In aiuto dell’Appennino con la formazione orientativa scolastica

Accademia Nazionale di Agricoltura e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna hanno premiato i 212 studenti che hanno partecipato ai corsi formativi, promossi con l’obiettivo di un futuro lavorativo in Appennino, che aiuti questi luoghi in crisi ad affrontare le sfide ambientali e sociali del futuro.

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 Accompagnare i giovani studenti a scegliere di investire il proprio talento in Appennino, contribuendo a scrivere una nuova pagina di sviluppo sostenibile per l’intera comunità metropolitana con strumenti concreti di orientamento lavorativo post scolastico, è l’obiettivo delle “Attività formative e di orientamento per lo sviluppo socio-economico dell’Appennino” che hanno visto stamattina, presso l’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna, la presentazione dei risultati dei corsi e la consegna di diplomi di partecipazione agli studenti. Il progetto promosso dall’Accademia Nazionale di Agricoltura, con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha visto la collaborazione del Comando Carabinieri Forestali di Bologna e Ferrara, del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, dei Dipartimenti di Scienze Mediche Veterinarie e di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e del Settore Attività Faunistico-Venatorie della Regione Emilia-Romagna.

Più di 200 studenti hanno affrontato temi didattici per gestire le sfide ambientali future
Sono stati 10 i corsi altamente professionalizzanti che, da ottobre a dicembre 2025, hanno visto la partecipazione di 212 studenti del Liceo Scientifico Statale “Augusto Righi” di Bologna, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Arrigo Serpieri” di Bologna e degli Istituti Professionali Agrari “Luigi Nolè” di Loiano e “Benito Ferrarini” di Sasso Marconi per un totale di 264 ore di attività tra laboratorio e campo. L’iniziativa, che si colloca nell’ambito delle ore di orientamento obbligatorie previste dall’ordinamento vigente, mediante incontri con esperti del settore, laboratori tematici, uscite didattiche ha consentito di approfondire tematiche che raramente trovano spazio nella programmazione didattica tradizionale come: “Valutazioni delle trasformazioni del territorio mediante l’uso della tecnologia GIS”, “Contrasto all’erosione e interventi di ingegneria naturalistica”, “Creazione di database georeferenziati e sistemi di navigazione satellitare GPS”, “Gestione della fauna selvatica”, “Allevamenti zootecnici e benessere animale”, “Gestione della castanicoltura”, “Filiera lattiero-casearia”, “Il sequestro di carbonio”, “Potatura e innesto di piante da frutto”, “Il suolo e le sue caratteristiche chimiche e biologiche”.

I corsi proposti, dunque, hanno toccato insegnamenti multidisciplinari, che potessero aiutare gli studenti a comprendere a fondo le differenti attività ambientali, di controllo del territorio, produttive e di gestione che sono indispensabili per poter operare oggi in aree di montagna, a fronte dei numerosi problemi legati al dissesto idrogeologico e all’abbandono sociale ed economico di numerose aree del territorio appenninico.

“Per l’Accademia l’attenzione rivolta a formazione e orientamento giovanile, con particolare attenzione alla professionalizzazione post diploma, è un tema fondamentale. Negli ultimi anni molto impegno è stato profuso per creare iniziative concrete, rivolte alle aree disagiate come la collina e la montagna, che soffrono da decenni una forte crisi socio-economica, portando abbandono delle attività agricole e produttive con una forte emigrazione della popolazione attiva. Grazie alla lodevole sensibilità della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna – ha detto il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Onorario Accademia Nazionale di Agricoltura, il progetto formativo sta proseguendo con la partecipazione di un numero sempre crescente di studenti, che certifica non solo l’interesse verso i temi trattati, ma anche l’oggettiva possibilità di ricaduta professionale, in particolare per gli studenti degli istituti agrari che vedono in questi corsi, la possibilità di crearsi un futuro lavorativo nelle aree dove sono nati e vivono”.

 

“Con il Programma ASPIRA | Ambiente, Sostenibilità, Partecipazione, Interconnessioni, Reti, Appennini, la Fondazione del Monte investe sul territorio come un unicum, dove la crescita delle Aree Interne è condizione essenziale per lo sviluppo dell’intera comunità – ha commentato la Dott.ssa Ethel Frasinetti, Direttrice generale della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Il Programma lavora anche su una linea progettuale dedicata alla formazione e all’orientamento. L’obiettivo è quello di trasformare il talento dei giovani in una leva di sostenibilità, offrendo strumenti concreti affinché possano costruire il proprio futuro professionale senza dover abbandonare l’Appennino. Valorizzare le competenze locali e la sicurezza del territorio non è solo un atto di tutela, ma un pilastro fondamentale per generare nuovo benessere sociale ed economico”.

 

“La formazione rappresenta oggi uno strumento decisivo per la tutela e lo sviluppo del territorio. Come Carabinieri Forestali – ha dichiarato il Ten. Col. Francesca Becchetti, Comandante Gruppo Carabinieri Forestale di Bologna e Ferrara – tocchiamo con mano ogni giorno le criticità ambientali e proprio per questo crediamo profondamente in questi progetti formativi orientati allo sviluppo dell’Appennino, come leva concreta di cambiamento. Ai giovani è affidato un ruolo centrale: trasformare competenze e conoscenze in azioni capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e radicamento nelle comunità. L’Appennino non è una periferia da preservare, ma un laboratorio vivo in cui costruire il futuro.”

“Il progetto promosso dall’Accademia Nazionale di Agricoltura e dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna si è rivelato un’importante esperienza formativa, capace di arricchire il percorso degli studenti coinvolti. L’iniziativa ha consentito di approfondire tematiche centrali per comprendere le sfide ambientali e produttive contemporanee, attraverso un approccio interdisciplinare alla sostenibilità. I percorsi didattici hanno affrontato argomenti di grande attualità, favorendo il confronto tra diverse realtà formative del settore agro-ambientale. Le attività – ha sottolineato la Prof.ssa Laura Barra, Dirigente scolastico Istituto Agrario “Arrigo Serpieri” – condotte da esperti del mondo accademico e professionale, hanno offerto un contatto diretto con la ricerca e le filiere produttive. Attraverso lezioni, uscite sul campo e momenti di dialogo, gli studenti hanno sviluppato competenze tecniche e trasversali, vivendo anche un’importante occasione di orientamento. In un contesto in cui la sostenibilità rappresenta una priorità, iniziative come questa confermano il valore strategico della formazione delle nuove generazioni.”

 

Aumento della conoscenza delle tematiche e studenti coinvolti nelle attività
I numerosi corsi, svolti in questi quattro anni, hanno evidenziato come attività concordate con i dirigenti scolastici e gli insegnanti bene si integrano ai programmi scolastici, soprattutto per quelle tematiche che richiedono attività dimostrative di campo o di laboratorio. L’analisi delle risposte date dagli studenti, nel questionario fornito al termine dei corsi, ha mostrato un costante aumento del grado di conoscenza delle tematiche affrontate, e il giudizio degli alunni sulla valenza del percorso è risultato positivo, sia sotto l’aspetto orientativo che quello dell’uso di una metodologia didattica laboratoriale e di pratica fattiva sul campo, risultata molto coinvolgente da tutti i partecipanti.