In un tempo in cui guerre e conflitti occupano ogni giorno le cronache, ci sono popoli che rischiano di essere dimenticati. Il popolo Saharawi è uno di questi. Da quasi cinquant’anni vive in esilio dalla propria terra, nei campi profughi del Sahara algerino, in attesa di una soluzione a un conflitto che continua a segnare la vita di migliaia di persone.
È anche per questo che il Comune di Castenaso rinnova il proprio impegno accanto al popolo Saharawi con “Conoscere il popolo Saharawi”, un programma di iniziative, aperte all’intera cittadinanza, che accompagnerà l’accoglienza dei Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi.
Primo appuntamento in programma per lunedì 13 luglio alle ore 21.00, nella Sala del Consiglio comunale, con Storie che attraversano il deserto. Dopo i saluti istituzionali e l’intervento dei rappresentanti dell’associazione El Ouali, saranno le testimonianze di giovani volontarie e volontari che hanno prestato servizio nei campi profughi Saharawi del Sahara algerino a guidare il pubblico alla scoperta della storia e della realtà di un popolo che continua a vivere sofferente e lontano dalla propria terra.
Martedì 28 luglio alle ore 18.30, sempre nella Sala del Consiglio comunale, Castenaso accoglierà ufficialmente i Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi, ospiti della Parrocchia Madonna del Buon Consiglio. Un momento simbolico che rinnova un legame costruito negli anni grazie all’impegno dell’associazione El Ouali, della parrocchia, dei volontari e dell’intera comunità.
Il programma si concluderà sabato 1° agosto alle ore 20.30, presso la Parrocchia Madonna del Buon Consiglio di Castenaso, con una cena tradizionale a base di cous cous, in occasione della Giornata della cultura Saharawi. La cena sarà un momento conviviale per condividere sapori, racconti e momenti di incontro con bambine e bambini, le persone accompagnatrici e quelle che ogni anno rendono possibile questo momento di scambio.
«Ogni estate accogliamo i bambini e le bambine Saharawi – afferma l’assessora al welfare di comunità Lauriana Sapienza –, ma prima ancora scegliamo di accogliere la loro storia. In un momento in cui il mondo sembra abituarsi alle guerre e alcune finiscono persino per scomparire dal dibattito pubblico, credo sia importante continuare a creare occasioni di conoscenza. Perché solo conoscendo possiamo capire, prendere posizione e sentirci parte di una comunità che non resta indifferente. È questo il senso degli appuntamenti che proponiamo alla cittadinanza.»
Tutti gli eventi sono aperti alla cittadinanza.

