L’Appennino apre bottega in città: a Villa Turri nasce lo spaccio agricolo del Biodistretto

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Nell’ex caserma rigenerata arrivano i prodotti delle 48 aziende agricole del Biodistretto dell’Appennino BologneseGiovedì 25 giugno lo Spaccio è aperto dalle ore 18:00; alle 20:30 “Anime custodi della montagna”, la presentazione ufficiale dei produttori, e alle 21:00 lo spettacolo cult “Orti Insorti” di e con Elena Guerrini, in cui si prepara dal vivo un assaggio contadino con paneolio evo e pomodoro poi condiviso con il pubblico. Ingresso gratuito.

Bologna, 17 giugno 2026 – Fare entrare la montagna in città: non come slogan, ma come presenza concreta. Per la prima volta l’Appennino bolognese si presenta insieme, con agricoltori, artigiani, allevatori e apicoltori, nel centro della città di Bologna. Succede a Villa Turri, l’ex caserma militare oggi al centro del progetto di rigenerazione urbana TEST – Nuovo Prototipo Urbano, dove giovedì 25 giugno prende vita lo Spaccio Agricolo del Biodistretto dell’Appennino Bolognese. Nel cuore di Bologna arrivano i prodotti, i produttori, le relazioni e le comunità delle aree montane del territorio metropolitano.

L’idea che attraversa l’intero progetto è guidata da una filosofia precisa: quella dell’agricoltura artigiana che fa bene, un modo di produrre che fa bene a chi mangia, a chi coltiva, agli animali allevati e ai territori che custodisce. Prodotti agricoli, persone, storie e territori trovano infatti un luogo d’incontro permanente all’interno di Villa Turri, creando una connessione diretta tra Bologna e le sue montagne. L’obiettivo è doppio: portare i prodotti in città e, attraverso di essi, portare i cittadini nelle aziende, negli allevamenti e negli agriturismi dell’Appennino.

Non un mercato occasionale ma un presidio settimanale costruito da una rete composta da 48 aziende agricole e oltre 100 tra soci, artigiani, associazioni, ambientalisti e amministratori locali che fanno parte del Biodistretto dell’Appennino Bolognese. Un progetto nato per accorciare la distanza tra chi coltiva e chi acquista, portando la filiera corta dentro uno dei luoghi simbolo della nuova stagione di trasformazione della città.

La serata inaugurale è in programma giovedì 25 giugno e si apre alle ore 20:30 con “Anime custodi della montagna”, la presentazione ufficiale dei produttori; alle ore 21:00 va in scena “Orti Insorti”, lo spettacolo cult di Elena Guerrini prodotto da Teratro, in calendario Bologna Estate, che festeggia quest’anno i 19 anni dal debutto. Un monologo comico e poetico che difende i semi tradizionali, la terra e i saperi antichi contro l’omologazione agroalimentare, dedicato a Pia Pera e a Giuliano Scabia.  

Per la narr-attrice toscana quella di Villa Turri è anche un ritorno alle radici. È a Bologna, al DAMS, che Guerrini si è formata con due maestri del teatro italiano – Gerardo Guccini, storico e teorico del teatro di narrazione, e Giuliano Scabia, poeta e drammaturgo del teatro fuori dai teatri – e la replica bolognese è interamente dedicata alla memoria di Scabia.

Il cibo resta al centro del rito: durante lo spettacolo verrà preparato dal vivo un assaggio di pane, olio evo e pomodoro, piatto delle tradizioni alimentari contadine, con ingredienti provenienti dalle aziende del Biodistretto – il pane del Forno Calzolari, l’olio evo di Copaps e il pomodoro degli ortolani del Biodistretto – che, al termine della rappresentazione, sarà distribuito e condiviso con il pubblico presente.

Scabia ha insegnato a cercare la poesia nei luoghi più inaspettati e a ridare voce alla terra, e a me a parlare di mio nonno Pompilio – dichiara Elena Guerrini – . Portare “Orti Insorti” a Bologna oggi è il modo più autentico per dire grazie a un maestro che ha fatto del teatro un rito comunitario e vivo.”

Dopo l’inaugurazione, lo Spaccio Agricolo del Biodistretto sarà aperto ogni giovedì dalle ore 18.00 alle ore 21.00 fino a fine luglio. Settimana dopo settimana agricoltori e agricoltrici, allevatori e allevatrici, artigiani e artigiane si presenteranno alla città con le loro primizie: fiori e piante, latte e formaggi, pane e grani antichi, frutta e verdura, olio evo, passata, miele, conserve, dolci e biscotti, tisane e spezie, vini e succhi d’uva, birre dai grani antichi. Lo spazio ospiterà inoltre incontri, momenti culturali e occasioni di socialità dedicate al racconto dei territori e delle persone che li abitano.

Lo Spaccio Agricolo nasce grazie al sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e rappresenta la prima espressione collettiva strutturata del Biodistretto. Un percorso costruito attraverso la collaborazione di aziende agricole diffuse su tutto il territorio appenninico che hanno scelto di unire forze, saperi e produzioni per valorizzare le comunità locali.

Con questo progetto l’Appennino inizia una presenza stabile in città. – afferma Lucio Cavazzoni, presidente del Biodistretto dell’Appennino Bolognese. – “Non portiamo a Bologna soltanto prodotti agricoli, ma il lavoro, le relazioni e la cultura di decine di aziende che ogni giorno tengono vivi i territori montani. Lo Spaccio Agricolo nasce da uno sforzo collettivo che mette insieme produttori diversi attorno a un’idea comune di agricoltura, cooperazione e comunità. Grazie al sostegno della Fondazione del Monte questa rete trova oggi una casa comune e un luogo in cui costruire un rapporto diretto con la città.”

Spaccio Agricolo del Biodistretto dell’Appennino Bolognese

Villa Turri – TEST Nuovo Prototipo Urbano

Viale Carducci 30, Bologna

Inaugurazione: giovedì 25 giugno 2026 – Spaccio aperto dalle ore 18.00; alle 20.30 “Anime custodi della montagna”, presentazione dei produttori; alle 21.00 spettacolo “Orti Insorti”

Ingresso gratuito, per lo spettacolo posti in platea fino a esaurimento.

Il Biodistretto dell’Appennino Bolognese in breve

Il Bio Distretto dell’Appennino Bolognese ETS copre 30 comuni dalle valli del Santerno al Panaro ed è espressione di un’alleanza cooperativa e senza scopo di lucro di imprese agricole, artigiani, associazioni, enti locali e cittadini nata per valorizzare il territorio montano e promuovere un modello di sviluppo agro-ecologico sostenibile. Il progetto affonda le sue radici in un percorso partecipativo avviato oltre vent’anni fa con l’impegno del Gruppo di Azione Locale (GAL) dell’Appennino Bolognese e successivamente riconosciuto e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso appositi strumenti di promozione dei biodistretti biologici.