I giorni della paura

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                      I giorni della paura

di Giovanni Zaccanti

Nessuno ci avrebbe mai creduto.

Abbiamo sentito parlare di tanti avvenimenti ma nessuno di noi che non ha vissuto  la tragedia della  seconda guerra mondiale avrebbe pensato a qualcosa di simile, anzi ci siamo tante volte detti della fortuna della nostra generazione che non ha visto Guerre e Carestie.

Sì, ci eravamo abituati molto bene , avevamo la  moto, la macchina , la casa al mare , la casa in montagna ,facevamo la settimana bianca, le ferie al mare e qualche bel viaggio in Italia e all’estero, insomma ce  n’era per tutti.

Abbiamo vissuto in un periodo dove tutti sono riusciti a migliorare le proprie condizioni dimenticando la  miseria del passato. Se avevi freddo nell’inverno alzavi la temperatura del termostato , se avevi caldo in estate accendevi il condizionatore. In poche parole… eravamo tutti felici di aver raggiunto certi risultai e finalmente di poter dire che  non ci mancava nulla e stavamo bene .

Eravamo poi anche abituati all’aperitivo e alle serate con gli Amici, alle scampagnate e alle serate ai concerti con migliaia di persone. Ogni occasione era buona per festeggiare. Partecipare a sagre e ritrovi era normale.  Quanto ci mancano oggi quegli incontri nei quali si parlava dal vivo di POLITICA ed avevi il riscontro immediato con i fischi o gli applausi …e quelle giornate  al concerto in piazza San Giovanni a Roma sotto il sole cocente del  primo Maggio in  piazza. Anzi qualche giorno prima si festeggiava assieme il 25 Aprile con le sfilate e le tante bandiere tricolori e rosse che non mancavano mai.

E le belle corse in bici sulle nostre colline..e la domenica allo stadio.. Avevamo veramente tante opportunità, tante occasioni per festeggiare.

Penso al  raduno degli Alpini. Era un giorno di festa, era bello ed emozionante ritrovare i vecchi compagni di naja, e poi nel paese c’era la banda. Il Coro ci rallegrava con le esibizioni pubbliche  che erano sempre  ben  preparate per far bella figura.

Quante cose ci sono venute in mente in questi giorni e in queste notti  di silenzio e di paura.

Sicuramente ognuno di noi ha rivissuto ricordi ed emozioni, che erano stati archiviati perché “normali”. Ci eravamo abituati bene e non avremmo mai pensato di essere così vulnerabili e fragili.

Ed ecco allora che durante queste  settimane di isolamento si riscoprono i valori della Famiglia, dei Figli accanto; si telefona a parenti ed  Amici per chiedere “Come state ?”. Domanda usuale, tradizionale, che ora ha ben altro valore.

Non ci è mai successo di avere tanta paura. Dover chiudere delle attività, avere il timore di essere in ogni momento contagiati, e vivere giornate vuote senza nemmeno poter portare un saluto ai propri cari scomparsi.

Sarà questo come un segnale dato al Mondo ? O appena tutto sarà passato saremo come prima?

Ce lo stiamo chiedendo tutti e la speranza che questa brutta esperienza, e per alcuni tragica, sia solo un brutto ricordo. 

Ma come  faremo a dimenticare le tragedie che l’umanità ha attraversato… penso ai bambini che stanno trascorrendo la seconda parte dell’anno scolastico davanti ad un tablet o ad un computer senza la possibilità di incontrare i propri amici ogni mattina, di avere il contatto diretto con le insegnanti e senza poter confrontarsi assieme, limitando i giochi nel piccolo giardino di casa per chi lo possiede. Certamente loro non dimenticheranno e, anche se piccoli, avranno un motivo in più per riflettere. Capiranno in anticipo la fragilità dell’uomo e dell’esistenza, sicuramente gli servirà per vivere meglio in un mondo diverso.

Credo non sia mai capitato al Mondo intero che ogni religione debba sospendere le funzioni e gli incontri. Per tutti i cattolici  è stata veramente una Pasqua triste, una Pasqua di paura, perché dietro l’angolo poteva annidarsi questo virus che sembra implacabile e incontrollabile.

Il mondo improvvisamente è stato fermato, abbiamo dovuto assistere ad un continuo e tragico evolversi degli eventi con la morte di migliaia di persone che non hanno potuto neanche avere dai propri cari neanche l’ultimo saluto.

Ce la faremo?

Sicuramente ! Troveremo il vaccino e la via riprenderà.

Ma non saremo mai più come prima. Forse solo il tempo cancellerà la paura.

 

 

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