Commemorazione dell’80° dell’apertura della grande galleria dell’Appennino

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L’evento tenutosi sabato 28 giugno 2025 è stato per tutti noi un momento di profonda commozione e straordinaria partecipazione. Un’occasione speciale, vissuta con autentico affetto e condivisione da tutti i presenti.

Desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine al Colonnello Alletta Mankayi, all’amico Andrew Bergman e a tutte le associazioni che hanno collaborato con impegno e generosità per il successo di questa iniziativa.

Aspirazioni Inadempiute e Prospettive Future

Purtroppo, per diversi motivi non legati alla nostra organizzazione, non siamo riusciti a coinvolgere pienamente la parte toscana dell’Appennino come avremmo voluto, né a valorizzare adeguatamente quell’area preziosa. Ce ne dispiace sinceramente e confidiamo che questo inclusione possa essere solo rimandata.

Un Inizio Promettente per l’Appennino Bolognese

Per quanto riguarda la parte bolognese, invece, l’evento ha rappresentato uno splendido inizio: un primo passo concreto verso la cura e la riscoperta di un sito in larga parte ancora sconosciuto, ma di grande valore storico e culturale. Un luogo che porta con sé la memoria e l’identità di un’area significativa dell’Appennino, segnata dalla presenza della Grande Galleria dell’Appennino.

 

Impegno per la Conservazione e la Collaborazione Internazionale

Sarà nostro impegno proseguire con la cura, la tutela e la valorizzazione storica di questo sito. Le cose non finiranno qui. Il Colonnello Mankayi dell’Ambasciata del Sudafrica a Roma ha parlato di collaborazione tra i popoli, un concetto che sentiamo profondamente e che stiamo già cercando di tradurre in azione concreta. A tal fine, abbiamo infatti contattato diversi imprenditori dell’Appennino bolognese e inviato una comunicazione ufficiale all’Ambasciata per avviare un dialogo serio e costruttivo.

Difficoltà Incontrate e Responsabilità Pubblica

Tuttavia, non possiamo tacere il fatto che questo evento simbolo di rispetto e fratellanza tra i popoli ha incontrato anche delle difficoltà. Alcune di queste sfide sono state piuttosto gravi e rilevanti, aggravate da un’indifferenza irrispettosa e da un’assenza quasi totale da parte degli Amministratori dei comuni lungo il tratto Prato-Bologna. Per questo motivo, seguirà una denuncia pubblica, a tutela dell’interesse collettivo e del lavoro di tante persone di buona volontà.

Allegheremo qui di seguito uno dei punti più critici, che merita di essere conosciuto da tutti, per una discussione e spiegazione dettagliata.

Ringraziamenti

Ringraziamo per la partecipazione attiva e per il successo della cerimonia:

  • Ambasciata Sudafricana (Roma)
  • Regione Emilia-Romagna (Presidenza)
  • Colonnello Alletta Mankayi, Ambasciata del Sudafrica
  • Mr. Andrew Bergman, Presidente: South African Legion, Europe Branch
  • RFI Ferrovie Italiane
  • Trenitalia TPER
  • On. Lucia Borgonzoni, Sottosegretaria alla Cultura
  • Matteo Di Benedetto, Capogruppo Lega Bologna
  • Don Giuseppe Bastia, Parroco di San Benedetto Val di Sambro
  • Polfer di San Benedetto Val di Sambro
  • Marco Mastacchi, Consigliere Regionale
  • Giuseppe Grippaldi, Ambasciatore per il Senegal del Parlamento Europeo
  • Prof.ssa Marilena Frati, Pres Cultura e Arte del ‘700 
  • Gruppo Alpini di Lagaro, Montepiano e Vernio
  • Lisa Zanetta, Corpo di San Lazzaro (delegazione di Bologna)
  • Dario Mingarelli, Associazione Mela Rosa Romana (Cura e valorizzazione frutti antichi dell’Appennino bolognese)
  • ABC Appennino Bene Culturale
  • Dott. Vincenzo Speghini
  • Paolo Vandelli per il Comune di Castiglione dei Pepoli (Comitato Santa Barbara)
  • Ermanno Pavesi per il Comune di Monzuno
  • Davide Benamati per il comune di San Benedetto
  • Manuela Baratta per il Comune di Grizzana Morandi
  • Alessandro Santoni, Sindaco di San Benedetto Val di Sambro
  • Franco Rubini, Sindaco di Grizzana Morandi
  • Germano Carboni (Comitato Pendolari)
  • Davide Pazzaglia, Centro Studi Guidotti, Museo dei Sudafricani
  • Proloco di Lagaro
  • Rappresentanza del sodalizio del Genio Ferrovieri di Castel Maggiore
  • Luca Morini (Associazione Linea Gotica – Officina della Memoria)
  • Roberto Grafieti, B&B La Quercia di Ripoli
  • Luca Faccini (Manutenzione Ferrovie stazione di San Benedetto Val di Sambro)
  • Ciprini S.P.A.
  • Coop Castiglione dei Pepoli
  • Elisabetta Brunelli (Fondazione Giorgio Morandi) 
  • Claudio del Bar della Stazione di San Benedetto Val di Sambro.
  • Fondazione UCCJP

DENUNCIA PUBBLICA SULLA MANCATA PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO PER LA RIAPERTURA DELLA GRANDE GALLERIA.

Siamo costretti, con rammarico e senso di responsabilità, a rendere pubblica una situazione che riteniamo grave e profondamente deludente.

Dopo quattro mesi di lavoro intenso per organizzare l’evento in ricordo della riapertura della Grande Galleria ferroviaria di San Benedetto, realizzata dagli eroici soldati sudafricani durante la Seconda guerra mondiale, e alla presenza di associazioni internazionali, rappresentanti dell’ambasciata sudafricana di Roma e un ufficiale dell’esercito sudafricano, dobbiamo purtroppo segnalare l’assenza quasi totale delle istituzioni locali.

Nessun comune dell’Appennino tosco-emiliano, fatta eccezione per San Benedetto Val di Sambro (che ha dimostrato attenzione e partecipazione concreta), ha ritenuto di offrire il proprio supporto, la propria presenza o anche solo un segnale simbolico di attenzione. Solo il Comune di Vernio ha mostrato un gesto di vicinanza.

Tutti gli altri si sono distinti per un comportamento che riteniamo irrispettoso verso ospiti giunti da migliaia di chilometri di distanza, disonorevole nei confronti della memoria storica del nostro territorio e sleale verso chi, con impegno civile e passione, lavora per valorizzarlo.

In un’epoca in cui si riempiono piani e progetti di parole come “fratellanza tra i popoli” “fare rete”, “promozione culturale”, “turismo sostenibile”, questa assenza istituzionale diffusa è un segnale allarmante. È lo specchio di un sistema pubblico che troppo spesso non solo non supporta, ma ostacola l’iniziativa dei cittadini, mentre continua a richiedere sacrifici economici enormi a famiglie e lavoratori, impegnati per oltre metà dell’anno a sostenere questa macchina gravemente handicappata.

Io personalmente, dopo quindici anni di tentativi di collaborazione con amministrazioni pubbliche che oggi appaiono allo sbando, sento il dovere di denunciare pubblicamente questo stato delle cose. Queste istituzioni si comportano non solo con passività, ma con un atteggiamento che ha ormai assunto i tratti di un vero estremismo dell’omissione, dove si arriva a ignorare o addirittura boicottare qualsiasi iniziativa che non nasca all’interno del proprio circuito politico.

E qui arriva il nodo più profondo del problema: bisogna cominciare a scegliere la persona, non il partito.

Perché il partito – e lo diciamo con chiarezza – è ormai uno strumento che si autoalimenta, e troppi sindaci mediocri, pur di non compromettere l’equilibrio interno al partito, preferiscono ignorare o ostacolare progetti nati da persone non “allineate”.

Ci teniamo a dire con forza che ci sono anche sindaci meritevoli, virtuosi, impegnati davvero per il bene delle loro comunità. Ma il comportamento che denunciamo qui appartiene a quella parte della classe dirigente mediocre, che antepone la logica di appartenenza al senso di responsabilità verso il territorio e i cittadini.

A questa classe dirigente vogliamo rivolgere un appello chiaro:

cambiate rotta. Abbiate il coraggio e la dignità di servire il Paese, i territori e le persone di buona volontà in modo efficace e leale, e non con atteggiamenti subdoli, irrispettosi, maleducati e politicamente vergognosi.

Servire non è comandare. È ascoltare, collaborare, valorizzare.

Questo è uno dei principali motivi per cui l’Appennino bolognese non è valorizzato.

Ma il problema più grande siamo noi stessi: cittadini che in buona fede continuiamo a dare credito, autorità e risorse a un sistema che lavora per complicare il semplice e per portare il superfluo e fa tutto cio con la massima spesa e la minima resa nei confronti della collettività.

Siamo noi che, inconsapevolmente, sosteniamo con le nostre tasse un meccanismo che non premia il merito, non aiuta chi si impegna, e non tutela chi ama il proprio territorio.

Il nostro lavoro è anche questo:

divulgare pubblicamente ciò che accade, smascherare con coraggio e onestà questi comportamenti indegni, per cercare di scardinarli, per far riflettere, per innescare un cambiamento necessario.

Perché tutto ciò è indegno di una città colta, saggia e generosa come Bologna, e indegno dell’Appennino bolognese, che merita una classe dirigente all’altezza della sua storia e della sua bellezza.

Desideriamo però sottolineare, con altrettanta onestà e gratitudine, che sia la Sen. Borgonzoni Sottosegretaria alla Cultura la Presidenza della Regione Emilia-Romagna hanno dimostrato una sensibilità e un’attenzione esemplari.

la Regione Emilia Romagna ha inviato un messaggio ufficiale di grande valore simbolico, indirizzato anche all’ambasciata del Sudafrica a Roma e al Colonnello presente alla cerimonia. Una partecipazione sentita, concreta, che ha reso onore alle persone di buona volontà e ha offerto un’immagine bella e degna del nostro territorio bolognese a una nazione amica, il Sudafrica.

Un gesto che rappresenta un grande segno di vicinanza tra i popoli, oggi più importante che mai.

A ottant’anni dai fatti storici, rimane ancora profondo il rispetto e l’affetto verso questo meraviglioso popolo, che ha sacrificato la propria vita per la libertà anche della nostra terra.

È tempo di prendere coscienza, di guardare dietro le quinte, di fare scelte nuove e responsabili.

Noi andiamo avanti, con la coscienza pulita e con l’orgoglio di aver accolto con dignità chi ha scelto di onorare questa terra.

Ma questo indifferenza istituzionale, questa indifferenza sistemica e questa logica di esclusione ideologica, è una ferita profonda e una vergogna per l’Appennino.

GRUPPO DI RICERCA E DI VOLONTARIATO A.R.C.A. APPENNINO BOLOGNESE.

(Archiviazione, ricerca e collettività dell’appennino bolognese). 

PROGETTO V.I.T.A.

Cura e valorizzazione del territorio ed aiuto ai bisognosi. 

Sito Facebook: ARCA APPENNINO BOLOGNESE.