nipoti alla fine di Luglio di due anni fa al Cavone . Eravamo andati lì per far giocare i due giovincelli con un aquilone che avevamo comprato . Mentre moglie e nipoti si divertivano a far volare l’oggetto, mi ero preso la briga di contare quanti camper e/o roulotte fossero parcheggiati in loco . Ne contai 23 (ventitrè) . Di spazio per farcene stare anche più del doppio ve ne era a volontà . L’unica cosa che, per me, stonava era che tutti i locali pubblici del posto fossero chiusi . Dato il fatto che ogni camper ospita circa tre persone, significava che gravitavano quasi 70 persone , turisti, sulla località . Non so se si fossero attrezzati i posti per ospitare tale turismo, ricordo solo che vari anni prima, nel Belvedere, i campeggiatori con roulotte e/o camper erano definiti “Quei poveracci che non hanno i soldi per andare all’albergo”. Avendo frequentato zone turistiche in Francia, Germania, Austria e Spagna come campeggiatore ed avendo visto come in Francia, specialmente, primo paese al mondo per flusso turistico, in ogni paese, anche non particolarmente grande, vi fosse il campeggio municipale e, spesso, quello o quelli privati , mi sono chiesto più volte se questo rifiuto di accettare una diversa forma di turismo non portasse ad una contrazione delle entrate economiche nel Belvedere . Ritorno alla Francia ove in ogni campeggio o nei pressi vi è un più o meno grande supermercato ove poter acquistare derrate alimentari, fare colazione o pranzare e approvvigionarsi di ciò che serve al campeggiatore . Questo significa che tale forma di turismo è visto come apportatore di reddito . Facciamo due conti sui 70 turisti al Cavone . La spesa minima quotidiana di sopravvivenza è valutata a 22 € giornalieri . Ipotizziamo che solo 40 turisti spendano tale cifra per una settimana ed abbiamo 40x 22 = € 880 x 7 = € 6.160 . Non sarà una gran cifra ma non solo è meglio di niente, ma, se si offrono cibi tipici, ed altro di attraente, la clientela non dovrebbe mancare. A seguito di questa esperienza al Cavone ne parlai a Bologna con un paio di persone esperte sia del Belvedere che del turismo con camper/roulotte . A conti fatti , localizzando apposite aree di servizio/campeggio nei vari luoghi, dalla valle della Dardagna a quelle del Silla e sul crinale ove sono ubicati : La Ca’, Vidiciatico, Maenzano, La Querciola, Gabba ed altri posti sono saltati fuori ben 120 posti ove ospitare tali veicoli . Ovviamente, vicino, vi sono negozi, bar, ristoranti in grado di accogliere questo flusso turistico . Non sto a ripetere i conti fatti ma nello spazio di soli 100 giorni nell’anno l’apporto economico è davvero notevole . Ecco perché Francia, Germania, Austria e Spagna accolgono a braccia aperte i campeggiatori !!! Si noti che la spesa di “affitto” del posto in campeggio NON è considerata ricaduta economica sul territorio . Bene , tiriamo la somme della chiacchierata : il parcheggio al Cavone ritorna a pagamento , G.B. Vico l’aveva previsto, però chiedo :” Si sono attivate tutte quelle misure al fine di arricchire il Belvedere di una forma alternativa di turismo legata al campeggio e, nello specifico, a mezzi come camper e/o roulotte ?” In caso contrario si getta al vento un’ulteriore possibilità economica per la comunità.

