BOLOGNA – Scutigliani(Metalcastello):”Scuola, bagno di umiltà e collaborazione per uscire dalla crisi”

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Al termine della conferenza stampa tenutasi ad Unindustria sul tema:”Istituti tecnici, imprese Università- Istruzione tecnica: la scelta che rifarei” abbiamo incontrato Stefano Scutigliani, A.D della Metalcastello, che ha sede ai Prati di Castel di Casio.

Pochi giorni fa ha rilasciato un’intervista, uscita sul Corriere di Bologna a firma di Marco Madonia dal titolo eclatante :” Devo rinunciare a 30 milioni perché non trovo i tecnici. Così chiudiamo fra 5 anni.”  In un contesto industriale come quello dell’Appennino che sta vivendo una grossa crisi occupazionale , vedi i casi Demm e Saeco su tutti, sarebbe stato  logico attendersi forti ripercussioni, ma così non è stato.

Dopo le sue forti dichiarazioni, in cu lamentava la mancanza di periti e  si dichiarava in attesa di curricula avendo la possibilità di offrire posti di lavoro, lei pensava che la sua segreteria sarebbe stata sommersa di telefonate ed e mai ed invece ?

Anch’io speravo perché, come detto, abbiamo buone possibilità di impiego, ma in realtà non mi è arrivato nessun curriculum. Mi hanno detto che le mie frasi sono state riportate sui social network e che hanno suscitato discussioni, ma la cosa è finita lì.

– Problemi di lettura, cioè in pochi l’hanno saputo, o mancanza dei requisiti adatti ?

Noi in effetti abbiamo bisogno di tecnici qualificati. Ma non mi spiego il silenzio che è seguito. Per fortuna però le mie dichiarazioni sono state lette in Città Metropolitana e a breve ci sarà un incontro in quella sede per chiarire la situazione.

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Da quanto è stato detto dai vari imprenditori nel corso della conferenza stampa si può trarre la conclusione che da parte vostra ci sia una ferma volontà di ripartire.

E’ la dimostrazione che non c’è solo la Lamborghini (ndr di recente ha fatto nuove assunzioni). Tutta la meccanica bolognese sa che esistono le risorse necessarie per ripartire ed è questo che vogliamo fare.  Una parte degli attuali problemi viene dalla scuola. Bisogna aggiornare i programmi e soprattutto fare dei laboratori in linea con i tempi, perché i ragazzi hanno voglia di fare. Debbono essere realizzati incontri fra noi imprenditori e il mondo della scuola tecnica, perchè è da lì che escono gli elementi preparati che noi cerchiamo.

Nelle sue parole, oltre alla scuola, lei evidenziava anche il problema della viabilità e dei trasporti in Appennino.

E lo confermo. Noi trasportiamo non solo merci ma anche persone e quindi bisogna facilitare questi spostamenti. Non si può accettare che da Bologna si faccia prima andare a Milano che a Porretta…..Ma la cosa più importante che cerchiamo è la “materia grigia”. Ed è quella che manca. Noi dobbiamo e vogliamo investire su quella se si vuole ritornare alle eccellenze che c’erano anni fa, nei primi tempi che venivo in queste zone.

Quindi quale sarebbe la sua ricetta per risvegliare questo territorio che vive un lungo e difficile momento nel settore della meccanica che per tanti anni era stato il fiore all’occhiello ?

Non mi permetto di dire che ho la ricetta per sanare tutti i mali, desidero dare dei consigli che vengono dalla mia esperienza di imprenditore e conoscenza di questi luoghi. Oltre alla scuola, e con i suoi rappresentanti abbiamo già dei contatti che intensificheremo, direi che occorrano due cose: un bagno di umiltà, cioè capire e riconoscere gli errori che hanno portato a questa crisi, e grande collaborazione fra tutte le forze in campo. Deve partire una sincera e forte cooperazione  e quella, come abbiamo fatto alla Metalcastello, non potrà che portare al successo. 

Mario Becca

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