I Carabinieri della Stazione di Bologna Navile hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale coercitiva degli arresti domiciliari, con divieto di comunicare in alcun modo con la persona offesa, nei confronti del presunto responsabile: un ventenne italiano indagato dalla Procura della Repubblica di Bologna per atti persecutori.
La misura cautelare è stata richiesta dal Pubblico Ministero sulla base degli elementi raccolti dai Carabinieri, a seguito della denuncia presentata dalla donna, che verso metà maggio si è presentata in caserma raccontando di aver patito, dalla fine della relazione sentimentale avvenuta all’inizio dell’anno, continue condotte persecutorie. La vittima ha riferito aggressioni, appostamenti sul luogo di lavoro, pedinamenti, telefonate e messaggi contenenti il pressante invito a riallacciare la frequentazione, oltre a insulti, ritorsioni e persino minacce di morte. Questa situazione ha costretto la donna, coetanea dell’indagato, a vivere in un clima di angoscia, frustrazione e timore, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita, facendosi accompagnare da amici durante gli spostamenti e bloccando l’utenza telefonica in uso all’ex compagno. Una volta rintracciato dai Carabinieri, l’uomo è stato identificato e sottoposto alla misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, consistente negli arresti domiciliari, con prescrizione di non allontanarsi senza autorizzazione e di non comunicare in alcun modo con l’ex compagna, previo inasprimento della misura.
Foto d’archivio CC

