Turismo dolce e l’economia

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Questo è il titolo di un articolo comparso su Montagne 360, rivista del CAI facente riferimento ad un Rapporto del Cast, Centro di Studi Turistici dell’Università di Bologna. L’articolo verte sulla zona del Corno alle Scale. Invito chiunque che si interessi di tale zona, e non solo, a leggerselo. A cappello di tutto vi è la seguente frase :“Le sue strutture ricettive sono obsolete e poco utilizzate “ (con un tasso di occupazione del 12% mentre la media delle destinazioni alpine arriva quasi al 40%). Quello che è più interessante è, per me, quando si arriva all’argomento : Un po’ di cifre . Non è una novità, scrive l’articolista, che il turismo invernale conti quasi il doppio di quello estivo. Spesa giornaliera del turista invernale 43 €, quella estiva inf, a 22 € . Valori molto più bassi di quelli del Trentino che si aggirano sui 100 € . Chi fa trekking in giornata, tornando in città entro sera, spende in estate in media 13 € di cui 8 € sono per pranzare ecc ecc . A questo punto esprimo le mie considerazioni. Il turismo estivo gravita specialmente sulle seconde case, molte delle quali sono abitazioni ereditate e conseguentemente l’apporto alle strutture ricettive è abbastanza modesto. Interessante, invece, analizzare in dettaglio l’attività del trekking. Come mai vi è una notevole predominanza del trekking in giornata e, quindi, con scarsa ricaduta economica sul territorio ? Analizziamo quali siano i percorsi di questa attività nel comprensorio. Se togliamo il percorso più noto e, mediamente, più lungo, Cavone-cima del Corno-Lago Scaffaiolo-Cavone fattibile nello spazio di 6 ore, tutti gli altri percorsi più noti, si risolvono nello spazio di poche ore. Non ha quindi senso per chi pratica trekking al Corno sostare ad un B&B o recarsi ad un ristorante dopo 2 o 3 ore di camminata, normalmente torna a casa in auto. Anche chi fa il percorso più lungo ed impegnativo di cui sopra, può sostare al rifugio del Lago Scaffaiolo per un pranzo o, talvolta, in qualche ristorante più a valle. Questo problema era già evidente da molto tempo in tutte quelle aree dove si sono impostati tragitti di trekking. Ed infatti si sono studiati percorsi con puntualizzazioni particolari, offrendo diversi argomenti di interesse in maniera tale da fare sì che chi pratica detta disciplina, resti sul territorio dai due giorni in su. Molti percorsi, anche all’interno dello stesso comune o zone limitrofe, hanno circa 4 giorni di percorrenza. E’ più che evidente che per compiere detti percorsi si debbano utilizzare strutture di ospitalità tipo B&B o alberghi e frequentare posti di ristoro quali bar o ristoranti. Purtroppo nel comprensorio del Corno alle Scale vi è una certa, diciamo, antipatia nei confronti di chi pratica trekking. La giustificazione è lo scarso apporto economico. Non ci si è mai chiesto però cosa non si sia mai fatto per fare sì che i tragitti siano studiati, come ho detto prima, in maniera tale da fare percorrere determinate vie con certi obiettivi e talune emergenze storiche, ambientali, religiose o paesaggistiche per più giorni. Queste opportunità ci sono e, se ben utilizzate, pubblicizzate e segnalate, apporterebbero un sostanziale incremento economico alle popolazioni. Ormai è tutto un proliferare di vie di percorrenza da effettuarsi per più giorni e solo nel Belvedere vi è questa ostilità nel volere esaminare e provare di risolvere questa branca di turismo che nelle zone dove sono state impostate tali vie, si è avuto un sensibile beneficio economico. Quando alla fine l’articolista dice, rivolgendosi agli escusionisti :“Come possiamo garantire la sopravvivenza di una comunità montana se lasciamo sul suo territorio meno di 20 euro al giorno?” Parole giustissime ! Vi è però da porre sull’altro piatto della bilancia la seguente osservazione “Cosa fa questa comunità montana per fa sì che gli escursionisti spendano più di 20 euro al giorno ?” . Su questo settore, l’escursionismo, il Belvedere si comporta come quel ristoratore che tenendo chiuso il suo ristorante di Sabato e di Domenica si stia poi a lamentare degli scarsi incassi nei fine settimana.

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