ALTO RENO TERME (BO): Conclusa la XIII edizione dell’Alto Reno MusicAntica Festival

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Anche quest’anno, per il tredicesimo di fila, abbiamo salutato e applaudito il festival dedicato alla Musica Antica dell’Alto Reno.

Questa edizione ha arricchito e impreziosito la festa solenne del Crocifisso, che da ben 11 anni non tornava nel calendario del territorio di Porretta (cioè quando, il giorno della festa dell’Esaltazione della Croce, il 14 Settembre, cade di Domenica, nda.) e che non tornerà a farlo fino al 2031. Tre giorni intensi, di musica e concerti, con 3 appuntamenti dedicati a questa importante manifestazione grazie alla musica antica (e non solo, ma vedremo a breve).

Il festival ha avuto inizio Venerdì 12 Settembre, presso il teatro Testoni, dove il quartetto d’archi della celebre orchestra bolognese “Senzaspine” ha eseguito magistralmente la composizione di Joseph Haydn: Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce.  Composizione datata 1787, commissionata per la chiesa di Santa Cueva di Cadice (Spagna), rappresenta un autentico capolavoro per la storia della musica e in particolare per l’organico di quartetto d’archi.  I 4 ragazzi dei Senzaspine hanno dato prova magistrale di tecnica e dinamismo nell’esecuzione, che richiede alta concentrazione e capacità di esprimere ogni singolo movimento della composizione.  

Il festival ha sicuramente azzardato organizzando l’esecuzione di venerdì pomeriggio (scelta chiaramente dettata dalla presenza di una Via  Crucis al Monte della Croce quella sera, quindi non facciamo un torto al festival musicale), ma il pubblico presente (sicuramente meno numeroso di quanto meritasse il programma e gli esecutori) ha premiato i ragazzi e il festival con calorosi applausi.

Sabato 13 invece abbiamo assistito ad un unicum. La prima esecuzione assoluta (neanche in tempi moderni, ma proprio prima esecuzione dai tempi della composizione) dell’oratorio (o composizione sacra) “La Deposizione dalla Croce di N.S. Gesù Cristo” di Giovanni Battista Martini. Questo oratorio, trascritto dal bass/baritone porrettano Giacomo Contro, insieme al tenore Vincenzo Di Donato (entrambi tra i solisti esecutori dello stesso), è datato 1758, ma per varie vicissitudini non ebbe mai esecuzione, e cadde così tanto nel dimenticatoio della storia (dove già fin troppo giace Padre Martini, quando ben altri onori meriterebbe come compositore) tanto da risultare perduto.

Ma grazie al festival, ai trascrittori ma sopratutto agli esecutori, tale tesoro invece è tornato alla luce del sole e ha splenduto per i presenti (mai abbastanza: ma ormai è chiaro il pensiero ed il concetto).

I quattro solisti, facenti parte dell’Ensemble bolognese “San Pietro”, partendo dal soprano Alice Bolla, con il suo canto legato e dolce, passando per il mezzosoprano Maria Giuditta Guglielmi con il suo timbro caldo e profondo, hanno eseguito arie e duetti di altissima fattura, dimostrando capacità espressive e poetiche, in particolare nel duetto “Felici le colombe”; passando per il già citato tenore Vincenzo Di Donato, con la sua ampia estensione (Ampissima! Il buon Martini manda il tenore dalle profondità vocali alle vette più elevate) e profonda capacità espressiva sino al Bass/Baritone Giacomo Contro, con anche lui schiettezza nel canto e nell’espressione, e dimestichezza nei salti armonici assai ardui che il Martini riserva al Basso, sono stati un quartetto solido, dalla più che comprovata attività vocale di insieme e come solisti. 

L’orchestra da camera barocca “Vago Concento” ha accompagnato l’oratorio con grandissima tecnica ed espressione, dando prova di enorme capacità nel variare e spaziare i colori e le dinamiche che una composizione del genere richiede. Un plauso particolare al cembalista Marcello Rossi Corradini per l’accompagnamento dei Recitativi, momenti in cui se non vi è una “base” solida possono divenire ben poco digeribili all’ascoltatore, ma così non è stato. 

Il coro Kairos Vox ha sostenuto con grande potenza, tecnica ed espressività ogni singolo intervento corale: anche il brano “Ben di sentir” che viene ripetuto ben 5 volte all’interno dell’oratorio non viene mai dato per scontato e ognuna delle cinque volte viene riproposto con profonda determinazione.

L’apice polifonico corale viene poi raggiunto nel finale della prima parte sulle parole “Tu che sarai mio giudice, ora sei nostro avvocato”. Qui il Kairos Vox esalta in maniera magistrale la chiusura della prima parte dell’oratorio di Martini, con il suo momento armonicamente e melodicamente più alto di tutta la serata.

Il tutto ovviamente però è avvenuto grazie alla direzione dell’esecuzione: il Maestro Alberto Pelosin, maestro e fondatore del coro Kairos Vox, è stato faro, fonte e guida di tutti gli esecutori. Un gesto, una direzione e una visione della composizione chiara, decisa ma morbida, semplice ma efficace, profonda ma non banale. Egli ha guidato solisti, coro e orchestra un numero dietro l’altro di questo oratorio, senza mai far cadere l’attenzione del pubblico, fino agli scroscianti e meritati applausi finali che hanno chiuso la serata.

Infine ieri (domenica 14 ndr) la conclusione del festival. 

Nell’oratorio del Santissimo Sacramento (detto anche di San Rocco) della chiesa parrocchiale abbiamo assistito al concerto finale del Festival Alto Reno MusicAntica.

Con un pubblico così numeroso da dover lasciare fuori nello spazio tra oratorio e chiesa numerose persone, si è esibito il Gruppo Vocale Novecento, nella sua sezione femminile, diretto dal Maestro Maurizio Sacquegna

Il gruppo ha magicamente trasportato il pubblico presente in un viaggio musicale dedicato a Maria e alla Passione di oltre 1000 anni, dagli albori del gregoriano e della musica medievale fino ai suoi echi più moderni. Con un programma arduo, ma che il coro ha interpretato in maniera sublime, e che il pubblico ha ascoltato ininterrottamente quasi sognante. 

Nota ulteriormente piacevole è stata la presentazione di ogni brano da parte del direttore dell’esecuzione. Il Maestro Sacquegna ha non solo diretto a memoria e con un gesto poetico e ipnotico oltre un’ora di musica, ma ha pure sapientemente e ben coinvolgente presentato ogni brano, per accompagnare il pubblico durante tutta la serata. Il coro femminile ha dato dimostrazione del suo ben ampio e meritatissimo curriculum, da coro pluripremiato ha eseguito il programma angelicamente, con una nuance di timbri ed espressioni, ed una gamma di colori uniche e di altissimo livello. 

Applausi scroscianti hanno coronato questa serata e questo festival che si avvia già alla programmazione del 2026, totalmente dedicata (così annuncia la direzione artistica) all’800mo anniversario dalla Morte di San Francesco di Assisi e al 320mo dalla Nascita di Padre Martini.

La presenza del Sindaco Giuseppe Nanni ha sancito degnamente questa organizzazione e questa 13ma edizione, che auspichiamo duri ancora a lungo. E che ampi sempre di più il suo pubblico.