
BOLOGNA, 18 MARZO 2026 – “Siamo amareggiati da questo tavolo. Siamo amareggiati dal fatto che ancora una volta quella Regione che si vanta di essere tra le prime in tutta Italia per l’alta qualità del suo sistema sanitario, sia la stessa che poi a livello di accordi gratifica meno gli infermieri, i professionisti della salute”. Antonella Rodigliano, segretaria del Nursind Emilia-Romagna, spiega così decisione di abbandonare il tavolo di questa mattina, nella sede della Regione, convocato per la firma del nuovo accordo per l’indennità di pronto soccorso che la rappresentante sindacale definisce piuttosto “l’ennesimo schiaffo agli infermieri”.
A differenza di tutte le altre sigle, il Nursind è l’unico a non aver sottoscritto l’accordo, dopo una trattativa aperta ormai da diversi mesi, in quanto “la previsione di un’indennità pari a 340 euro per infermieri e ostetriche, 300 euro per tecnici di radiologia e di 260 euro per le altre figure quali oss, amministrativi e autisti, non rappresenta una reale valorizzazione, ma rischia al contrario di essere una misura debole e divisiva -spiega Rodigliano-. Gli infermieri costituiscono il fulcro operativo dei servizi di pronto soccorso, garantendo presa in carico, gestione clinica, continuità assistenziale e sicurezza dei pazienti in condizioni di elevata complessità e pressione. Una differenza economica così contenuta non riflette il diverso livello di responsabilità, competenze e carico assistenziale, risultando quindi insufficiente a riconoscere il reale valore professionale”. La proposta del Nursind, inascoltata, è stata di almeno 380-400 euro per infermieri e ostetriche.
“Solo in questa regione non viene assolutamente preso in considerazione quello che ormai è un vero e proprio disagio infermieristico -continua Rodigliano-. La professione è in profonda crisi e l’ente lo sa bene: da tempo promette investimenti per renderla più gratificante e maggiormente attrattiva, ad ogni occasione; eppure quando ci troviamo ai tavoli tutto ciò non viene mai fatto, le proposte che ci vengono avanzata non tengono mai conto di attrattività e valorizzazione”.
Nell’accordo introduce l’indennità anche per i Cau, “che però non fanno parte dei pronto soccorso, quindi non possiamo permetterci di firmare un accordo del genere” rimarca la segretaria regionale del sindacato degli infermieri, aggiungendo: “Questo meccanismo non rafforza l’attrattività della professione infermieristica nei servizi di emergenza-urgenza, rischia di generare tensioni tra professionisti, senza affrontare il nodo della valorizzazione complessiva e conferma una visione che continua a non mettere al centro il ruolo strategico degli infermieri nel sistema sanitario. Adesso aspetta agli infermieri giudicare si tratta di un accordo che può gratificarli oppure no. Il Nursind, che è sempre stato da parte degli infermieri, dice no ad un accordo dove la differenziazione è veramente minima rispetto agli altri professionisti, per cui valuteremo tutte le iniziative a nostra disposizione per far sentire il nostro dissenso ad una Regione sorda nei confronti degli infermieri.
Per il Nursind -conclude Antonella Rodigliano-, la valorizzazione non può essere simbolica o marginale: serve un riconoscimento economico e professionale coerente con il ruolo reale svolto dagli infermieri nei pronto soccorso”.
