VALSAMOGGIA (BO): “Le case del Campo dei Fiori”

Dal 30 gennaio al 18 febbraio una mostra diffusa e un convegno sul quartiere operaio nato a Bazzano a inizio Novecento

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Una mostra fotografica diffusa che porterà nelle strade del paese immagini di vita passata e presente e un convegno sull’edilizia operaia e sul valore storico del Campo dei Fiori, il quartiere operaio di Bazzano, Valsamoggia, nato a inizio Novecento per volere dell’allora Sindaco Carlo Termanini, che comprendeva oltre alle abitazioni anche le scuole e la Casa del Popolo.

Due iniziative che concludono e presentano alla popolazione il progetto “Le case del Campo dei Fiori” sostenuto dal Comune e dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio e realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, coordinati dalla professoressa Paola Binante, nell’ambito del Biennio di Fotografia dell’Accademia come esito di un percorso di ricerca didattica e visiva dedicato all’analisi del rapporto tra architettura, memoria e vita quotidiana.

Il lavoro, sostenuto anche dall’associazione bolognese Spazio Lavì! che si occupa di arte e storia locale, è durato un anno e si è sviluppato a partire dall’osservazione delle architetture della scuola e del quartiere operaio, assumendo come riferimento l’eredità progettuale e sociale di Carlo Termanini e interrogandone la persistenza nel presente. Non, quindi, una sola documentazione degli spazi, ma un vero e proprio processo di rilettura critica capace di attivare nuove possibilità di sguardo su un territorio complesso e stratificato.

“La memoria – commenta la Sindaca di Valsamoggia, Milena Zanna – è uno strumento fondamentale per comprendere il presente e dare profondità alle trasformazioni che attraversano i territori. Non un semplice sguardo nostalgico rivolto al passato ma una chiave per leggere nella storia ciò che siamo oggi. Gli studenti sono riusciti a cogliere con sensibilità e creatività l’eredità dell’insediamento del Campo dei Fiori, restituendo senso e attualità a un’esperienza urbana che continua a parlare alla comunità. Le immagini realizzate raccontano un quartiere ancora pienamente vissuto, attraversato e trasformato nel tempo dai suoi abitanti, ma tuttora capace di mantenere un legame profondo con le proprie radici. Come Amministrazione, siamo felici di aver sostenuto il progetto e ringraziamo chi lo ha promosso e realizzato perché ci ricorda che i luoghi non sono mai neutri: raccontano visioni, scelte e vite ed è anche attraverso percorsi come questo che una comunità può continuare a riconoscersi e a guardare al futuro senza perdere il legame con la propria storia”.

Aggiunge l’Assessore alla Cultura, Andrea Bertaccini“Il Campo dei Fiori di Bazzano non è solo un quartiere storico, è un testimone permanente di memoria sociale collettiva, un palinsesto urbano su cui si sovrappongono le storie delle persone che nei decenni hanno attraversato questi luoghi. Come Amministrazione comunale, riconosciamo in questa iniziativa didattica l’opportunità preziosa perchè guardare con occhi nuovi il Campo dei Fiori significa rinnovare il legame con le radici storiche del quartiere, celebrare la capacità della città di crescere insieme ai suoi abitanti e riflettere sul ruolo dei luoghi nella formazione dell’identità collettiva”.

La mostra diffusa, che rientra nell’ambito degli eventi organizzati per Art City Bologna 2026  e avrà come protagoniste le foto dei ragazzi, consisterà in 30 affissioni 70cmx100cm che verranno esposte in punti strategici e di maggiore passaggio di Bazzano tra il 30 gennaio e il 18 febbraio.

Il convegno di presentazione del progetto, occasione anche per fare un focus sull’edilizia operaia, si terrà il 1° febbraio alle ore 16.00 nella Sala dei Giganti della Rocca dei Bentivoglio. Intervengono: l’Assessore alla Cultura Andrea BertacciniElio Rigillo, Direttore Fondazione Rocca dei Bentivoglio; Tito Menzani, docente di storia economica Unibo e Unimore; Paola Binante, Accademia di Belle Arti di Bologna; Piero Orlandi, Spazio Lavì! e Aurelia Casagrande,  archivista.