2 agosto: ricordiamo la “Strage”

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foto tpi

Quaranta anni fa l’afa di Bologna fu spazzata via da un vento di sangue e da un boato assassino provocato da menti criminali e sovversive.

Nella mia piccola libreria prendo fuori un libro già letto, ma letto probabilmente in un momento che non era il suo.

Ogni libro ha il suo momento e probabilmente la prima volta che lessi “Strage” di Loriano Macchiavelli il mio animo non era pronto per immergersi nei misteri della giornata più nera e drammatica di Bologna e forse di tutta Italia.

In Strage vi è tutto quello che negli anni dopo quel 2 Agosto 1980, le indagini e i processi, portarono a verità nella storia scritta di questo atroce attentato.

Tre personaggi le cui storie si intrecciano proprio quella mattina alla stazione di Bologna. Nello svolgersi altri personaggi entrano nella storia del romanzo e tra questi diversi potrebbero essere riconducibili alla vera realtà.

Ho divorato il romano e poi mi son buttato a studiare quella che è la vera storia della Strage del 2 Agosto, scoprendo che, a distanza di 30 anni dall’uscita del libro, dentro di esso vi è già tutta la verità e anche le altre possibili verità.

Ma la storia di questo romanzo è ancor più avvincete del romanzo stesso.

Uscito nel 1990 in occasione del decennale della strage fu ritirato pochi giorni dopo a causa della querela che uno degli imputati presentò nei confronti dell’autore, Loriano Macchiavelli.

In quei giorni si stava svolgendo il processo di Appello, un processo che a sorpresa, e scandalosamente, ribaltò la sentenza di primo grado. Da tutti colpevoli, a tutti assolti. Una sentenza inconcepibile che dopo due anni fu giudicata talmente illogica da essere annullata dalla corte di cassazione.

A querelare Macchiavelli fu Sergio Picciafuoco che si riconobbe, probabilmente a ragione come lo stesso autore ammette in un’intervista sul sito lastefani.it, in uno personaggi marginali della storia che tra l’altro portava il suo nome.

La querela però non portò condanne a Macchiavelli che fu assolto, giustamente, perché nel suo romanzo stava solamente esercitando un sacrosanto e democratico diritto di cronaca.

Furono anni difficilissimi per Loriano Macchiavelli che oltre ad un costoso processo fu oggetto di diverse minacce di morte anonime.

L’assoluzione però non portò alla nuova uscita del libro, infatti la casa editrice che ne deteneva il titolo, fece andare al macero tutte le Copie che così andarono distrutte.

Nessuno sa perché la Rizzoli distrusse quelle copie, ma questo fatto può far capire quanto marcio e quanto da nascondere ci fosse, e probabilmente c’è ancora, dietro a questa inumana strage.

foto avvenire.it

 

Macchiavelli non arriva ad una vera e propria soluzione del caso, la ipotizza con estrema sicurezza, ma in realtà lascia aperte anche altre porte, dando la possibilità al lettore che vuole provarvi ad entrare, di andarle a curiosare provando a chiedersi:

“Ma sarà andata veramente così?”

Può essere mai, come le ultime notizie ci riportano in questi giorni del 2020, che un uomo dalla potenza come Licio Gelli, si affidò, pagandoli profumatamente, a ventenni briganti, politicamente schierati, già autori di diversi omicidi, già ricercati, i quali non si dannavano neanche troppo a nascondersi?

Era veramente la stazione di Bologna l’obbiettivo, era il due agosto il giorno previsto per la strage?

Ad ora gli unici, veramente colpevoli, che stanno pagando per quella strage sono proprio quei ventenni di allora, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro insieme a Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini. Tutti, dopo quarant’anni dalla strage, si continuano a professare innocenti, criminali, autori di altri delitti e nefandezze, mai pentiti, ma assolutamente estranei alla strage del 2 Agosto.

Sergio Picciafuoco invece fu veramente assolto dal processo per la strage. Mentre i condannati continuano a dichiarare la loro assenza da Bologna il giorno del 2 Agosto, Picciafuoco ammette, e ha sempre ammesso, di essere presente in stazione quel giorno, come latitante, sotto falso nome, e di essere andato subito ad aiutare i soccorritori dopo l’esplosione e di essere rimasto anche ferito durante questi interventi.

In un’intervista rilasciata al portale Cinquantamila.it, sostiene e secondo i giudici del processo d’appello a ragione, che l’unico elemento che lo legava alla strage, oltre la presenza fisica, erano i documenti falsi che si portava dietro, procurati dagli stessi falsari usati da Fioravanti e soci.

Il libro Strage uscirà poi nel 2010, venti anni dopo, grazie alla casa editrice Einaudi.

Un libro che ogni bolognese dovrebbe tenere nella propria libreria, un romanzo avvincente frutto di un lavoro certosino di Macchiavelli che si è letto tutti gli atti del processo, tutti gli allegati e che genera in maniera automatica il lettore a chiedersi perché, e come sono andate in realtà le cose.

Verità complete non si sapranno probabilmente mai, anche se forse, andando a cercare nelle sfaccettature del nostro enigmatico paese, si potrebbero trovare alcune risposte.

Da chi fece carriera politica dopo quel 2 Agosto, alle leggi che passarono in quegli anni e che cambiarono profondamente l’andamento e la sovranità del nostro vivere e che ancora oggi ci portano a soffrirne le “democratiche” scelte di quegli anni.

Anni di terrore, anni di Stragi che non si fermarono quel 2 Agosto ma che probabilmente continuarono fino al giorno di via D’Amelio a Palermo.

Decenni di terrore che hanno portato frutti marci che ancora maleodorano il nostro stupendo ma disgraziato paese.

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