CONFCOMMERCIO ASCOM – Impianti sciistici: “Stagione compromessa, servono risarcimenti immediati”

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Il comunicato di Medardo Montaguti, vicepresidente Confcommercio Ascom Bologna:

“Lo slittamento a metà febbraio della riapertura degli impianti sciistici apre per il Comprensorio del Corno alle Scale, e quindi per l’intera montagna bolognese, uno scenario drammatico. Inutile sottolineare che il mancato via libera equivale a compromettere l’intera stagione invernale, allungando a un anno il periodo di stop imposto al comparto neve, fermo, è giusto ricordarlo, dal marzo 2020.

Come avevamo già sottolineato nel dicembre scorso, colpire il prodotto turistico “neve” significa mettere in ginocchio l’intero sistema Appennino: il danno economico procurato a gestori e operatori del bianco, infatti, si estende inevitabilmente a quell’importantissimo indotto che opera nell’ospitalità, nella ristorazione, nel commercio e nei servizi. Come Confcommercio Ascom Bologna eravamo e siamo tuttora convinti che sia possibile riaprire in piena sicurezza, conciliando lotta al virus e salvaguardia del sistema economico.

Un ragionamento che vale soprattutto per la stazione del Corno alle Scale che peraltro, proprio nel 2020, ha trovato una nuova gestione e cominciato a intravedere una concreta prospettiva di rilancio. Nonostante la richiesta di imprese e operatori della montagna sia sempre stata semplicemente quella di poter tornare a lavorare, oggi ci troviamo di fronte all’ennesimo rinvio e quindi, di fatto, alla fine di una stagione mai cominciata. A questo punto, per scongiurare l’implosione di un intero settore e tutelare un’area già da tempo in sofferenza come il nostro Appennino, chiediamo risarcimenti immediati e soprattutto proporzionati alle perdite di fatturato.

Ci aspettiamo inoltre che la Regione Emilia Romagna si adoperi a livello nazionale affinché le risorse vengano stanziate ed erogate quanto prima. In assenza di misure di sostegno tempestive e adeguate, infatti, il peso delle chiusure si abbatterà su centinaia di cittadini, imprese e operatori dell’Appennino. Un territorio che, oggi più che mai, merita attenzione e, soprattutto, più rispetto.”

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