La scuola ai tempi del covid-19: istruzioni per l’uso

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Mancano pochi giorni al tanto atteso lunedì 14 settembre, data prescelta per il rientro a
scuola: tornare sui banchi non è per niente facile, non dopo tutto quello che abbiamo
passato. Ci sono generazioni che più di altre vengono colpite dai grandi eventi perché
vivono in quelle che io definisco “pieghe della Storia”, trasformazioni epocali che segnano le
vite di tutti in modo diverso. Trovarsi a dover affrontare una pandemia globale non è
qualcosa che succede tutti i giorni; la nostra quotidianità cambierà irreversibilmente senza
poterci fare nulla. Il mondo scolastico è complesso e sfaccettato: quelli come me, marchiati
dal Destino come “i diplomati del covid”, ne sanno qualcosa.
Siamo abituati a dare poca importanza alla scuola, a considerarla solo un impiccio dal quale
preferiremmo essere liberi: passiamo cinque o sei ore al giorno per nove mesi in quell’aula
che tanto odiamo, trascorriamo le nostre giornate con gli altri 20 compagni con cui spesso
non andiamo d’accordo, siamo sempre accanto al nostro compagno di banco (un fratello
praticamente): quando di punto in bianco, dal sabato al lunedì, capisci che a scuola non ci
tornerai più, neanche a settembre perché è il tuo ultimo anno, fa male. Malissimo.
Sapete perché per tantissimi studenti era fondamentale svolgere la Maturità in presenza?
Per il contatto umano. Era di vitale importanza rivedere i professori dal vivo, poterli guardare negli occhi e parlarci vis-à-vis, aspettare nei corridoi e fare due passi tra le classi deserte.
Quando tornerete a scuola, voi che potrete ancora essere alunni delle superiori, non date
niente per scontato: è il miglior consiglio che posso dare.

Godetevi ogni attimo che vivrete in quelle mura, non lasciatevi sfuggire i ricordi più belli che porterete con voi per sempre.
È importante, è dannatamente importante, credetemi. Lo è per chi studia, per chi insegna,
per chi lavora in segreteria o alla portineria, per tutti. Dovete studiare, impegnarvi, avere bei voti, spiegare efficacemente, mettervi in pari col programma, gestire le vostre classi…tutto vero, tutto giusto; ma più di tutto, dovete farvi sentire: lasciate il segno, metteteci il cuore ogni giorno che starete lì dentro, qualunque sia il vostro ruolo. Il mondo è pieno di persone che hanno paura di mostrare i propri sentimenti, di essere ferite. Date calore umano, curate l’aspetto emotivo, siate presenti gli uni per gli altri: prima di essere studenti, insegnanti, genitori, presidi, bidelli, segretari, baristi, siamo esseri umani con dei sentimenti. Un bel voto non sarà mai tanto importante quanto un sorriso, uno sguardo d’intesa, un gesto di empatia.

foto gds.it

Il metro di distanza sembrerà un chilometro. Il posto singolo diventerà uno strazio, la
mascherina e il gel una tortura; purtroppo sono le regole, c’è poco da fare. Proprio per
questo, aumentate la dose di affetto che normalmente concedete agli altri: sorridete anche
se la mascherina vi nasconderà in parte il viso perché si noterà comunque dalle guance e
dagli occhi luminosi; datevi la mano con il gel o il gomito, usate i dispositivi di protezione
individuale abbracciandovi e dite cose gentili; regalare la felicità a qualcun altro è più facile
di quel che sembra. La scuola in epoca di coronavirus sarà probabilmente una tristezza e
solo chi ne fa parte la potrà salvare: non misurate il tempo in ore, in sabati, in vacanze di
Natale o di Pasqua; scanditelo in risate, in scherzi, in sussurri tra i banchi e in sport di
gruppo in palestra. La parte noiosa e burocratica della scuola rimarrà comunque; affrontate
interrogazioni e verifiche con determinazione ma senza farvi angosciare, date peso a ciò che conterà davvero in futuro, a tutto quello che ricorderete in modo che si tratti di belle
memorie.

Agli studenti: date il meglio di voi stessi, in tutti i sensi.
Ai professori: date il meglio di voi stessi.
Ai bidelli, alla presidenza, ai segretari: date il meglio di voi stessi.
A tutti: date ciò che di più buono avete, tirate fuori il vostro lato migliore e vedrete che la
fatica e lo stress saranno ricompensati.
Quando arriverete in fondo al vostro percorso vi accorgerete che ne sarà valsa la pena, virus o no.

 

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