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RETE NAZIONALE SCUOLA IN PRESENZA: Un appello al dirigente scolastico del “Salvemini”

 

Il comunicato giunto alla nostra redazione:

“La Rete Nazionale Scuola in Presenza invita il dirigente dell’Istituto Salvemini di Bologna, che negli ultimi giorni ha espresso la volontà di accompagnare in gita scolastica di tre giorni gli studenti dell’istituto scolastico che amministra esclusivamente i ragazzi vaccinati ritenendo non sufficiente il Green Pass, a rivedere la decisione di richiedere come requisito per una gita scolastica una vaccinazione non obbligatoria, dividendo così le classi e incrementando divisioni e discriminazione fra alunni e genitori.
Invece di mettere tutti i suoi allievi e docenti nelle condizioni di avere, ove richiesto, il Green Pass, generabile anche mediante un tampone negativo, reputa corretto coinvolgere nelle iniziative che chiedono il green pass solo chi è vaccinato.
La Rete ricorda che quello del dirigente è un ruolo amministrativo, non gli compete il giudizio sul merito. Il suo lavoro, retribuito con le tasse dei genitori di ogni studente, del quale ha responsabilità nella crescita, è quello di gestire in modo unitario e più soddisfacente possibile l’istituto scolastico che amministra, cercando soluzioni adatte, che, pur con fatica e reciproci compromessi, è possibile trovare.
La Rete Nazionale Scuole in Presenza unisce genitori, insegnanti e studenti ed è nata per contrastare la chiusura delle scuole. Il nostro obiettivo primario è quello di garantire la scuola in presenza a bambini e ragazzi che sono stati i più penalizzati dalla pandemia e più discriminati rispetto a tutte le altre categorie.
Non ci interessano le differenze ma ciò che unisce: ci interessa la scuola come Istituzione inclusiva ed accogliente e la classe come unità di misura base della scuola.
La scuola, invece, è diventata il luogo ideale per raggiungere tutti i bambini e le loro famiglie con il fine di procedere alla vaccinazione nella maniera più estensiva possibile. Un paradosso, dato che gli studenti per andare a scuola non sono tenuti al green pass. Questo ha ottenuto il solo risultato di spaccare la relazione tra giovani individui in formazione.

Su quale base scientifica si fonda la differenza tra le quarantene dei due sottogruppi classe ‘vaccinati’ e ‘non vaccinati’? o quella che scatta col secondo caso positivo in aula, quando alcuni bambini negativi vanno a scuola ed altri bambini parimenti negativi sono reclusi in casa in DaD?
Abbiamo appreso che il Provveditorato, insieme ad alcuni musei, sta facendo da cerniera tra il mondo fuori dalla scuola, che necessita di Green Pass, ed il mondo della scuola, che ne è esente (per quanto riguarda gli studenti) offrendo cultura, socialità, crescita, in una parola: uscite scolastiche, a tutta la classe, senza considerarne i componenti come individui a sé stanti.
Chiediamo al dirigente del Salvemini che si lasci ispirare dalle motivazioni che guidano le scelte del Provveditore.”

 

foto generica da internet

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