VALSAMOGGIA (BO): Cinque anni dalla scomparsa di Chiara Gualzetti

A Valsamoggia una giornata tra memoria e impegno: fiaccolata a Monteveglio e dibattito sull'adolescenza

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Sabato 27 giugno ricorrono cinque anni dalla morte di Chiara Gualzetti, uccisa a Monteveglio da un coetaneo. Una data che Valsamoggia non ha dimenticato e che non vuole dimenticare: non solo perché quella tragedia ha segnato profondamente l’intera comunità, ma perché il nome di Chiara è diventato nel tempo un riferimento concreto – un’associazione, un centro giovanile, un impegno collettivo – per chi lavora ogni giorno accanto ai ragazzi e alle loro famiglie.

Quegli eventi hanno messo una comunità intera di fronte alla fragilità dell’adolescenza: un’età in cui i legami si cercano con urgenza, le emozioni faticano a trovare parole e il confine tra il disagio nascosto e la crisi aperta può essere sottile. Un tema che non riguarda solo Valsamoggia, ma che qui ha assunto un volto preciso e una responsabilità precisa: quella di trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo.

Per questo il pomeriggio del 27 giugno non sarà solo un momento di raccoglimento, ma anche un’occasione di confronto e riflessione. Si comincia alle ore 17.00, al Parco regionale dell’Abbazia di Monteveglio, con un’esibizione degli arcieri, seguita alle 18.30 dalla messa nella Chiesa S. Maria di Monteveglio. Alle 19.30, presso i Giardini Arcobaleno  si terrà un dibattito a cui parteciperanno la Sindaca di Valsamoggia Milena Zanna, l’assessore alla scuola del Comune di Valsamoggia, Enrico Zanaroli e professionisti che lavorano quotidianamente con i ragazzi: un confronto aperto su come istituzioni, scuola e comunità possono imparare a riconoscere e sostenere le fragilità giovanili. La serata si chiuderà con una fiaccolata con partenza dal Bar H.

“Cinque anni – commenta Milena Zanna, Sindaca di Valsamoggia – fa questa comunità ha vissuto un dolore che non si dimentica. Il nome di Chiara è rimasto impresso nella memoria di tutti noi e continuerà a esserlo. Sabato saremo insieme per ricordarla e per ribadire il nostro impegno verso i ragazzi e le loro famiglie.”

“Aver realizzato e tenere vivo un luogo che porta il nome di Chiara – aggiunge Filippo Corvino, Presidente del Centro giovanile Chiara Gualzetti – significa non potersi mai permettere di fare le cose per abitudine. Significa ricordarsi sempre perché siamo qui e per chi. Quello che abbiamo cercato di costruire in questi anni è uno spazio in cui i ragazzi possano sentirsi accolti, trovare relazioni autentiche e non restare soli. Il 27 giugno per noi non è solo una data: è il momento in cui tutta la comunità si ferma insieme e ci ricorda che questo impegno vale la pena portarlo avanti.”