Basta guardare le immagini dei corsi d’acqua stracolmi di tronchi d’albero per capire che, in caso di forti piene causate dalle Bombe d’acqua, frutto della Crisi Climatica, non si è provveduto, istituzionalmente, alla doverosa pulizia dei letti fluviali, torrenti compresi . In compenso, però, vi è tutto un piano per la costruzione di impianti di risalita , seggiovie, funivie, ovovie ed altro in ogni dove , anche in siti che ormai la neve la vedono pochi giorni l’anno e con temperature in sensibile aumento che rendono dubbio l’uso dell’innevamento artificiale . Per le zone alluvionate, anche più di una volta in breve tempo, la soluzione istituzionale è semplice : Abitare al terzo piano e stipulare una sostanziosa assicurazione . Si potrebbe aggiungere l’acquisto di una imbarcazione per potersi muovere in caso di allagamenti . Come mai un tale interesse per gli impianti a fune e , al contrario, un disinteresse per le vicende climatiche ? Penso che la ragione risieda su due aspetti : il primo è legato alla carenza culturale del mondo politico, specialmente in ambito scientifico e che per adeguare queste conoscenze si richiede un bel po’ di tempo ; il secondo, sempre legato alla velocità di conoscenza di determinate problematiche, riguarda la montagna e gli impianti a fune . Sino alla fine degli anni 80 del secolo scorso, con annate e decenni di notevole nevosità e con un popolo sciatorio enorme, tale frenesia costruttiva non si era manifestata, nello spazio però di un trentennio, il mondo politico ha capito che la costruzione di impianti a fune, con i suoi sostanziosi APPALTI , è una vera gallina dalle uova d’oro . E così da un lato assistiamo allo smantellamento di quasi 300 impianti di risalita totalmente inutili ed obsoleti, però dall’altro lato vediamo come si investano notevoli capitali in nuovi impianti con le più svariate ragioni dal fornire nuovi strumenti di divertimento a milioni di sciatori, a far ricchi i montanari, a portare paraplegici a spasso sui crinali montani ed altro ancora . Perché mai tali impianti non furono costruiti quando c’era la neve e lo sci interessava un gran numero di cittadini ? Considerazione finale : se al mondo politico sono serviti circa trent’anni per accorgersi che in montagna, in inverno, ci si andava anche per sciare, servirà altrettanto tempo per capire che ci troviamo in una devastante Crisi climatica con tutti i guai e conseguenze che ciò comporta . Quindi ? Quando in talune zone i corsi d’acqua saranno totalmente a secco per 365 giorni l’anno, si provvederà a costruire opere idrauliche per tenere sotto controllo la portata di tali fiumi o torrenti . Tali opere non serviranno a niente, ma saranno argomento di grossi APPALTI . A proposito di APPALTI, cari lettori, guardatevi in giro e vedrete quante opere pubbliche sono state fatte, spendendo fiumi di pubblico danaro, opere, spesso, inutili, mal fatte ed altro .

