LEGAMBIENTE: Abbiamo bisogno di un altro supermercato a Zola Predosa ?

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Apprendiamo con forte preoccupazione dalle notizie apparse in questi giorni sulla stampa locale che a Zola Predosa, in località Pilastrino, potrebbe sorgere un nuovo supermercato, l’ennesimo.
Siamo contrari alla continua edificazione di supermercati per il consumo di suolo, per
l’impermeabilizzazione dello stesso, per la crescente marginalizzazione dei negozi di prossimità e di piccole dimensioni, e per la sostanziale inutilità del medesimo supermercato, in un contesto già ampiamente alterato e traboccante di spazi commerciali di grandi dimensioni.
Il Sindaco di Zola difende la scelta del nuovo supermercato sostenendo che “… si tratta di previsioni urbanistiche e a diritti edificatori già riconosciuti dagli strumenti comunali precedenti e vigenti – e sono scelte assunte in precedenza e pertanto non possono essere cambiate per i cosiddetti diritti acquisiti…”
Ricordiamo che anche nella vicina Anzola dell’Emilia la precedente amministrazione comunale aveva appoggiato la costruzione di un ipermercato a Lavino di Mezzo di circa 10.000 metri quadri, sosteneva, con le medesime motivazioni, che non si poteva tornare indietro e che i privati avrebbero chiesto ingenti danni. Tuttavia, per quella vicenda è arrivato lo stop perché mancante di vero interesse pubblico, a riprova che le ipotesi urbanistiche non si traducono automaticamente in vincoli con i privati.
Riteniamo che occorra fermarsi e verificare qual è il livello autorizzativo realmente raggiunto, cosa prevede il PUG attuale del comune di Zola Predosa, aprire un confronto serio e trasparente con i cittadini e le associazioni del territorio e valutare cosa si possa ancora fare per fermare un altro inutile supermercato e ulteriore consumo di suolo.
Il nostro territorio ha purtroppo sperimentato di recente – direttamente e pesantemente – le evidenze di uno sviluppo misurato in mq di cemento: solo un anno fa i comuni della zona sono stati colpiti più volte da gravi alluvioni, che hanno lasciato segni profondi nelle comunità e messo in luce la fragilità estrema del sistema territoriale. Il Suolo naturale svolge un ruolo fondamentale nell’assorbimento delle acque meteoriche e nella mitigazione dei fenomeni estremi: comprometterla ulteriormente equivale ad aggravare una situazione già al limite.
Riteniamo miope continuare a puntare su modelli di sviluppo superati, che privilegiano l’espansione edilizia a scapito dell’ambiente e della sicurezza del territorio. I diritti edificatori acquisiti possono e devono essere orientati verso soluzioni più sostenibili, come il recupero e la rigenerazione dell’esistente, la riqualificazione di aree dismesse, progetti a basso impatto ambientale e realmente utili alla comunità.
Il futuro non si costruisce consumando altro suolo, ma prendendosi cura di quello che abbiamo.

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