Numeri disastrosi

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E’ apparsa su “Il Resto del Carlino” la classifica per reddito dei comuni della Città Metropolita di Bologna. Il Comune di Lizzano in Belvedere occupa, senza antagonisti, l’ultima posizione. Andiamo a vedere un’altra testata giornalistica “Il Fatto Quotidiano” e scopriamo che fra Via degli Dei, Via Francigena e poco più si è superato, in numero di frequentatori, addirittura, dico ADDIRITTURA, il Camino de Santiago. Incrociamo le informazioni e cerchiamo di orientarci . Partiamo da dati inconfutabili : l’Amministrazione di Lizzano di Vie Transappenniniche, visite ai luoghi di culto, frequentazioni turistiche dei nostri sentieri e Belvederi (luoghi panoramici) ed altre attività turistiche “pedibus calcantibus”, non ne ha mai voluto sentir parlare. Si è arrivati al paradosso che coloro i quali  frequentano la Via Cassiola, o Piccola Cassia, provenienti dal crinale di Gaggio Montano, Caste D’Aiano , provenendo persino da Nonantola, giunti alla Querciola, non volendoli, penso, in mezzo ai piedi, li si è fatti dirottare a Fanano allungandogli il tragitto per la Toscana di oltre Km 20. Frutto anche di questa scarsa lungimiranza su quello che è l’orientamento odierno del turismo, si è contribuito ad affossare ancor di più un’economia già in affanno. Si aggiunga, a questo strabismo suicida, una sconcertante gestione dei punti salienti della valorizzazione dell’Alto Appennino Bolognese, uno dei quali era, appunto l’acqua. E così si è finiti sui mezzi di informazione per gastroenteriti con ricoveri ospedalieri, acquedotti inquinati e forniture idriche “casuali” a paesi facenti parte del Comune medesimo. Penso che se si fosse studiato appositamente per far peggio, difficilmente ci si sarebbe riusciti. A questo punto vorrei lanciare un appello : “Tutti coloro che amano il nostro territorio del Belvedere e che pensano di dare il proprio contributo in idee, soluzioni ed altro, si facciano avanti. Impostiamo una tavola rotonda nella quale raccogliere tutte quelle idee e suggerimenti che possano indirizzare la futura amministrazione di Lizzano verso una migliore utilizzazione dell’enorme patrimonio storico-culturale e paesaggistico che abbiamo il fine di risollevare la nostra economia.”

 

Ho inviato questo testo sia per la pubblicazione su Renonews sia per coloro che, sia come associazione, sia come persone, si sono sempre attivate per migliorare il nostro Belvedere. I risultati non sono certo imputabili a chi ha dato impegno, ma ad altre persone ed istituzioni totalmente disattente alle fondamentali necessità del nostro Comune. Cerchiamo di incontrarci, di stilare un programma con sensati capisaldi, affinché la prossima amministrazione faccia uscire il nostro territorio dalla posizione nella quale si trova .

 

Ettore Scagliarini

 

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2 Commenti

  1. buonasera, volevo precisare che l’articolo del Fatto Quotidiano del 6 Aprile 2019 ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/06/i-cammini-italiani-battono-santiago-de-compostela-non-era-mai-successo-segno-che-ce-un-potenziale/5091603/ ) dice:
    “Un sondaggio effettuato dalla casa editrice Terre di Mezzo mostra per la prima volta il sorpasso: il numero di persone che percorre i cammini del Belpaese supera quello degli italiani che hanno ricevuto la Compostela a Santiago”
    quindi mette in relazione, a mio modesto avviso sbagliando, il numero totale delle persone che chiedono la credenziale per tutti i cammini del Belpaese con il SOLO numero degli italiani che la chiedono per il cammino di Santiago. Con questo nulla voglio togliere ai concetti espressi nella lettera del sig. Scagliarini o sviarne il contesto. Mi auguro invece che in un futuro prossimo si possano anche solo avvicinare i numeri del Camino.
    Zeb Lenzi

  2. Grazie sig. Zeb Lenzi per la precisa puntualizzazione. Un aspetto della psicologia (usiamo questo termine) sociale del Belvedere è quella di aspettare che a tirarti su le braghe sia qualched’un altro. Si ricorda quando negli alberghi della zona venivano mandati gli ospiti delle Terme di Porretta ? Già la cosa avrebbe dovuto far drizzare le orecchie, c’era qualcosa nel comparto turistico che non stava andando per il verso giusto. Provvedimenti auctoctoni ? Zero . Tre anni fa è saltata fuori la improponibile trovata del collegamento Corno-Doganaccia, improponibile nei metodi, nessun piano di fattibilità, nessun studio dei flussi turistici ecc. ecc., solo illusioni di frequentazioni di folle oceaniche, di ritorni milionari ed altre idiozie sostenute a spada tratta da molti belvederiani. Da dove era saltata fuori detta assurdità? Dal mondo politico-partitico, mica dalla mente di qualche indigeno ! Di sottofondo vi è quanto detto all’inizio e cioè che i propri problemi vengano risolti grazie all’intervento di qualcun altro. Illudersi che le braghe te le tiri su il mondo partitico richiede una sconvolgente dose di ingenuità, quando detto mondo è lì per tirartele giù, le braghe, con conseguenze indesiderabili ma facilmente prevedibili.

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