Un borgo che si trasforma in galleria a cielo aperto, muri che diventano racconto collettivo, strade che si animano di artisti e restauratori al lavoro, cittadini coinvolti e visitatori rapiti. È la magia della Biennale del Muro Dipinto, che dal 15 al 21 settembre torna a Dozza e Toscanella con la sua XXX edizione, intitolata “Save the Wall”. Un traguardo storico che celebra la creatività contemporanea e insieme la salvaguardia delle opere passate, perché oggi più che mai preservare i muri già dipinti significa custodire la storia e l’identità della comunità.
“È un onore vivere questa Biennale, la prima da presidente della Fondazione – afferma Lisa Emiliani -. L’entusiasmo è grande e va di pari passo con la responsabilità: Save the Wall non è solo un titolo evocativo, ma un impegno concreto verso la conservazione. I cambiamenti climatici e il tempo che passa mettono a rischio molte superfici, e il nostro compito è prendercene cura. Vogliamo ospitare nuove opere ma, forse ancora prima, dobbiamo salvare quelle che da decenni tracciano sui muri una storia unica e fissano il respiro di generazioni di artisti, unendo tutta la comunità, artistica e civile. I muri, e Dozza lo dimostra, non servono solo a separare, chiudere, dividere: il muro dipinto unisce ed abbraccia. Ed è con questo spirito che abbiamo accolto con piacere la sollecitazione di alcuni rappresentanti del consiglio comunale a valorizzare il tema della pace, così urgente e attuale: a programma già definito abbiamo aggiunto con piacere iniziative specifiche a riguardo. I nostri muri parlano di comunità, di dialogo e di fratellanza. Con questa Biennale non celebriamo solo l’arte, ma riaffermiamo il suo potere di custodire memoria e promuovere speranza”.
“Siamo nell’importante fase di lancio di una settimana molto importante per Dozza dal punto di vista culturale, di richiamo turistico e per la valorizzazione del patrimonio artistico – sottolinea il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi -. Parliamo di un’edizione da record della Biennale per quanto riguarda il numero dei restauri e delle opere da realizzare presenti all’interno di una programmazione dell’evento davvero ampia e articolata. Oggi è l’occasione ideale per augurare, in primis agli artisti protagonisti e poi a tutte le professionalità ed ai volontari che orbiteranno attorno alla manifestazione, il nostro buon lavoro e tributare un sincero ringraziamento. L’invito è quello della massima partecipazione da parte del pubblico e della comunità dozzese alla rassegna, parte integrante da 60 anni della storia di Dozza ed elemento distintivo della nomea di unicità del borgo nel mondo, con le sue tante e originali iniziative collaterali”.

Artisti, restauri e una settimana di eventi
L’anima della Biennale prende forma innanzitutto attraverso i nuovi interventi artistici. Quest’anno i muri di Dozza e Toscanella si arricchiranno delle opere di Augusto Giuffredi, che realizzerà “Portale” in via De Amicis 52, e di Lara Ilaria Braconi, autrice di “Illuminata” in via De Amicis 26, con il coinvolgimento diretto di studenti delle scuole secondarie di primo grado di Toscanella e di Vieste. A Toscanella, teatro delle opere collaterali, sarà Marco Lazzarato a portare la sua ricerca visiva nel progetto “Il Fiume”, sul muretto di Piazza Libertà, grazie anche alla collaborazione dei ragazzi di Oliveto Citra (Comune in provincia di Salerno gemellato con Dozza); mentre Andrea Gualandri firmerà “La ragazza che guardava il cielo” al Centro Sportivo Polifunzionale, un’opera intensa e simbolica dedicata alla giovane atleta scomparsa Sara Piffer.
Ma, come detto, l’attenzione della XXX Biennale si concentrerà sulla cura del patrimonio: oltre venti restauri restituiranno nuova vita a opere che hanno fatto la storia del Muro Dipinto. Da “La scalata” di Concetto Pozzati (1971) a “Muratore” di Remo Pasetto (1967), dai “Calanchi della Valsellustra” di Francesco Tabusso (1983) a “Figure al balcone” di Giuseppe Gagliardi (1987), fino a lavori più recenti come “Muro 150” di Gino Pellegrini (2011), la “Figura” di Tano Pisano (2003) e il murale senza titolo di Eron (2007). (L’elenco completo è disponibile nel programma in allegato). Tra gli interventi più significativi spicca lo strappo conservativo de “Il respiro del drago” di Paolo Barbieri, oggi custodito nella Pinacoteca della Rocca e simbolo concreto del tema “Save the Wall” che sarà visibile alla mostra “Muri perduti” a partire dalla giornata inaugurale.
Eventi, laboratori, incontri e mostre
Su questo intreccio di nuove creazioni e memoria restaurata si innesta un programma diffuso che animerà Dozza per un’intera settimana. Lunedì 15 darà spazio alla riflessione sulla fragilità del patrimonio con l’inaugurazione della mostra “Muri perduti” e al dialogo tra arte e filosofia con l’incontro “In principio i verbi: poiein, theorein e prattein”. Nei giorni successivi il borgo ospiterà visite guidate (martedì 16 saranno Lucia Vanghi, Agnese Tonelli e Andrea Vigna a condurre “Paesi dipinti: l’esempio di Dozza”, dalle ore 11) e laboratori – da quello fotografico “A zonzo per il Muro Dipinto” (martedì 16, ore 17.30) al workshop di ceramica “Gioielli in un giorno” (mercoledì 16, ore 17.30) – mentre piazza Zotti farà da cornice a incontri con artisti di fama internazionale come Omar Galliani (martedì 16, ore 18) e ad appuntamenti di approfondimento come “La risposta dell’arte alla guerra”, con il dialogo fra gli storici dell’arte Matteo Bacci e Lisa Emiliani (mercoledì 17, ore 18). Nel corso della settimana della Biennale, poi, Dozza e Toscanella diventeranno scenario di performance inclusive, degustazioni e spettacoli: dall’ormai immancabile Notte del Muro Dipinto (giovedì 18), con l’evento “Luce ai muri” che illuminerà le nuove opere e darà voce a protagonisti e restauratori, al “salotto d’artista” con testimonianze e racconti (venerdì 19, ore 18), fino al concerto rockabilly dei Rebel Cats (sabato 20, ore 21). La conclusione, domenica 21 settembre, vedrà il borgo trasformarsi in un palcoscenico collettivo con lo speciale annullo filatelico figurato, il laboratorio creativo “Punti di vista” e l’esibizione del Gruppo Bandistico Dozzese nel suo centenario. Tanti gli appuntamenti anche con le realtà del territorio: mercoledì 17 “Legami su muro: l’arte che accoglie” permetterà di visitare il borgo con il Centro Occupazionale “La Tartaruga”, che sarà protagonista anche di tre momenti nelle giornate di venerdì, sabato e domenica con performance e banchetto informativo. Spazio, infine, anche al gusto con “Sorsi d’arte” (venerdì 19 ore 18).
Ricco anche il cartellone delle mostre: Dal 15 settembre al 9 novembre, accanto a “Muri Perduti”, che racconta il patrimonio murario scomparso di Dozza, partirà anche “Ritorno a Dozza: Germano Sartelli, carte e sculture”, accompagnata da un evento FAI speciale. Non mancano poi esposizioni che guardano alla contemporaneità come “Sketchers al Muro Dipinto” (20-21 settembre) con l’associazione Vari.China e gli Urban Sketchers Bologna, “Il Muro a scatti” (21 settembre) del Circolo Fotografico Imolese e “Contrasti” (14-21 settembre) di Fabrizio “Bicio” Fabbri.
Il nuovo catalogo
La XXX Biennale sarà anche l’occasione per la pubblicazione del nuovo volume “Il Muro Dipinto di Dozza. Dal 1960 al 2025”, edito da Persiani Editore a cura della Fondazione Dozza Città d’Arte, con testi di Luca Albertazzi, Lisa Emiliani, Francesca Tomba, Agnese Tonelli, Lucia Vanghi, Giulia Nanni, Pierluca Nardoni ed Enrico Maria Davoli. Il catalogo per la prima volta nella storia della Biennale raccoglie tutte le opere realizzate dal 1960 a oggi, con un ricco apparato fotografico e schede descrittive, documentando la storia della manifestazione e il valore dei restauri conservativi. La pubblicazione è resa possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.
Il sostegno della comunità e degli sponsor
Quando si parla di coinvolgimento globale del territorio per il Muro Dipinto, la scelta non è casuale: mai come in occasione della XXX Biennale tanta è stata la risposta di Istituzioni e imprese. La manifestazione, infatti, è inserita nel Programma Turistico di Promozione Locale – PTPL 2025 della Città Metropolitana di Bologna e fa parte del cartellone Bologna Estate 2025, promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. È, inoltre, sostenuta anche da Con.Ami nell’ambito del progetto Terre&Motori.
Fondamentale il contributo di numerosi partner privati che hanno reso possibili nuove opere e restauri: CMAtec e Curti per lo strappo de “Il respiro del drago” di Paolo Barbieri, DEA – Degli Esposti A. per l’opera di Andrea Gualandri, Menna Casting per il progetto di Marco Lazzarato, Lea Renergy per il restauro di “Muro 150” di Gino Pellegrini, Soldati Giuseppe per “Nel tempo dei vigili” di Bruno Ceccobelli, Matteiplast per “Figure al balcone” di Giuseppe Gagliardi, e Stefano Mangherini per “La scalata” di Concetto Pozzati e “Composizione” di Toni Sommacampagna.
Un ringraziamento speciale va al Comune sponsor di Grizzana Morandi, ai comuni di Oliveto Citra e Vieste e agli sponsor tecnici: Merlotta, Lem, Amodio&Partners, Punto Fiore, Enoteca Regionale Emilia-Romagna, Muma di Galassi Massimo. Senza dimenticare le associazioni e i volontari che collaborano all’organizzazione e soprattutto i proprietari delle case che hanno concesso i propri muri per la realizzazione delle nuove opere.
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