Appennino, la difficile situazione dei medici di base

A Castiglione dei Pepoli va in pensione un altro medico di medicina generale. L’Amministrazione comunale e l’Associazione 40031 scrivono ai responsabili della sanità bolognese

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Il medico di medicina generale va in pensione e l’Amministrazione comunale di Castiglione dei Pepoli e l’Associazione 40zero31 scrivono una lettera  ai vertici dell’Ausl di Bologna, all’assessorato della Regione Emilia-Romagna nella quale è espressa la preoccupazione di tutto il territorio.
Il servizio offerto da Elisa Trombetti, la dottoressa che va in pensione, “conta quasi 1000 persone, in prevalenza anziani, residenti nella Valle del Gambellato che interessa Roncobilaccio, Baragazza e San Giacomo” si legge nella lettera. “Come Comune stiamo ancora assestando il pensionamento del dott. Galuppi e ci troviamo con lo stesso problema”.
Come è scritto nella lettera, la situazione di Castiglione dei Pepoli è un criticità di un territorio, quello dell’Appennino che da diverso tempo fa i conti con uno “spopolamento” dei medici di medicina generale.
“Vi chiediamo quali sono le azioni che state mettendo in campo” per trovare una soluzione alla situazione difficile
Una situazione che può essere risolta facendo un gioco di squadra “siamo pronti a fare la nostra parte per quanto è a noi possibile” si legge nello scritto. Lettera quella dell’Amministrazione e dalla Pro Loco che vuole essere più una richiesta di informazioni puntuali sui passi che la Sanità locale intende portare avanti per sanare una “emorragia” di medici in Appennino.
Otre all’Amministrazione comunale, la lettera è firmata anche da Elena Baldi, presidente della neonata associazione 40031. Associazione composta per lo più da giovani e che con questo lettera vuol mettere all’attenzione un problema sociale oltre che sanitario.
Uff. Stampa Unione Appennino
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Un commento

  1. La situazione evidenziata rende noto, oltre ogni dubbio, il totale, o quasi, disinteresse istituzionale sul problema sanitario, sia in ambito generale che su quello particolare, della montagna. Ormai è più che evidente che gli interessi sono di ben altro genere, parlo di interessi anche nel senso economico, chi vuole intendere intenda. Aspettiamoci il solito profluvio di convegni sul futuro della montagna, di opere FONDAMENTALI per portar soldi a chi abita in queste zone, futuro e soldi che non si sono mai visti, forse i secondi sono finiti in altre tasche.

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