Val di Zena, Ravone ed altri corsi d’acqua

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Il problema delle alluvioni di alcuni corsi d’acqua del bolognese, ha la loro origine decenni fa con una urbanizzazione fuori controllo. Studiare le piene decennali, centenarie e millenarie avrebbe portato a edificare più lontano dal corso d’acqua . Mi ricordo che da bambino, con la mia biciclettina, allora di veicoli a motore ce n’erano pochi, mi recavo a vedere gli orti che erano di fianco al rio Ravone . In caso di piena eccessiva, l’acqua avrebbe debordato su aree coltivate o prative  evitando di allagare cantine, negozi e magazzini .Idem in val di Zena . Ci si è fidati di alcuni periodi senza bombe d’acqua o elevata piovosità e si è edificato ove un modesto studio o ricerca storica avrebbe consigliato di non farlo . Il rio Ravone, poi è stato incamiciato fra due pareti di mattoni e cemento armato . Diciamo che si è agito come se ad una persona di traglia 54 si facesse indossare una camicia taglia 46 . Prima o poi la camicia scoppia . Consultando il dizionario “Avviamento alla etimologia italiana” di Giacomo Devoto, ho imparato che la parola Rava è di origine mediterranea , ovvero pre indoeuropea avente il significato di distesa di sassi da cui Ravaneto in Apuane per le discariche delle cave di marmo . Possiamo definire Ravone un corso d’acqua che scorre fra grossi sassi . Così da Ravone si è sceso a Ravino e poi a Rovina .