APPENNINO: Via Mater Dei, boom di pellegrini, che prosegue anche in autunno, coi Monasteri Aperti.

Bilancio positivo per il cammino che raggiunge i 10 santuari mariani dell’Appennino bolognese, e il prossimo week end si continua con 11 monasteri aperti in Appennino.

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 “La Nostra Associazione vuole celebrare il 27 settembre che è la GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO, dichiara il Presidente della VMD, Andrea Babbi, e ricordare che oltre mille pellegrini hanno percorso in questi mesi i nuovi sentieri tracciati della Mater Dei dedicato ai Santuari Mariani dell’Appennino Bolognese.

La Giornata mondiale del turismo 2021 ha come tema “Turismo per una crescita inclusiva”, una visione del turismo come strumento di una crescita inclusiva, e abbiamo sperimentato che è possibile questo anche nei territori del nostro Appennino. Integrando e valorizzando le comunità locali, le parrocchie e i Monasteri con le attività economiche e sociali del territorio montano.

Infatti molte sono le attività, ristoranti, B&B, che hanno tratto beneficio da questo nuovo cammino religioso, assieme agli altri cammini che attraversano la nostra montagna, ed  è nata e cresciuta una Cooperativa di Comunità, Foiatonda

Foiatonda è una sentinella dell’Appennino in costante crescita, mantenendosi inclusiva e sempre aperta a nuove collaborazioni, fondata nel 2018 da 13 soci, è ora composta da 40 realtà dislocate su tutto il territorio con un punto di informazioni e vendita sempre aperto, ed è l’unica Cooperativa di comunità della Città Metropolitana di Bologna, spiega il suo Amministratore Delegato, Alessandra Vaccari che prosegue “tutte le attività e i progetti sono legati da una forte responsabilità etica, per uno sviluppo territoriale sostenibile e inclusivo, per così combattere lo spopolamento dell’Appennino”.

Un bilancio più che positivo per un tracciato, percorso da persone di tutte le età e fra loro anche tanti giovani, che è di circa 157 km e si sviluppa in 7 tappe su crinali di media montagna, e i riscontri sono stati molto positivi su tutti i social media. La Via Mater Dei, collega la città di Bologna a 10 santuari in 7 comuni dell’Appennino Bolognese: dopo aver percorso la prima tappa sotto i portici Unesco, da Santa Maria della Vita a San Luca, arriva a Pianoro, Loiano, Monghidoro Monterenzio, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Camugnano, Grizzana Morandi e al Comune di Firenzuola, in territorio toscano.

 La Via Mater Dei, che, come noto quest’anno, si è presentata rinnovata e arricchita, si è dimostrata pronta ad accogliere i camminatori tra le bellezze dei suoi santuari e dei territori attraversati. E’ stato fatto un grande lavoro ed i risultati sono arrivati, commenta il Sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni, che ha aggiunto, ora lavoreremo con lo stesso impegno affinché siamo sempre più pronti ad accoglienti per un numero sempre crescente di camminatori assieme alle nostre comunità, cosa che abbiamo già dimostrato di saper fare”.

“Quest’anno ho percorso con gruppi parrocchiali per tre volte la via Mater Dei, spiega il responsabile Ufficio Sport e Turismo della Chiesa Bolognese don Massimo Vacchetti – ed ogni volta è stata una sorpresa: è un cammino straordinario per la bellezza in quanto ogni percorso non è una tappa di avvicinamento come gli altri tracciati, ma è un traguardo, arrivi in cima ed è come arrivare a casa. La Via Mater Dei è bella anche ora in autunno, e il prossimo week end sarà possibile visitare, a piedi o in bici, 6 degli 11 monasteri aperti della nostra Diocesi, ma anche in auto è consentito!”.

La Via Mater Dei è un progetto sostenuto dalla Destinazione turistica e dalla Città metropolitana di Bologna, dalla Curia di Bologna, dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, dall’Unione Savena Idice, dai Comuni Pianoro, Loiano, Monghidoro Monterenzio, Firenzuola, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Camugnano, Grizzana Morandi, Vergato, in collaborazione con il Cai di Bologna e curato dalla Cooperativa di comunità Foiatonda.

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Un commento

  1. Questa è una ulteriore dimostrazione che un turismo rispettoso dell’ambiente e della storia è possibile in Appennino. Aperture di nuovi punti di accoglienza e ristoro certificano come vi sia una ricaduta economica non trascurabile. Ormai le vie che portano a conoscere il paesaggio, edifici storici, storia e cultura stanno crescendo di numero ed insistono, spesso, in aree che sono state dimenticate dal turismo di aggressione sul territorio. Se si confrontano gli investimenti pubblici su questi tragitti e i ritorni economici per chi abita ed opera in tali zone, scopriamo che i primi sono di una entità modestissima ed i secondi, in proporzione, assai più rilevanti. Certo è arduo cambiare la mentalità nei siti di potere amministrativo abituati, da molti decenni, ad investimenti multimilionari su infrastrutture ed impianti, spesso con gravi deturpazioni ambientali, a cambiare logica. Anche perché esiste tutto un mondo imprenditoriale che dipende da tali costosissimi investimenti, per continuare a prosperare, spesso al di fuori ed in contrasto con gli interessi delle popolazioni che risiedono in dette aree .

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