Grizzana Morandi, conclusi i primi lavori di sistemazione della frana del Camperolo

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Regolazione delle acque nei versanti e monitoraggio costante del terreno per riportare in sicurezza il territorio.

Si sono conclusi i lavori per la sistemazione della frana nel bacino del Rio Camperolo, a valle dell’abitato e della strada provinciale Spesi, nel comune di Grizzana Morandi, sull’Appennino bolognese.

Si tratta di un doppio intervento, finanziato complessivamente con più di 172mila euro dalla Regione, per lavori di manutenzione ordinaria nei versanti dissestati (97.600 euro) e per la messa a punto della rete di monitoraggio geologico nel bacino del Reno (73mila euro), per rinforzare l’area e ridurre l’attività della frana che si è rimobilizzata nella sommità del bacino del corso d’acqua.

 

I lavori realizzati

Le opere per la regimazione delle acque sono state previste per eliminare i ristagni e modellare il pendio, in modo da controllare l’attività del dissesto. Si è trattato di lavori operativamente molto complessi a causa delle condizioni del terreno, che risultava completamente saturo nonostante la lunga stagione siccitosa dell’estate scorsa.

 

I tecnici regionali, oltre alla direzione dei lavori, hanno seguito anche il monitoraggio del fenomeno con rilievi Gps drone. Grazie alla collaborazione con il Bigea (Dipartimento di scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Bologna) è stata installata una fotocamera in time-laps, che ha permesso di seguire in continuo l’evoluzione del fenomeno.

I lavori effettuati sono fondamentali per poter affrontare le piogge della stagione invernale, ma non solo: risultano essere propedeutici alla realizzazione di opere strutturali, i cui  progetti, che permetteranno di impegnare fondi per la manutenzione straordinaria dei versanti – stanziati dal bilancio regionale per le annualità 2021/2022 – sono già in corso di redazione da parte di uno studio specializzato, incaricato dall’Ufficio territoriale di Bologna dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.

 

foto da archivio

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