Una fontana per critici e turisti

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“Mi domando… ma il Sindaco di Vergato è tutti quelli che hanno partecipato all’inaugurazione del mostro sono versamenti consapevoli di quella bruttura? Di sicuro l’artista si!!! Ma siete veramente certi  che quest’opera rispecchi il modo di apprezzare l’arte del popolo di Vergato.? Mi sa che li state prendendo in giro!! Credo proprio di sì!! Di sicuro con questa inaugurazione avete fatto capire una cosa, siete bravi a mischia il latte col limone… “

N.G.

“E’ un’opera scandalosa ! Ma chi l’ha approvata ?”

V. R.

 

Queste mail ed altre più o meno simili, alcune firmate (come queste) ed altre no, alcune con parole corrette, altre con definizioni che non intendo trascrivere sono arrivate alla nostra redazione. Era ovvio fin dal giorno dell’inaugurazione. Il mio commento è molto semplice: non sono critico d’arte e quindi mi astengo da giudizi sull’espressione artistica. Da semplice cittadino mi permetto di dire che guardando l’opera non vedo raffigurati nè il Monte Pero nè Montovolo  e altro dell’Appennino. Il M.Ontani è libero di dare e fare queste interpretazioni ed io di non condividerle. Molti cittadini non la vogliono in un luogo pubblico, a chi deve essere attribuita la colpa dell’installazione ? Certamente non all’artista che ha presentato il bozzetto, caso mai a chi l’ha accettato, pagato e deciso il luogo. Ora alla fontana è stata dato il valore di oltre un milione di euro, come sempre le cifre delle opere d’arte (più o meno belle o artistiche) sono dati puramente personali, quelle vere vengono fornite dal mercato del settore. Certamente in questo momento ha valore “turistico”, perchè è molto probabile che molti vogliano vedere di persona la fontana protagonista delle cronache con note di colore ma anche politiche e religiose.

Un lettore mi ha rimbalzato il giudizio del critico Vittorio Sgarbi: questi è un ottimo esperto ed anche un grande personaggio, quindi nei suoi giudizi a volte dà la prevalenza ad una parte ed altre volte all’altra.

 

 

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2 Commenti

  1. Per varie ragioni non ho avuto modo di vedere di persona l’opera di Ontani. Esprimerò un giudizio, quale laureato in arti visive (pittura, scultura ed architettura), dopo averla esaminata da vicino. Una cosa che non accetto è che i giudizi sulle opera artistiche siano filtrati attraverso lenti sessuofobiche. Dobbiamo ricordare che la maggior devastazione delle sculture greco-romane sono state fatte dai cristiani i quali non accettavano la nudità umana. Se partiamo dal concetto che Dio fece l’uomo (e la donna) a sua immagine e somiglianza, risulta abbastanza contraddittorio che talune parti non abbiano l’imprinting del Massimo Fattor . Mi si deve poi spiegare perché il PECCATO si annidi sempre in mezzo alle gambe delle donne o nelle zone inguinali dell’uomo. Non ci sarà mica sotto una cultura sessuofobica ?

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