CASTEL MAGGIORE (BO) – Chiosco “Bomber Bistrot”: chiarimenti in Consiglio Comunale

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Durante la seduta del Consiglio Comunale del 24 giugno, è stata ricostruita la vicenda del Bomber Bistrot, il chiosco del Parco Iqbal Masih, chiarendo le ragioni della sospensione temporanea dell’attività dal 19 al 21 giugno. L’Amministrazione ha spiegato che il provvedimento è stato adottato dagli uffici competenti dopo ripetute contestazioni per violazioni delle prescrizioni previste dalla concessione, tra cui intrattenimenti non autorizzati, occupazione impropria degli spazi pubblici e problemi di sicurezza. Sindaco e assessore hanno ribadito la volontà di mantenere aperto il dialogo con il concessionario, confermando al tempo stesso che il rispetto della legalità e delle regole resta un principio imprescindibile per garantire sicurezza, tutela degli spazi pubblici ed equità tra gli operatori.

 

Da una parte ripetute contestazioni per violazione delle norme, anche a seguito di segnalazioni e proteste di residenti, dall’altra una raccolta firme on line e post social con toni anche pesanti nei confronti dell’amministrazione comunale e del Sindaco: ieri in Consiglio Comunale una domanda a risposta immediata del Consigliere Michele Battistini ha consentito di fare chiarezza sulla vicenda del Bomber Bistrot, il chiosco allestito nel Parco Iqbal Masih di Castel Maggiore con concessione del Comune, spiegando anche le motivazioni del provvedimento di sospensione temporanea dell’esercizio dal 19 al 21 giugno e ribadendo i principi che guidano l’azione dell’Ente.

 

L’assessore alle attività produttive, Francesco Baldacci, ha spiegato che «dall’apertura del locale nel febbraio 2025, a seguito di concessione tramite gara pubblica, gli uffici comunali, la Polizia Locale e lo Sportello Unico per le Attività Produttive sono intervenuti ripetutamente a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini relative a rumori, schiamazzi notturni, utilizzo improprio degli spazi pubblici, problemi di pulizia e mancato rispetto delle prescrizioni autorizzative».

Le verifiche hanno portato all’accertamento di diverse violazioni, tra cui lo svolgimento di intrattenimenti non autorizzati e altre inadempienze rispetto agli obblighi previsti dalla concessione, che prevedeva specifici obblighi e limitazioni, tra cui l’orario massimo di chiusura entro la mezzanotte (con termine alle 23.00 delle emissioni sonore) e il rispetto delle prescrizioni riguardanti eventuali attività di intrattenimento. La reiterazione delle contestazioni ha quindi determinato, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, l’adozione della sospensione temporanea dell’attività per tre giorni. Provvedimento peraltro non rispettato in quanto durante un controllo effettuato il 19 giugno, la Polizia Locale ha infatti accertato che l’esercizio era in attività nonostante l’ordinanza di sospensione.

 

Il sindaco Luca Vignoli ha sottolineato che la sospensione non deriva da una scelta discrezionale dell’Amministrazione, ma è un provvedimento di natura tecnica, adottato dagli uffici competenti in applicazione della normativa e dei regolamenti, come extrema ratio dopo una lunga serie di contestazioni e tentativi di ricondurre l’attività al rispetto delle regole.

Vignoli ha anche evidenziato come, prima di giungere al provvedimento di sospensione, siano stati organizzati numerosi incontri con il gestore per chiarire le criticità emerse e favorire il rispetto degli obblighi previsti dalla concessione.

Il Sindaco ha inoltre ricordato che le violazioni contestate non riguardano esclusivamente il rumore, ma interessano anche aspetti legati all’occupazione non autorizzata di suolo pubblico, alla conservazione del patrimonio pubblico e alla sicurezza delle persone durante gli eventi di intrattenimento.

«Dietro ogni norma – ha spiegato Vignoli – esiste una finalità precisa: garantire la sicurezza, il rispetto degli spazi pubblici e condizioni uguali per tutti gli operatori economici. Il principio di legalità costituisce un punto fermo dell’azione amministrativa e non può essere messo in discussione da campagne social o raccolte firme».

Allo stesso tempo ha confermato la volontà dell’Amministrazione di continuare a promuovere una città viva e ricca di iniziative serali: «Non vogliamo un paese dormitorio, ma una città viva, nella quale la valorizzazione degli spazi pubblici proceda sempre nel rispetto della sicurezza, della legalità e dei diritti di tutti».

Vignoli ha anche ribadito la volontà di mantenere aperto il dialogo e ha annunciato un nuovo incontro con il concessionario per individuare le condizioni necessarie a ricondurre l’attività entro un quadro di piena compatibilità con il contesto del parco e con le prescrizioni previste dalla concessione.