La Guida NONTURISMO delle Terre del Reno, Setta e Sambro: il 22 e 26 aprile due eventi per scoprire la guida e i suoi itinerari

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Arriva in libreria “Terre del Reno, Setta e Sambro. Appennino Emiliano”, la settima guida
della collana Nonturismo (Ediciclo Editore), prodotta da Sineglossa, curata da Wu Ming 2,
scritta da persone che abitano sul posto, con le illustrazioni di Alexia Tzimas.
La guida dedicata alle tre valli dell’Appennino Emiliano nasce dal lavoro corale di una
redazione di comunità e da una serie di interviste a chi questi luoghi li attraversa e li cura
ogni giorno: lavoratori, guide ambientali, attivisti, artiste, geografe. Parla di un Appennino
“brigoso”, che costringe a inventare, a organizzarsi dal basso, a costruire relazioni. Un
territorio sospeso tra partenze e ritorni, tra la necessità e la scelta di restare.
Sarà presentata mercoledì 22 aprile alle ore 18.30, presso il Poggiolo Rifugio
Re_Esistente a Monte Sole, con Federico Bomba dell’organizzazione culturale
Sineglossa, lo scrittore Wu Ming 2, Marco Tamarri (Un altro Appennino è possibile) e
l’illustratrice Alexia Tzimas. Interverranno anche Francesca Marchi (Unione dei Comuni
dell’Appennino Bolognese) e Valentina Cuppi (sindaca di Marzabotto). La
presentazione rientra nel calendario di eventi promossi dal Comune di Marzabotto e dal
Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, per l’81esimo anniversario
della Liberazione. Inoltre domenica 26 aprile sarà possibile partecipare a una passeggiata
nonturistica dalla stazione di Pian di Venola fino a Montesole, lungo il Sentiero del Postino,
per conoscere alcune tappe della guida in compagnia delle letture di Wu Ming 2.
La guida Nonturismo delle Terre del Reno, Setta e Sambro è un progetto editoriale di
Sineglossa, organizzazione culturale che per la collana Nonturismo ha già creato i volumi
dedicati a Ussita, Monti Sibillini, Bologna, Ancona, Arcevia, Val di Fiastra, realizzata con il
contributo del progetto “In Appennino”, in collaborazione con Unione dei Comuni
dell’Appennino Bolognese, con il sostegno di EIT Climate-KIC attraverso il bando EIT
NEB Enhance della EIT Community New European Bauhaus, con il supporto di Un altro
Appennino è Possibile, Il Poggiolo – Rifugio Re_Esistente, Officina 15. Hanno preso
parte al lavoro corale di produzione della guida delle Terre del Reno, Setta e Sambro,
diverse realtà associative (Associazione Rocca Bio, Associazione Montagna incantata,
Associazione Culturale Officina15, Associazione Simurgh, Biblioteca Solea, Boschilla,
Centro Civico di Ca’ Bortolani, Cooperativa Madreselva, Gruppo Studi Cesare Mattei APS,
Lo Scoiattolo ONLUS Società Cooperativa Sociale, La Caracola, L’Altra Riva, O.A.S.I Tolè,
Società Agricola La Lamma – Lavanda di Rodiano), e abitanti delle valli, che hanno
partecipato all’individuazione degli itinerari e alla scrittura dei testi: Ilenia Astrea, Alessandro Baldi, Giovanna Belcastro, Sebastiano Bisson, Barbara Cassioli, Alessandro Conte, Bruno Fedeli, Riccardo Franchini, Ciro Gardi, Paola Giannarini, Monica Gori, Pierpaolo Lanzarini, Rocco Lombardi, Rita Maralla, Ludovica Marsciani, Francesco Marucci, Vittorio Monzoni, Marysol Petrolo, Ada Quondamatteo, Emanuele Rasia, Giulia Tancredi, Roberta Ventura, Elena Violato, Federico Witula, Daniele Zampetti, abitanti delle valli. La redazione di comunità è stata coordinata dalle antropologhe Eleonora Adorni e Brenda Benaglia, il
volume è curato dallo scrittore Wu Ming 2 e il progetto editoriale dallo studio Atelier
Tatanka.
Come ogni guida della collana Nonturismo, anche questa dell’Appennino Emiliano si
sviluppa attorno a un tema, un genius loci che, secondo chi ci vive, caratterizza il territorio in modo unico. Questo tema, che nella metodologia del progetto Nonturismo viene chiamato “spirito del luogo”, per le Terre del Reno, Setta e Sambro è l’essere brigoso: una qualitàche attraversa i territori e le comunità che li abitano. Brigoso vuol dire faticoso, difficile, complicato. Ma “prendersi la briga” significa anche impegnarsi, affrontare la complessità, inventare soluzioni e auto-organizzarsi. È una condizione che nasce dai limiti e dalle possibilità dell’Appennino e che si riflette nelle scelte di chi decide di vivere e restare in questi luoghi.
Come racconta Alessandra Navazio, project manager di Sineglossa e responsabile del
coordinamento editoriale della collana Nonturismo: “Questa guida nasce da un processo
collettivo che mette al centro le persone che abitano l’Appennino e le loro pratiche
quotidiane di cura. Abbiamo provato a restituire un territorio ‘brigoso’, che richiede impegno, capacità di adattamento e costruzione di relazioni, ma che proprio in questa complessità trova la sua forza e la sua identità.”
I tre itinerari della guida attraversano le valli del Reno, del Setta e del Sambro, e sono
pensati come strumenti per esplorare il territorio da prospettive diverse. Uno si sviluppa nelle alte valli orientali, tra passi storici e laghi artificiali al confine con la Toscana; un altro
percorre le alte valli occidentali, ai piedi del Corno alle Scale e verso il bacino del Panaro;
il terzo si concentra sulla media valle del Reno, dove il paesaggio collinare si intreccia con la
memoria della guerra di Liberazione e la relazione con Bologna.
“L’Appennino bolognese vive un periodo di grandi trasformazioni. Lo spopolamento dei
borghi, che pareva inesorabile, negli ultimi anni ha conosciuto una battuta d’arresto, e in
alcuni territori una vera e propria controtendenza. Una piccola rivoluzione che può dare
grandi benefici socio-economici solo se la si sostiene con servizi e progetti adeguati: diritto
allo studio, occupazione, mobilità, salute. È fondamentale mettere sulla mappa le buone
pratiche invisibili, le alternative all’abbandono, le strategie abitative che non consumano
suolo, le reti mutualistiche, le persone che ogni giorno curano le terre alte, con importanti
ricadute anche a valle”, aggiunge Wu Ming 2, curatore della guida.